Bonebenders vs Bonedrillers: Perché Stai Perdendo Pazienti (E Non Lo Sai)
Hai mai calcolato quante ore della tua vita professionale hai passato aspettando che l’osso eterologo si integri?
Quante volte hai detto a un paziente “rientriamo tra sei mesi” sapendo che nel frattempo avrebbe potuto cercare alternative più rapide?
Quante membrane o lamine hai posizionato pensando “esiste forse un modo più semplice”?
Esiste. E i tuoi concorrenti che lo usano stanno costruendo un vantaggio competitivo che tu, ogni giorno che passa, fatichi sempre più a colmare.
Sommario Rapido | Quick Summary
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Argomento: Analisi del vantaggio competitivo delle tecniche bonebending rispetto alla GBR tradizionale nella pratica clinica quotidiana
Tesi Centrale: L’espansione crestale offre vantaggi economici, clinici e di marketing superiori alla GBR in oltre il 70% dei casi di atrofia moderata
Dati Chiave: 60-70% riduzione tempo operatorio, contestualità impianto nel 90% dei casi, dimezzamento sedute totali, drastica riduzione morbilità post-operatoria
Tempo di Lettura: 14-16 minuti
🇬🇧 English
Topic: Competitive advantage analysis of bonebending techniques versus traditional GBR in daily clinical practice
Key Point: Ridge expansion offers superior economic, clinical and marketing advantages over GBR in over 70% of moderate atrophy cases
Key data: 60-70% reduction in operative time, 90% simultaneous implant placement, halved total appointments, drastically reduced post-operative morbidity
Reading Time: 14-16 minutes
Sommario Rapido | Quick Summary
La Verità Che Ti Nascondono Ai Congressi
Mentre tu pianifichi GBR in due tempi con osso bovino e membrane, c’è un collega nella tua stessa città che risolve lo stesso caso in una seduta. Espande, inserisce l’impianto, chiude.
Anzi no.
Lascia aperto, grazie alla guarigione per seconda intenzione.
Mentre tu dici al paziente “ci vediamo tra otto mesi”, lui lo dimette con l’impianto già inserito e stabile, e magari anche a carico immediato.
Mentre tu consigli ghiaccio e antinfiammatori per il gonfiore previsto, il suo paziente torna in studio il giorno dopo senza edema apprezzabile.
E indovina chi quel paziente raccomanderà ai suoi amici?
Non è fortuna. Non è un caso particolare. È un sistema replicabile che tu puoi imparare. Ma prima devi accettare una verità scomoda: molto di quello che ti hanno insegnato sulla rigenerazione ossea serve più a vendere biomateriali che a trattare pazienti.

Tuttavia, non è una questione puramente commerciale: è ignoranza, o volendo essere buoni, “non conoscenza”.
Peccato che io non sono così buono.
E come diceva il Sommo Poeta: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.
Povero Dante.
Cosa penserebbe se vedesse ora le comunità di dentisti che adorano la terra piatta e altre amenità?
Certo, Dante non si sarebbe mai sognato di comparire come citazione in un blog per dentisti.
Chissà in quale girone dell’inferno ci collocherebbe.
Sicuramente, tutti giù 🔻
Ma i Bonedriller, per me a profondità maggiori…😎
Ma Cacciamo subito l’elefantino nella stanza

È vero: non tutti i casi sono adatti all’espansione osteo-mucosa.
Ma, oggi i casi che sarebbero da GBR e possono essere piuttosto risolti con espansione sono molti di più che in passato.
Ed è per questo che l’ignoranza pesa e non ti puoi più permettere di sorreggerla da solo o da sola.
I Numeri Che Contano
Facciamo i conti che nessun relatore sponsorizzato farà mai durante un corso.
Tu oggi fai una GBR tradizionale in due tempi. Calcoliamo:
Tempo operatorio totale: 180-240 minuti tra primo intervento, secondo intervento e gestione complicanze eventuali. Il tuo tempo vale, diciamo, X l’ora come operatore qualificato. Sono 3X-4X di tempo.
Materiali: osso eterologo 2X-3X, membrana 2X-3X, viti di fissaggio X, impianto X. Totale materiali: 6X-8X.
