Quanto recuperi dal dentista con il 730

Le spese odontoiatriche si detraggono al 19% dall'IRPEF. Ma non è uno sconto sul totale, e non vale per tutti allo stesso modo. Inserisci la cifra e vedi quanto torna davvero — con gli avvisi che il preventivo non ti dice.

Strumento informativo, non consulenza fiscale. I valori si riferiscono all'anno d'imposta 2025 (dichiarazione 2026). Per la compilazione effettiva del 730 o del modello Redditi PF rivolgiti al tuo commercialista o a un CAF.

Le tue spese dell'anno

Importo pagato nell'anno (anche per familiari a carico).

Farmaci, visite, esami: la franchigia vale sul totale sanitario.

Serve a verificare la "capienza": recuperi solo fino all'IRPEF che paghi.

Dal 2020 le prestazioni di studi privati sono detraibili solo se pagate in modo tracciabile.

I parametri (anno d'imposta 2025)

Aliquota detrazione IRPEF19%
Franchigia (parte non detraibile)129,11 €
Soglia rateizzazione (4 quote)15.493,71 €
Tracciabilità obbligatoria (studi privati)dal 2020

Fonte: Agenzia delle Entrate — spese sanitarie detraibili (art. 15 TUIR); obbligo di tracciabilità ex L. 160/2019. agenziaentrate.gov.it

Non è uno sconto del 19% sul totale

È l'equivoco più comune. La detrazione non si applica a tutta la spesa, ma solo alla parte che eccede 129,11 euro, e su quella torna il 19%. Hai speso 3.000 euro? Il calcolo è (3.000 − 129,11) × 19% = 545,47 euro. Non 570. La franchigia, poi, è una sola per tutto l'anno e su tutte le spese sanitarie sommate — non una per ogni fattura. Quanto incide davvero sul costo di una cura lo capisci meglio se hai già letto quanto costa davvero un impianto e i prezzi degli impianti nel 2026.

Recuperi solo l'IRPEF che paghi davvero

La detrazione abbatte l'IRPEF dovuta, non è un rimborso che arriva dal nulla. Se la tua imposta annua è bassa o nulla — pensionati con minima, redditi modesti, incapienti — la detrazione che supera l'IRPEF si perde: non viene restituita né riportata all'anno dopo. È qui che la rateizzazione diventa utile: spalmando la detrazione su quattro anni, ogni quota è più piccola e ha più probabilità di rientrare nell'IRPEF di ciascun anno. Per le spese grosse, spesso conviene.

Se paghi in contanti, perdi la detrazione

Dal 2020 le prestazioni degli studi odontoiatrici privati sono detraibili solo se pagate con metodi tracciabili: bancomat, carta, bonifico, assegno, app di pagamento. Il contante non vale più — la fattura da sola non basta. Fanno eccezione i farmaci e i dispositivi medici, e le prestazioni rese da strutture pubbliche o accreditate al SSN, che restano detraibili anche se pagate in contanti. Conserva la ricevuta del pagamento elettronico insieme alla fattura: in caso di controllo servono entrambe. Questo è anche uno dei motivi pratici per cui il risparmio cercato altrove costa caro: una fattura estera spesso non dà diritto ad alcuna detrazione in Italia.

Domande frequenti

Quanto si recupera davvero sulle spese dentali?

Il 19% della spesa che supera la franchigia di 129,11 € nell'anno. Su 3.000 € di cure si recuperano 545,47 €, purché si abbia IRPEF capiente e si sia pagato in modo tracciabile.

Posso detrarre le spese dentali pagate in contanti?

No, non più dal 2020 per gli studi privati: servono pagamenti tracciabili (carta, bancomat, bonifico, app). Restano detraibili in contanti solo farmaci, dispositivi medici e prestazioni di strutture pubbliche o accreditate SSN.

Posso dividere la detrazione in più anni?

Sì, se le spese sanitarie dell'anno superano 15.493,71 €: si può ripartire la detrazione in 4 quote annuali di pari importo. La scelta si fa in dichiarazione ed è irrevocabile. Utile soprattutto se hai IRPEF bassa.

Posso detrarre le spese dentali dei figli o del coniuge?

Sì, le spese sanitarie sostenute per i familiari fiscalmente a carico sono detraibili da chi le ha pagate. Vanno sommate alle proprie per il calcolo della franchigia e dell'eventuale rateizzazione.