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Argomento: Lariocidina, un nuovo antibiotico ad ampio spettro che colpisce il ribosoma batterico

Concetti chiave: Peptide lasso con meccanismo d’azione inedito. Efficace contro batteri Gram-positivi e Gram-negativi. Bassa propensione allo sviluppo di resistenze. La resistenza antimicrobica causa 1,32 milioni di decessi annui e potrebbe raggiungere 2,45 milioni entro il 2050.

Applicazione clinica: Possibile utilizzo futuro nella profilassi peri-operatoria in implantologia e chirurgia orale. Efficacia su flora mista nelle infezioni odontostomatologiche. Sviluppo clinico richiederà anni.

Tempo di Lettura: 6 minuti


English

Topic: Lariocidin, a novel broad-spectrum antibiotic targeting the bacterial ribosome

Key Concepts: Lasso peptide with unprecedented mechanism of action. Active against Gram-positive and Gram-negative bacteria. Low propensity for resistance development. Antimicrobial resistance causes 1.32 million deaths annually and could reach 2.45 million by 2050.

Clinical Application: Potential future use in peri-operative prophylaxis for implantology and oral surgery. Efficacy against mixed flora in oral infections. Clinical development will require years.

Reading Time: 6 minutes

La rivista Nature ha pubblicato a marzo 2025 la scoperta di un nuovo antibiotico.

Jangra, M., Travin, D.Y., Aleksandrova, E.V. et al. A broad-spectrum lasso peptide antibiotic targeting the bacterial ribosome. Nature 640, 1022–1030 (2025). https://doi.org/10.1038/s41586-025-08723-7

Si chiama lariocidina e viene dal batterio Paenibacillus sp. M2. È un peptide lasso, una molecola con struttura ripiegata a nodo che i ricercatori studiano da anni senza trovare mai un’applicazione clinica convincente.

Questa volta è diverso. La lariocidina si lega al ribosoma batterico in un punto mai visto prima. Blocca la sintesi proteica e causa errori nella traduzione del codice genetico. I batteri muoiono. Funziona sia contro i Gram-positivi che i Gram-negativi, cosa rara per questa classe di molecole.

Perché un nuovo antibiotico?

Nel 2021, il fenomeno della resistenza antimicrobica (AMR) ha causato direttamente 1,32 milioni di decessi a livello mondiale, con altri 4,86 milioni di decessi associati ad essa, segnando un aumento sostanziale rispetto al 1990. Lo studio di riferimento è il Global burden of bacterial antimicrobial resistance 1990–2021: a systematic analysis with forecasts to 2050, pubblicato su The Lancet nel 2024.

La maggior parte dei decessi attribuibili è stata causata da soli sei patogeni chiave, tra cui lo Staphylococcus aureus (resistente alla meticillina o MRSA), Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae (resistenti alle cefalosporine di terza generazione).

Grafico che mostra l'andamento dei decessi globali in relazione alla resistenza antimicrobica (AMR) e per regione tra il 1990 e il 2050, suddiviso per fasce d'età.

Decessi attribuibili allAMR per fascia detà e posizione nello scenario di riferimento 2022 2050 Le unità sono in milioni Tratto da GBD 2021 Antimicrobial Resistance Collaborators licenza Creative Commons CC BY

Un risultato fondamentale è la grave disparità geografica e per fasce d’età. L’impatto è sproporzionatamente elevato nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale, e la prevalenza maggiore e in peggioramento è sui bambini sotto i cinque anni.

Guardando al futuro, lo studio prevede che, in assenza di “azioni sostanziali”, i decessi annuali attribuibili all’AMR saliranno a 2,45 milioni a livello globale entro il 2050, superando la mortalità combinata da HIV/AIDS e malaria. Gli autori concludono che questo allarmante carico richiede investimenti immediati e sostanziali in sorveglianza, prevenzione delle infezioni, stewardship antibiotica e ricerca e sviluppo di nuovi antibiotici, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito.

Possibile rilevanza clinica futura in Odontoiatria

Per noi dentisti il dato rilevante è l’attività ad ampio spettro. Le infezioni del cavo orale coinvolgono quasi sempre flora mista. Streptococchi, stafilococchi, anaerobi, batteri Gram-negativi. Un antibiotico efficace su molti patogeni diversi semplifica il trattamento di varie infezioni.

