Iperestesia Dentinale
Definizione
L’iperestesia dentinale è un dolore breve, acuto, ben localizzato, evocato dalla stimolazione di dentina esposta in risposta a stimoli termici (freddo, caldo), osmotici (dolce, acido), tattili (spazzolino, sonda) o da corrente d’aria. Il criterio diagnostico fondamentale è l’esclusione di altre cause (carie, frattura, restauro difettoso, pulpite).
Teoria idrodinamica di Brannstrom
Il meccanismo patogenetico accettato è quello idrodinamico: lo stimolo causa un rapido movimento del liquido tubulare, che deforma le fibre nervose A-delta localizzate alla giunzione polpa-dentina. I tubuli dentinali aperti — dopo recessione o erosione — hanno un diametro maggiore e un flusso più rapido. La smear-plastia, cioè la chiusura dei tubuli, è il razionale di tutti i trattamenti topici.
Prevalenza e cause
Interessa circa il 15–35% degli adulti. Le cause principali: recessione gengivale (parodontite, trauma da spazzolamento), erosione acida (reflusso gastroesofageo, dieta acida), abrasione da spazzolamento aggressivo, levigatura radicolare (lo SRP espone la dentina radicolare). Il picco di prevalenza è tra i 20 e i 40 anni.
Trattamento
Stratificato per gravità. Primo livello: dentifrici desensibilizzanti (nitrato di potassio blocca la depolarizzazione nervosa; sali di calcio e fosfato obliterano i tubuli). Secondo livello: applicazioni professionali di fluoruro ad alta concentrazione, ossalato di potassio, cianoacrilato. Terzo livello: laser (Er:YAG, diodo) per fusione superficiale dei tubuli. Chirurgico: innesto connettivale sulle recessioni sintomatiche. La causa (bruxismo, tecnica di spazzolamento, acidità dietetica) deve essere eliminata in parallelo.
Termini correlati
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