Sedute: almeno sei. Prima visita, CBCT, primo intervento, controllo, rimozione punti, secondo intervento, controllo, rimozione punti. Ogni seduta ha un costo in termini di tempo ambulatorio, assistente, sterilizzazione.
Rischio clinico: esposizione membrana 10-25%, necessità di reintervento 5-15%, fallimento rigenerativo 3-8%.
Tempo totale paziente: 10-12 mesi dall’inizio alla protesi definitiva.
Ora confronta con l’espansione contestuale.
Tempo operatorio totale: 60-90 minuti. Unica seduta. Sono X-1,5X di tempo operatore.
Materiali: impianto X, eventuali strumenti specifici ammortizzati, biomateriale minimo se necessario 0,5X. Totale: X-1,5X.
Sedute: tre o quattro. Prima visita, CBCT, intervento unico, controllo, rimozione punti, protesizzazione.
Rischio clinico: frattura gestibile 0-5%, necessità conversione a GBR <1%, risultato predicibile nel 97-99% dei casi secondo le meta-analisi.
Tempo totale paziente: 4-5 mesi dall’inizio alla protesi definitiva.
Differenza di margine per te: Sono 2X-3X contro 9X-12X: circa 300-600 euro in più per impianto singolo. Moltiplicalo per i tuoi 30-50-100-200 casi rigenerativi annui. Sono 9.000-30.000-60.000-120.000 euro che stai lasciando sul tavolo. Ogni anno.
E non ho ancora parlato del valore del passaparola
Il vantaggio che non si misura in euro.

Ogni paziente che esce dal tuo studio senza un gonfiore importante che non ha particolari fastidi nei giorni successivi, è un paziente che parlerà bene di te.
Ogni professionista che non ha dovuto prendere giorni di riposo, ti consiglierà a colleghi, amici e parenti. Ogni paziente che ha risolto in quattro mesi invece di dodici diventa promotore del tuo studio.
Questo non appare nel bilancio immediato dei tuoi costi. Ma costruisce la tua reputazione mese dopo mese.
Mentre i tuoi competitor che fanno ancora GBR su tutto hanno più probabilità di dover gestire gonfiori e dolori posteoperatori, tu accumuli recensioni a cinque stelle e passaparola positivo.
Nel 2025, con Google reviews, Trustpilot e social media, questo vale oro. Un paziente soddisfatto parla con dieci persone.
Un paziente insoddisfatto parla con cento.
E l’insoddisfazione potrebbe essere ingiusta!
In fondo, l’edema è una reazione normale a un intervento chiurgico. È irrilevante dal punto di vista della buona riuscita.
Ma sei si più evitare o ridurre, perché non farlo?
Certo, a volte capita anche con l’espansione. Ma molto più raramente.
Tu da che parte vuoi stare?
La contestualità non è un dettaglio tecnico. È il tuo vantaggio competitivo.
Quando inserisci l’impianto contestualmente all’espansione, stai facendo qualcosa di potente dal punto di vista del marketing: stai dando certezza immediata.
Il paziente esce dal tuo studio sapendo che l’impianto c’è. Non è una promessa. Non è un “se tutto va bene”. È un fatto compiuto.
Questo cambia completamente la percezione del valore. Il paziente non sta comprando una speranza di impianto tra otto mesi. Sta comprando un impianto che ha già in bocca. La differenza psicologica è enorme.
E dal punto di vista clinico? L’osso espanso è osso vitale. Non devi aspettare l’integrazione di sostituti ossei. L’impianto si osteointegra in osso vivo, vascolarizzato, attivo. La stabilità primaria che ottieni in osso espanso non è paragonabile a quella che ottieni in un sito rigenerato con biomateriali.
I tuoi colleghi che fanno GBR devono sperare. Tu sai.
“Ma la GBR si può spesso fare con inserimento di impianto simultaneo.”
Si. Ma devi comunque aspettare l’integrazione dell’innesto.
Gonfiore Zero, Dolore Zero: Il Santo Graal Del Post-Operatorio
Pensa all’ultima GBR che hai fatto. Pensa al paziente il giorno dopo. Gonfiore? Presente. Ecchimosi? A volte. Dolore? Gestibile ma presente. Necessità di ghiaccio, antinfiammatori, riposo? Tutto presente.

Si certo, è tutto normale per un intervento del genere. Verissimo.
