Ho imparato a operare guardando le mani di mio padre, il prof. Giovanni Battista Bruschi. Poi sono andato a Göteborg, alla scuola di Jan Lindhe e Jan Wennström, dove la parodontologia aveva un solo linguaggio: i dati. Ma erano bravissimi anche con le mani. Negli Stati Uniti, Ronald Odrich e Frank Celenza Jr. mi hanno insegnato che la precisione chirurgica è un atto di rispetto verso il paziente, e anche verso noi stessi. La dignità della nostra professione è una cosa seria, irrinunciabile.
Trent'anni dopo, faccio ancora la stessa cosa. Opero. Studio. Cerco di capire perché un osso guarisce in un modo e non in un altro. Accanto a mio padre ho sviluppato tecniche di rigenerazione che oggi insegno e pratico ogni giorno nello Studio Denti Più, a Frosinone.
Dietro ogni sorriso c'è la storia di una persona. Dietro ogni difetto osseo, una biologia che non si ripete. Non esiste un protocollo buono per tutti. Esiste l'attenzione verso il prossimo.