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Denti lunghi: che cosa fa una recessione gengivale a chi si guarda allo specchio

Dr. Ernesto Bruschi · · 7 min di lettura
Edvard Munch, Donna che si guarda allo specchio, 1892: una donna in camicetta rossa davanti allo specchio, accanto a una finestra con tende chiare

In breve — Quasi tutti gli adulti hanno almeno una recessione gengivale, e pochi la notano. Chi la nota ci legge spesso altro: l’età che avanza, un dente da perdere, uno sbaglio commesso. Gli studi mostrano che il fastidio del paziente e i millimetri misurati dal dentista vanno per strade separate: prima di decidere se intervenire, conta sapere che cosa ti disturba davvero.

Succede quasi sempre allo stesso modo. Una mattina, lavandoti i denti, guardi meglio il canino. È più lungo di come lo ricordavi. Ti avvicini allo specchio, sollevi il labbro con un dito e vedi una striscia di colore diverso, più gialla, dove prima c’era gengiva.

Da quel momento lo guardi ogni giorno.

In inglese, di una persona anziana si dice che è long in the tooth, lunga di dente. L’espressione viene dai cavalli: per stimarne l’età si guardava quanto i denti uscivano dalle gengive. La lingua ha registrato quello che chi ha una recessione sente prima ancora di saperlo spiegare. Un dente che si allunga parla di tempo che passa.

Ce l’hanno quasi tutti, la vedono in pochi

Nel 2024 West e colleghi hanno visitato 3.551 adulti in sette Paesi europei: l’87,9% aveva almeno una recessione di un millimetro o più. La recessione, dunque, è la regola.

Quello che cambia è chi se ne accorge. Nieri, Pini Prato e colleghi hanno visitato 120 pazienti e poi hanno chiesto loro che cosa vedevano. In 96 c’erano 783 recessioni, e 565 i pazienti non le avevano mai notate. Le notavano quando erano profonde, quando stavano su incisivi e canini, e quando a guardarsi era una persona giovane. Solo 11 pazienti su 120 hanno chiesto di trattarle.

Lo stesso studio contiene un dettaglio che mi colpisce più dei numeri. Per il 60% delle recessioni i pazienti non sapevano dire da dove venissero. Un segno che vedi tutte le mattine, senza sapere perché sia comparso, è il terreno su cui crescono le paure.

Le tre paure dietro un millimetro

In studio le sento in tre forme, e spesso arrivano insieme.

La prima è l’età. Il dente lungo è il dente del nonno. Chi ha quarant’anni e scopre una recessione sul canino ci legge un anticipo di vecchiaia, e si sente addosso dieci anni in più di quelli che ha.

La seconda è perdere il dente. Qui la paura ha una parte di ragione, e va detta per intero. Chambrone e Tatakis hanno raccolto gli studi che hanno seguito recessioni non trattate per almeno due anni: su 1.647 recessioni, il 78,1% si era approfondito, anche in persone con una buona igiene orale. Lasciata a sé, una recessione tende a crescere. Cresce però lentamente, si può misurare, e quegli studi contano millimetri, non denti persi. Se l’osso tra un dente e l’altro è integro, il dente con la radice scoperta resta un dente sano.

La terza è la colpa. «Ho spazzolato troppo forte.» «Dovevo accorgermene prima.» Lo spazzolamento traumatico è davvero una delle cause principali, insieme alla placca, come scrivono Zucchelli e Mounssif nella loro revisione su Periodontology 2000. Poi c’è l’anatomia: alcune persone hanno per natura una gengiva sottile e un osso sottile sopra la radice, e su quel tessuto basta poco. Sentirsi in colpa non sposta la gengiva di un millimetro. Cambiare spazzolino e modo di usarlo, sì.

Il tuo specchio e il righello del dentista

Il dentista misura. Con la sonda in mano conta i millimetri dal colletto dello smalto al bordo della gengiva. Tu guardi. E le due cose vanno per conto loro più di quanto si creda.

Nel 2021 Rotundo, Nieri e colleghi hanno messo a confronto, in 100 persone, un indice clinico dell’estetica del sorriso e il voto che ciascuno dava al proprio. I due numeri non erano correlati. Le recessioni le notava il 21,9% delle persone, soprattutto quando erano profonde, nell’arcata superiore, su incisivi e canini.

Lo stesso scarto si ritrova dopo l’intervento. Nel 2026 Stefanini e colleghi hanno riunito 32 studi randomizzati sulle recessioni multiple, con 1.012 pazienti: la percentuale di radice coperta, quella che il chirurgo misura con soddisfazione, non prediceva quanto il paziente fosse contento del risultato.

Per me questo cambia l’ordine della visita. Prima delle misure viene una domanda: che cosa ti dà fastidio? Il dente che nelle foto sembra lungo, il freddo che punge quando bevi, la paura che peggiori. Sono tre problemi diversi, e possono avere tre risposte diverse.

Che cosa succede dopo

Quando la recessione si copre, il fastidio di solito se ne va con lei. Nella meta-analisi di Stefanini la soddisfazione estetica dei pazienti dopo la chirurgia era in media di 8,6 su 10, e il dolore dopo l’intervento era basso, 2,7 su 10. La revisione di Cairo e colleghi del 2025, su 50 studi randomizzati e 1.820 pazienti con recessioni singole, mostra che la sensibilità della radice si riduce in modo netto con qualunque tecnica di copertura.