Ma perché non evitarlo, quando si può?
Ora pensa ai miei pazienti post-espansione. Gonfiore minimo o assente. Dolore? La maggior parte non prende nemmeno un antidolorifico. Tornano al lavoro il giorno dopo come se niente fosse.
È sempre e comunque necessario prevedere una terapia antalgica commissurata all’intervento, oltre la copertura antibiotica.
Ma poi, in pratica, accade più spesso che i pazienti non seguano la prescrizione, perché non hanno sintomi.
Non è magia. È fisica e biologia.
Quando eviti di sollevare lembi estesi, non crei edema e si riduce lo stravaso sanguigno. Quando non inserisci volumi importanti di materiale da innesto estraneo, non scateni risposte cellulo-mediate massive. Quando mantieni vascolarizzazione e periostio, favorisci una guarigione rapida.
E questo si traduce in un vantaggio enorme: il paziente parla di te come di “quel dentista che non ti fa gonfiare”. Prova a competere con questo posizionamento usando solo GBR tradizionale.
La Velocità Come “Killer Feature”
Nel business esiste un concetto chiamato “time to market”. Quanto tempo serve per portare un prodotto dal concept al mercato.
Nell’implantologia rigenerativa, il tuo “time to market” è quanto tempo serve per portare il paziente da “mi mancano i denti” a “ho i denti fissi”.
GBR in due tempi: 10-12 mesi.
Espansione con impianto contestuale: 3-5 mesi.
Sei più veloce del doppio. In un mercato competitivo, questo conta.
Il paziente che viene da te e dal tuo collega che fa GBR riceve due proposte diverse. Tu: “Quattro mesi e hai finito”. Lui: “Un anno se tutto va bene”.
A parità di risultato, chi sceglierà? E soprattutto, chi consiglierà?
La velocità non è solo un vantaggio clinico. È un vantaggio di marketing devastante.
Onestà intellettuale: l’espansione non risolve tutto.
Atrofie verticali importanti, osso a clessidra, strutture particolarmente dense: in questi casi la GBR può essere superiore o l’unica opzione.
Ma parliamo del 20-30% dei casi. Non del 100%.
Il problema non è che esiste la GBR. Il problema è che viene applicata anche dove non serve. Per abitudine. Per sicurezza percepita. Per inerzia.
Ma l’inerzia in un mercato competitivo è il modo più veloce per perdere pazienti.
Un Caso Clinico Per Cambiare Prospettiva
Pensa a un tuo ipotetico caso di atrofia C3- Era Ora! -Nuova Classificazione dell’Osso Alveolare”>H2 mandibolare della classificazione BDIZ ED. La cresta ha una spessore di soli 3-4mm che molti considerano borderline.
Approccio tradizionale: GBR, osso eterologo, membrana, attesa 7-8 mesi, inserimento impianto, attesa altri 3-4 mesi. Totale un anno.
Approccio bonebending: espansione con dischi diamantati, inserimento impianto contestuale con stabilità primaria in osso vitale, chiusura. Totale 4 mesi. Tempo operatorio 75 minuti. 3 sedute.
Stesso risultato finale. Metà tempo. Metà sedute. Meno materiali. Più margine.
E il paziente? Parla bene di te dopo due giorni invece che dopo due settimane.
Questo è il vantaggio competitivo.
Le Domande Che Devi Farti Davanti Allo Specchio
Stai facendo GBR perché è davvero la scelta migliore per quel paziente? O perché è la tua comfort zone?
Stai usando biomateriali perché necessari? O perché è quello che hai sempre fatto?
Stai pianificando due tempi perché indicato? O perché non hai mai imparato alternative?
Se la risposta anche a una sola di queste domande ti mette a disagio, è il momento di cambiare.
Perché mentre tu rimani nella tua comfort zone, i tuoi competitor stanno costruendo studi pieni di pazienti soddisfatti che consigliano loro ad altri pazienti.
E tu rimani con le tue membrane, il tuo osso bovino, i tuoi due tempi, le tue salsiccie, i tuoi hamburger, i tuoi ombrelli e pazienti che vanno altrove.
L’Investimento Che Ripaga
Formarsi sulle tecniche dei Bonebenders richiede tempo e voglia di rimettersi in gioco: strumenti nuovi e pratica iniziale con curva di apprendimento.