Inoltre, potrebbe essere un ottimo prodotto per la protezione peri-operatoria in chirurgia e implantologia, ancora una volta per il largo spettro di efficacia. Gli eventi avversi post-operatori legati a infezioni potrebbero ridursi con molecole più efficaci contro i patogeni resistenti.

Il meccanismo di azione

Il meccanismo è nuovo. Nessun altro antibiotico si lega in quel punto del ribosoma. Questo significa che i meccanismi di resistenza comuni non funzionano. I batteri resistenti alla meticillina, agli aminoglicosidi, ai macrolidi rimangono sensibili alla lariocidina. I ricercatori hanno provato a selezionare ceppi resistenti in laboratorio ed essi sono riusciti a sopravvivere solo raramente.

Le mutazioni necessarie per sviluppare resistenza danneggiavano troppo il batterio.

La molecola agisce in modo particolare. Si inserisce tra l’RNA ribosomiale e il tRNA (RNA di trasporto) durante la traduzione. Blocca la traslocazione del ribosoma sull’mRNA. Il risultato è che le proteine vengono sintetizzate male o non vengono sintetizzate affatto. Le proteine di membrana sbagliate attivano sistemi di stress che portano alla morte cellulare.

Illustrazione che mostra il meccanismo di sintesi proteica nel ribosoma, evidenziando il legame di tRNA e la posizione dei siti A e P.

Gli studi strutturali hanno mostrato che la lariocidina ha due forme. Una è il peptide lineare ciclizzato a lasso. L’altra è una variante con un’ulteriore ciclizzazione interna. Entrambe le forme sono attive. Entrambe si legano al ribosoma nello stesso modo.

Il futuro

Restano molte domande aperte. Gli studi clinici richiederanno anni. Ma la base scientifica è solida.

Questo lavoro indica una strada nuova nella ricerca di antibiotici. I peptidi lasso erano considerati interessanti ma poco promettenti. Nessuno prima aveva trovato un peptide lasso che colpisse il ribosoma. Ora sappiamo che esistono e che funzionano bene.

Per la pratica clinica odontoiatrica l’impatto sarà lontano. Ma è bene seguire questi sviluppi. La resistenza agli antibiotici è un problema reale. Servono nuove molecole. La lariocidina potrebbe essere una di queste.


Riferimento: Jangra M, Travin DY, Aleksandrova EV, et al. A broad-spectrum lasso peptide antibiotic targeting the bacterial ribosome. Nature. 2025;640:1022-1030. doi:10.1038/s41586-025-08723-7

FAQ

Qual è la scoperta principale pubblicata su Nature nel marzo 2025 riguardante gli antibiotici?

La scoperta principale è un nuovo antibiotico chiamato lariocidina, un peptide lasso che agisce contro i batteri bloccando la sintesi proteica attraverso un meccanismo unico.

Perché si sente il bisogno di sviluppare nuovi antibiotici come la lariocidina?

A causa dell’aumento della resistenza antimicrobica che causa milioni di decessi globali, è urgente sviluppare antibiotici più efficaci per contrastare i batteri resistenti, specialmente in regioni ad alto impatto come Africa subsahariana e Asia meridionale.

In che modo la lariocidina differisce dagli altri antibiotici?

La lariocidina si lega a un punto unico del ribosoma che nessun altro antibiotico ha mai colpito, rendendo i meccanismi di resistenza tradizionali inefficaci e mantenendo la sua efficacia contro molti ceppi resistenti.

Qual è il meccanismo di azione della lariocidina?

La lariocidina si inserisce tra l’RNA ribosomiale e il tRNA durante la traduzione, bloccando la traslocazione del ribosoma sull’mRNA, causando una sintesi proteica errata o assente e provocando la morte batterica.

Quali saranno le implicazioni cliniche future della lariocidina nel campo odontoiatrico?

Potrebbe rappresentare un’arma efficace contro le infezioni del cavo orale, spesso causate da flora mista, e migliorare la protezione peri-operatoria e ridurre il rischio di infezioni post-operatorie grazie alla sua vasta efficacia antimicrobica.

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E. Bruschi DDS, MS
Fondatore di Bonebenders, autore e coautore di articoli scientifici sulle tecniche implantoprotesiche, si dedica alla chirurgia orale, parodontologia e implantologia con approccio evidence-based “su misura” del paziente.

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