Sommario Rapido | Quick Summary
Italiano
Argomento: Innesto di tessuto connettivo per il trattamento delle recessioni gengivali
Focus: Ruolo della gengiva cheratinizzata come barriera biologica, gold standard chirurgico, evidenze scientifiche a lungo termine
Applicazione Clinica: Indicazioni, tecnica e risultati dell’innesto connettivale subepiteliale
Tempo di Lettura: 6-7 minuti
English
Topic: Connective tissue graft for the treatment of gingival recessions
Focus: Role of keratinized gingiva as a biological barrier, surgical gold standard, long-term scientific evidence
Clinical Application: Indications, technique and outcomes of subepithelial connective tissue graft
Reading Time: 6-7 minutes
Ogni giorno, milioni di persone perdono millimetro dopo millimetro di gengiva senza accorgersene.
Le malattie parodontali, che comprendono la gengivite e la parodontite, sono probabilmente le malattie infettive più comuni in assoluto. E spesso, quelle più gravi sono silenti e poco o nulla sintomatiche.
Quando ci si rende conto che c’è un problema, capita che la radice sia già esposta, sensibile, vulnerabile.
Ma esiste un modo per ricostruire quella protezione naturale e bloccare la progressione della patologia.
Riconosci il problema
La gengiva non è solo un rivestimento estetico. È un muro. Una barriera biologica che tiene lontani i batteri dalla radice del dente e assorbe le forze dello spazzolamento e della masticazione. Quando questo muro si assottiglia o si ritira, il dente perde la sua prima linea di difesa. Ed è una difesa meccanica forte.
Gli studi scientifici parlano chiaro: le superfici dentali con meno di 2 millimetri di gengiva protettiva mostrano infiammazione nell’80% dei casi, anche con un’igiene impeccabile (Lang & Löe, 1972). Non è una questione di spazzolare meglio. È una questione di struttura.
Perché la gengiva si ritira
Le cause sono molteplici: uno spazzolamento troppo aggressivo, un biotipo geneticamente sottile, trattamenti ortodontici, restauri posizionati troppo in profondità, bruxismo. Ma il risultato è sempre lo stesso: la radice si scopre, diventa sensibile al caldo e al freddo, e il rischio di carie radicolare aumenta perché la radice non è protetta dallo smalto.
Il problema è che la recessione gengivale non si ferma da sola. Senza intervento, tende a progredire. E ogni decimo di millimetro perso è un decimo di millimetro di protezione in meno.

La soluzione: ricostruire il muro (ed eliminare i fattori di rischio)
L’innesto di tessuto connettivo è la tecnica che la scienza riconosce come gold standard per ripristinare la gengiva perduta (Chambrone et al., Cochrane 2018). Il principio è semplice: prelevare un piccolo frammento di tessuto da una zona della bocca dello stesso paziente dove questo stesso tessuto abbonda (e si riforma in modo naturale senza conseguenze) e posizionarlo dove serve, sotto la gengiva esistente.
Questo innesto non si limita a coprire la radice esposta. Fa molto di più: induce la formazione di nuova gengiva cheratinizzata, quel tessuto resistente e compatto che costituisce la vera barriera protettiva. In altre parole, ricostruisce il muro.

Il background scientifico
La letteratura scientifica documenta risultati che pochi altri interventi in odontoiatria possono vantare. La copertura della radice esposta raggiunge l’85-99% dei casi (Oates et al., AAP Consensus 2015). Ma il dato più importante riguarda la durata nel tempo.
Uno studio a 10 anni ha dimostrato che i siti trattati con innesto connettivale hanno 39 volte più probabilità di mantenere la copertura completa rispetto alle tecniche senza innesto (Cairo et al., 2023). E i follow-up più lunghi, fino a 20 anni, confermano che il risultato si mantiene stabile nel tempo (Petsos et al., 2020).
D’altronde è ovvio.
Una volta che ha attecchito, può solo crescere.
Non stiamo parlando di una soluzione temporanea. Stiamo parlando di una ricostruzione che dura decenni.
Come funziona il muro
La differenza tra gengiva cheratinizzata (spessa e consistente) e mucosa orale (delicata, sottile e fragile) è nella struttura microscopica. La gengiva cheratinizzata possiede uno strato protettivo simile a quello della pelle, con cellule epiteliali strettamente connesse tra loro e un tessuto connettivo denso, resistente, e strettamente adeso ai tessuti dentali e ossei sottostanti (Histology, Oral Mucosa – NCBI).
La mucosa che riveste le zone senza gengiva aderente è invece sottile, mobile, permeabile. Non resiste efficacemente alle sollecitazioni quotidiane (come lo spazzolamento) né aiuta nell’impedire ai batteri di infiltrarsi verso la radice quando la parte cheratinizzata è esile.
L’innesto connettivale trasforma questa mucosa fragile in gengiva aderente cheratinizzata. Il tessuto trapiantato porta con sé l’informazione genetica per produrre uno strato epiteliale spesso e uno strato profondo adeso ai tessuti sottostanti, e nel giro di alcune settimane induce la formazione di una nuova barriera protettiva, biologicamente identica a quella originale.