Ma facciamo i conti reali.
Qual è il costo di NON cimentarsi in questo approccio? Perdere pazienti. Perdere margine. Perdere competitività.
La Realtà Che Fa Male
Mentre leggi questo articolo, un tuo collega nella tua città sta finendo un’espansione con impianto contestuale. Il paziente uscirà tra mezz’ora con l’impianto in bocca, gonfiore zero, dolore minimo.
E domani quel paziente dirà ai colleghi in ufficio: “Il mio dentista è un mago, nessun dolore, nessun gonfiore, mi ha messo l’impianto subito”.
Tre di quei colleghi hanno bisogno di impianti. Indovina chi chiameranno?
Tu puoi continuare a fare GBR su tutto. Puoi continuare a dire “si è sempre fatto così”. Puoi continuare a seguire i protocolli che l’industria promuove.
Oppure puoi svegliarti e capire che il mercato sta cambiando. Che i pazienti confrontano. Che la concorrenza non dorme.
E che ogni giorno che passa senza aggiornarti è un giorno in cui qualcun altro prende il tuo posto.
Cosa Fai Adesso?
Hai tre opzioni. Tre strade davanti.
Prima strada: ignori tutto. Chiudi questo articolo pensando “sono tutte esagerazioni”. Torni alla tua routine. GBR, due tempi, attese lunghe, pazienti gonfi. Comfort zone. Tra cinque anni ti chiederai perché hai sempre meno pazienti nuovi.
Seconda strada: inizi a informarti. Leggi gli studi. Guardi i casi. Fai domande. Magari scopri che avevo ragione.
O magari confermi i tuoi dubbi e pensi “Ernesto è un cretino deficiente”. Liberissimo di pensarlo. Ma almeno decidi con la tua opinione, non con quella altrui.
Terza strada: ti formi. Investi. Impari. Applichi. Documenti. Migliori. Diventi competitivo. Costruisci uno studio pieno di pazienti felici che ti consigliano ad altri pazienti felici.
La scelta è tua. Ma ricorda una cosa: non scegliere è comunque scegliere. Scegliere di restare indietro.
Conclusione: Il Vantaggio Che Puoi Rubare
I bonebenders hanno un vantaggio competitivo enorme. Ma non è inattaccabile. Non è brevettato. Non è segreto.
Puoi impararlo. Puoi replicarlo. Puoi portarlo nel tuo studio.
Richiede investimento? Sì. Richiede studio? Sì. Richiede pratica? Sì.
Ma il ritorno è superiore a qualsiasi altra formazione che farai nei prossimi anni.
Velocità di esecuzione superiore del 60-70%. Inserimento impianti contestuale nel 90% dei casi. Impatto sul paziente minimale. Gonfiore quasi assente. Dolore trascurabile. Tempi totali dimezzati. Margini superiori. Passaparola positivo.
Questa è la realtà quotidiana dei Bonebenders nel 2025.
Puoi continuare a combattere con le armi del 2010. Oppure puoi aggiornarti e competere ad armi pari.
Ma decidi in fretta. Perché mentre tu pensi, i tuoi competitor agiscono.
E il mercato non aspetta nessuno.
Domande Scomode (Che Devi Farti)
Se le tecniche dei Bonebenders sono così superiori, perché non me le hanno insegnate all’università?
R: Per lo stesso motivo per cui ti hanno insegnato più tecniche di GBR che di espansione. I programmi universitari sono spesso influenzati da chi li insegna. E non dovrebbe essere così. I professori dovrebbero insegnare tutto, senza bias. L’industria dei biomateriali finanzia cattedre, ricerche, borse di studio. Segui i soldi e trovi sempre le risposte. I professori che insegnano queste tecniche esistono, ma sono una minoranza. E spesso non hanno gli sponsor che hanno gli altri. E poi all’università talvolta arrivano anche complottisti di ogni genere e fazione: ma di cosa stiamo parlando?
Quanto guadagno davvero in più facendo espansioni invece di GBR?
R: Dipende da come fai i conti. Sicuramente si riducono i costi e i tempi. Ma il vero guadagno è indiretto: passaparola positivo, recensioni migliori, meno gestione di complicanze, più tempo per altri pazienti. Un paziente soddisfatto vale 3-5 pazienti nuovi in lifetime value. Fai tu i conti su 50-100-200 casi annui.
