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Quando ti dicono che non c’è osso

Arrivi con una panoramica e una frase secca: «poco osso, non si può». Spesso quella frase descrive una cresta sottile, non un vuoto. E una cresta sottile, in tanti casi, si allarga.

In pratica: chiedi una CBCT. Distingui atrofia orizzontale da verticale. Poi valuta se l’ espansione crestale è un’opzione prima di firmare solo membrane, biomateriali o All-on-X.

Cosa intende davvero chi dice «poco osso»

Nella clinica quotidiana quella etichetta finisce su tre situazioni diverse. Cresta a lama: c’è volume, ma è stretto. Altezza ridotta: lo spessore c’è, manca l’altezza. Mista: entrambe. Tre morfologie, tre piani possibili. Trattarle allo stesso modo — innesto di default, oppure All-on-X — è il primo errore.

Una panoramica da sola non basta a decidere. Serve la CBCT: spessore, altezza, qualità, seno, nervo. Da lì si vede se l’osso va espanso, ricostruito, o se il sito chiede un’altra strategia.

Ne ho scritto a lungo qui: Poco osso per l’impianto? Spesso non è vero. Se la cresta si è assottigliata dopo un’estrazione, il pezzo sul riassorbimento post-estrattivo spiega perché succede — e cosa si può ancora fare.

Allargare l’osso, non solo riempirlo

L’ espansione crestale (split crest / ERE) sposta la corticale vestibolare e lascia che il corpo riempia il gap. In molti siti l’impianto entra nella stessa seduta. Niente prelievo dall’anca. Niente anno intero di sola «rigenerazione» prima di iniziare.

Non è la risposta a ogni atrofia. Se manca altezza, o il difetto è tridimensionale, entrano GBR, rialzo di seno, impianti corti, combinazioni. La logica resta quella della rigenerazione ossea su misura: si sceglie sulla morfologia, non sul protocollo da brochure.

Prima di firmare un piano aggressivo

Se ti propongono solo innesto esteso o All-on-X, chiedi tre cose: se hanno letto una CBCT, se hanno valutato l’espansione, se l’atrofia è orizzontale o verticale. Poi, se il dubbio resta, una seconda opinione implantologica con immagini e clinica. Per orientarti prima della visita c’è anche la guida implantologia (PDF).

Un impianto già in bocca che fa male, si muove, o lascia la gengiva strana? Può essere un posizionamento sbagliato, non «rigetto». Anche lì la seconda lettura conta.

Casi clinici documentati

La prova sta nei casi. Espansioni osteo-mucosa, creste a lama, siti dove «non c’era osso» — nella galleria casi clinici (immagini dopo iscrizione newsletter).

Per i colleghi

Tecnica ERE Bruschi-Scipioni, lembo a spessore parziale, formazione: articolo tecnico, spessore parziale, corso espansione crestale.

Approfondimenti dal blog

Per il paziente

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Poco osso, impianto mal posizionato, fallimento o terapia farmacologica critica: si valuta su radiografia e clinica, non su slogan.

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Ho scritto una guida in 8 capitoli che spiega tutto quello che un paziente dovrebbe sapere prima di sedersi in poltrona. Niente marketing — solo fatti, casi studio e una checklist per fare le domande giuste.

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Domande frequenti su poco osso e impianti

Si possono mettere impianti con poco osso?
Spesso sì. «Poco osso» di solito indica una cresta sottile (atrofia orizzontale), non assenza totale di volume. In molti di questi casi l’espansione crestale (split crest / ERE) permette di allargare l’osso esistente e inserire l’impianto senza grandi innesti. Serve una CBCT e una valutazione caso per caso.
Cosa significa davvero “poco osso per l’impianto”?
Può significare atrofia orizzontale (cresta a lama), verticale (altezza ridotta) o mista. La diagnosi corretta cambia la terapia: espansione, GBR, impianti corti/inclinati, rialzo di seno. Una panoramica da sola non basta.
Devo accettare un innesto osseo se mi dicono che non ho osso?
Non automaticamente. Chiedi se è stata valutata l’espansione crestale, se l’atrofia è orizzontale o verticale, e chiedi una seconda opinione con cone beam. L’innesto resta indicato in alcuni casi; in altri è evitabile.
Quanto tempo serve per avere impianti se c’è poco osso?
Con espansione e impianto contestuale i tempi sono spesso quelli di una osteointegrazione standard (mesi, non un anno di sola rigenerazione). Con GBR classica possono servire due fasi chirurgiche. Dipende dalla morfologia della cresta.