Un prima e dopo lo puoi vedere nel caso di recessioni multiple dal canino al primo molare superiore, trattato con un lembo avanzato coronalmente senza prelievo dal palato e controllato a sei mesi. La tecnica si sceglie sulla gengiva che hai: ne parlo in quando serve un innesto gengivale e quando no.

Quando è meglio aspettare

Una recessione che non ti disturba, non fa male e non cambia si può lasciare dov’è. Il lavoro, allora, diventa un altro. Uno spazzolino morbido usato senza pressione, la placca tenuta sotto controllo, e a ogni controllo una fotografia e una misura per sapere se si muove. Lo studio di Chambrone dice che molte si muovono, ed è proprio per questo che si misurano.

Se invece lo specchio ti toglie il sorriso nelle foto, se eviti di ridere a bocca aperta, quello è un motivo clinico quanto il freddo sulla radice. Nella maggior parte delle recessioni con l’osso tra i denti integro, la gengiva che si è ritirata si può riportare dove stava.

Che cosa fare adesso

Fai una foto del tuo sorriso oggi, sempre con la stessa luce, quella del bagno va benissimo. Rifalla tra sei mesi. Poi portale entrambe alla visita, insieme alla risposta alla domanda che conta: che cosa ti disturba. Se è la paura del dentista a tenerti lontano dalla poltrona, parti da lì. Chi vuole leggere gli studi trova le revisioni più recenti nella pagina sulla letteratura delle recessioni gengivali.

Immagine di copertina: Edvard Munch, Kvinne som speiler seg (Donna che si guarda allo specchio), 1892, olio su tela, via Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Riferimenti bibliografici

  1. West NX, Davies M, Sculean A, Jepsen S, Faria-Almeida R, Harding M, et al. Prevalence of dentine hypersensitivity, erosive tooth wear, gingival recession and periodontal health in seven European countries. J Dent. 2024;150:105364. doi:10.1016/j.jdent.2024.105364 · PMID: 39317300
  2. Nieri M, Pini Prato GP, Giani M, Magnani N, Pagliaro U, Rotundo R. Patient perceptions of buccal gingival recessions and requests for treatment. J Clin Periodontol. 2013;40(7):707-12. doi:10.1111/jcpe.12114 · PMID: 23668251
  3. Chambrone L, Tatakis DN. Long-Term Outcomes of Untreated Buccal Gingival Recessions: A Systematic Review and Meta-Analysis. J Periodontol. 2016;87(7):796-808. doi:10.1902/jop.2016.150625 · PMID: 26878749
  4. Zucchelli G, Mounssif I. Periodontal plastic surgery. Periodontol 2000. 2015;68(1):333-68. doi:10.1111/prd.12059 · PMID: 25867992
  5. Rotundo R, Nieri M, Lamberti E, Covani U, Peñarrocha-Oltra D, Peñarrocha-Diago M. Factors influencing the aesthetics of smile: An observational study on clinical assessment and patient’s perception. J Clin Periodontol. 2021;48(11):1449-1457. doi:10.1111/jcpe.13531 · PMID: 34409619
  6. Stefanini M, Mounssif I, Figuero E, Zucchelli G, Sculean A, Cosgarea R. Esthetical and patient-reported outcomes after root coverage procedures for multiple gingival recessions: A systematic review and meta-analysis. Periodontol 2000. 2026;99(1):21-41. doi:10.1111/prd.70050 · PMID: 42130372
  7. Cairo F, Couso-Queiruga E, Barbato L, Rupe C, Stuhr S, Chambrone L, et al. Clinician- and patient-reported outcomes following the surgical treatment of single gingival recession defects: A systematic review. Periodontol 2000. 2025;99(1):7-20. doi:10.1111/prd.12641 · PMID: 40693671

Domande frequenti

È colpa mia se le gengive si sono ritirate?
In parte può esserlo, ma raramente da solo. Le cause principali sono tre: l'anatomia, cioè una gengiva e un osso sottili sopra la radice, lo spazzolamento troppo energico e la placca. Sulla prima non hai responsabilità; sulle altre due puoi intervenire da subito, con uno spazzolino morbido usato senza pressione e un'igiene che tenga la placca sotto controllo.
Con una recessione perderò il dente?
Una recessione lasciata a sé tende ad approfondirsi lentamente: negli studi che l'hanno seguita per almeno due anni è successo al 78% delle recessioni. Approfondirsi però non vuol dire perdere il dente. Se l'osso tra un dente e l'altro è integro, il dente con la radice scoperta resta un dente sano. Per questo la recessione si misura e si fotografa a ogni controllo.
Un dentifricio può far tornare su la gengiva?
No. Nessun dentifricio, collutorio o integratore fa ricrescere la gengiva persa. Un dentifricio desensibilizzante può ridurre la sensibilità al freddo della radice scoperta, e questo è già un aiuto. Per riportare la gengiva sulla radice serve la chirurgia plastica parodontale.
È solo un problema estetico: vale davvero la pena operarsi?
Dipende da quanto ti pesa. Se la recessione non ti disturba, non fa male e non cambia nel tempo, si può aspettare e controllarla. Se invece ti fa evitare le foto, ridere a bocca aperta o bere freddo, il fastidio è un motivo clinico. Dopo la copertura chirurgica delle recessioni multiple la soddisfazione estetica riferita dai pazienti è in media di 8,6 su 10.
L'intervento fa male?
Meno di quanto si teme. Nella meta-analisi di Stefanini e colleghi (2026) su 32 studi randomizzati, il dolore dopo l'intervento era in media di 2,7 su una scala da 0 a 10. Quando non serve prelevare tessuto dal palato, la ferita è una sola e il decorso è più leggero.

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