E se durante l’espansione si frattura la corticale? Non perdo tutto?
R: Bella domanda. No. Gestisci con viti da osteosintesi se necessario, o converti a GBR che avresti comunque dovuto fare. Con strumenti moderni e tecnica corretta le fratture catastrofiche sono rare. Ma quando capitano non sono la fine del mondo. Sono una complicanza gestibile. E statisticamente hai più probabilità di avere esposizioni di membrana in GBR che fratture catastrofiche in espansione.
Perché dovrei fidarmi di te invece che dell’opinion leader famoso sponsorizzato?
R: Non devi fidarti. Devi verificare i dati. Le meta-analisi sono pubblicate, peer-reviewed, consultabili su PubMed. I follow-up ci sono. I numeri parlano chiaro. Io ti sto solo dicendo: leggili. Poi decidi liberamente. A me cambia zero.
Quanto tempo serve per imparare davvero a diventare un Bonebender?
R: Con formazione strutturata e mentoring: 3-6 mesi per autonomia su casi semplici-moderati. Altri 12 mesi per casi complessi. E come in ogni cosa, “practice makes perfect”: devi fare tanti casi.
Ci sono casi in cui la GBR è davvero superiore?
R: Sì. Difetti verticali importanti, ricostruzioni massive post-traumatiche, edentulie complete con riassorbimenti estremi. Ma parliamo del 20-30% dei casi, non del 100%. Il problema è che molti colleghi usano GBR come default per tutto. Questo è sbagliato clinicamente ed economicamente. La domanda giusta non è “GBR o espansione?”. È “Per questo paziente specifico, cosa funziona meglio?”.
Ma tu ci guadagni a promuovere le tecniche e gli strumenti dei Bonebenders?
R: Sì. Guadagno dalla formazione che erogo. Ma il mio interesse è costruire una community di colleghi che applica questi principi, perché mi interessa sinceramente trasmettere qualcosa di quello che ho imparato prima da mio padre e dal Dott. Scipioni e poi negli anni con l’esperienza. La mia vera soddisfazione è vedere la felicità negli occhi e l’entusiasmo nelle parole dei colleghi che stanno imparando da me. E questo indirettamente mi avvantaggia come early adopter e formatore.
Nota finale per i colleghi meno addormentati
Questo articolo vi sembrerà di parte. Lo è.
Sono di parte. Ma sono di parte armato di dati, meta-analisi, follow-up di decenni.
Se volete contestarmi, fatelo con i dati. Non con opinioni. Non con “ma il professor X dice che”. Con studi. Con numeri. Con evidenze.
Io vi ho portato Lin 2023, López-Valverde 2025, Crespi 2023 e tanti altri (tra i quali i nostri articoli). Voi cosa portate?
Per chi vuole approfondire seriamente:
La community Bonebenders è aperta. Condividiamo casi, discutiamo tecniche, analizziamo letteratura. Senza filtri industriali. Senza sponsor che ci dicono cosa pensare.
“Ma voi lo sponsor lo avete!”, dirà qualcuno.
Vero, in parte. E meno male perché è difficile fare tutto da soli. Ma io non sono un venduto. Dico solo ed esclusivamente la verità. Le baggianate non mi piacciono, non mi appartengono, e sfido chiunque a dirmi il contrario. In faccia, però.
Se vuoi formarti, i corsi ci sono. Ma prima leggi. Studia. Fai domande. Chiedi ai colleghi che già mi seguono.
Poi decidi. E decidi solo se sei convinto.
Altrimenti, lascia perdere.
Non sto cercando discepoli. Sto cercando colleghi che pensano con la propria testa.
Cerco chi ha una visione simile alla mia.
Gli altri non mi interessano e non voglio convincerli.
Ognuno per la sua strada.
Cerco chi mette davvero il paziente al centro. Non a parole o come motto di marketing. Nei fatti. Nei protocolli. Nelle scelte quotidiane.
Se sei uno di questi, sai cosa fare.
Per chi volesse conoscere meglio il nostro approccio clinico quotidiano, può visitare il sito del nostro studio dove applichiamo questi principi da anni con risultati documentati.