Quando serve davvero un innesto
Non tutte le recessioni richiedono un intervento chirurgico. Come ho spiegato in un articolo dedicato, la decisione dipende da diversi fattori: la profondità della recessione, lo spessore del tessuto residuo, la presenza di sensibilità o problemi estetici, e soprattutto il rischio di progressione.
Ma quando l’indicazione c’è, rimandare non conviene. Più la recessione progredisce, più complesso diventa il recupero. E alcune situazioni, come la presenza di otturazioni o corone che arrivano sotto il livello gengivale, rendono l’intervento quasi obbligatorio per prevenire infiammazioni croniche (Stetler & Bissada, 1987).
Il risultato che puoi aspettarti
Un intervento eseguito correttamente restituisce al dente la sua protezione naturale. La sensibilità scompare, l’estetica migliora, e soprattutto si interrompe quel processo silenzioso di perdita progressiva che avrebbe continuato indisturbato.
Il tessuto innestato si integra completamente con quello circostante. Dopo la guarigione, nessuno può distinguere la gengiva ricostruita da quella originale. E i controlli a distanza di anni confermano che il muro tiene.
Il passo successivo
Se noti che le tue gengive si stanno ritirando, se i denti sembrano più lunghi di un tempo, se avverti sensibilità al freddo in zone che prima non davano problemi, non aspettare che la situazione peggiori.
Una valutazione accurata può determinare se il tuo caso richiede un intervento o solo un monitoraggio attento. Ma in entrambi i casi, sapere è meglio che ignorare.
Chiedi al tuo dentista.
Domande Frequenti (FAQ)
L’intervento di innesto gengivale è doloroso?
L’intervento viene eseguito in anestesia locale, quindi durante la procedura non si avverte dolore. Nei giorni successivi è normale percepire un certo fastidio, soprattutto nella zona del palato da cui viene prelevato il tessuto. Il disagio è generalmente gestibile con comuni antidolorifici e tende a risolversi nell’arco di una settimana. La maggior parte dei pazienti riferisce che il decorso è stato meno impegnativo di quanto temessero.
Quanto tempo richiede la guarigione completa?
La guarigione iniziale della ferita avviene nelle prime due settimane. In questo periodo è necessario evitare lo spazzolamento nella zona trattata e seguire un’alimentazione morbida. La maturazione completa del tessuto innestato richiede circa tre mesi, durante i quali la gengiva acquisisce progressivamente il suo aspetto e la sua consistenza definitivi. Il risultato estetico finale si apprezza dopo questo periodo.
I risultati dell’innesto sono permanenti?
Gli studi a lungo termine dimostrano che i risultati si mantengono stabili per decenni. Il tessuto innestato diventa parte integrante della gengiva del paziente e, una volta integrato, si comporta esattamente come il tessuto originale. La stabilità nel tempo dipende anche dall’eliminazione dei fattori che hanno causato la recessione iniziale e dal mantenimento di una corretta igiene orale.
Da dove viene prelevato il tessuto per l’innesto?
Il tessuto viene prelevato dal palato del paziente stesso, nella zona compresa tra i premolari e i molari. Questa area presenta un abbondante strato di tessuto connettivo che si rigenera completamente nel giro di poche settimane senza lasciare conseguenze. Il prelievo viene eseguito con tecniche che minimizzano il disagio postoperatorio e preservano la superficie del palato.
Esistono alternative all’innesto di tessuto dal palato?
Esistono materiali sostitutivi di origine animale o sintetica che possono essere utilizzati in alcuni casi. Tuttavia, la letteratura scientifica indica che l’innesto autologo dal palato rimane il gold standard per la copertura radicolare e la rigenerazione di gengiva cheratinizzata. Le alternative possono essere considerate in situazioni specifiche, come quando il palato non offre tessuto sufficiente o quando il paziente preferisce evitare un secondo sito chirurgico.
Posso mangiare normalmente dopo l’intervento?
Nei primi giorni è consigliabile un’alimentazione morbida e tiepida, evitando cibi che richiedono masticazione vigorosa o che potrebbero traumatizzare la zona operata. Il palato, dove è stato effettuato il prelievo, risulta temporaneamente sensibile al contatto con cibi caldi, croccanti o speziati. Dopo circa due settimane si può riprendere gradualmente un’alimentazione normale.
L’innesto può fallire?
Il tasso di successo dell’innesto connettivale è molto elevato quando l’intervento è eseguito correttamente e il paziente segue le indicazioni postoperatorie. I fattori che possono compromettere il risultato includono il fumo, traumi precoci sulla zona operata, e la mancata eliminazione delle cause della recessione. Una corretta selezione del caso e un’attenta gestione del postoperatorio riducono al minimo il rischio di insuccesso.
Si possono trattare più denti in una sola seduta?
Sì, è possibile trattare recessioni multiple nella stessa seduta, soprattutto quando sono localizzate nella stessa area. Il limite è dato dalla quantità di tessuto prelevabile dal palato e dalla complessità complessiva dell’intervento. In alcuni casi può essere preferibile suddividere il trattamento in più sedute per garantire un decorso postoperatorio più confortevole e risultati ottimali.










