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Argomento: Osso alveolare proprio – anatomia e implicazioni cliniche in implantologia

Punto Chiave: L’osso alveolare proprio dipende dalla presenza del dente. Quando il dente viene perso, questo osso si riassorbe in modo irreversibile. Gli impianti non possono rigenerarlo.

Applicazione Clinica: Comprensione del riassorbimento osseo post-estrattivo, limiti biologici delle tecniche rigenerative, importanza della conservazione ossea preventiva, pianificazione implantare basata sulla realtà anatomica presente.

Tempo di Lettura: 8-10 minuti


🇬🇧 English

Topic: Alveolar bone proper – anatomy and clinical implications in implantology

Key Point: Alveolar bone proper depends on tooth presence. When the tooth is lost, this bone resorbs irreversibly. Implants cannot regenerate it.

Clinical Application: Understanding post-extraction bone resorption, biological limits of regenerative techniques, importance of preventive bone preservation, implant planning based on present anatomical reality.

Reading Time: 8-10 minutes


L’osso alveolare proprio, noto come bundle bone o lamina dura, rappresenta una delle determinanti biologiche critiche del successo implantare.

La sua probabile riduzione/scomparsa post-estrattiva, mediata dal sistema RANKL/RANK/OPG e, soprattutto, dalla perdita dell’apporto vascolare del legamento parodontale, e, se vogliamo, proprio dalla perdita del legamento parodontale e del dente corrispondente, determina riassorbimenti orizzontali del 29-63% e verticali dell’11-22% nei primi sei mesi secondo una revisione sistematica pubblicata su Clinical Oral Implants Research.

Lo spessore della parete vestibolare emerge come il fattore prognostico più critico: con spessori ≤1 mm (presenti nel 90% dei casi anteriori mascellari), la perdita verticale media raggiunge il 62% contro solo il 9% nei fenotipi spessi, come dimostrato da Chappuis et al. (2017).

Le evidenze suggeriscono l’uso di teciniche di preservazione alveolare per ridurre significativamente il riassorbimento, secondo la Cochrane Review 2021.

Distinzione anatomica tra processo alveolare e osso alveolare proprio

Il processo alveolare costituisce quella porzione delle ossa mascellari che ospita e sostiene gli elementi dentari. È composto da tre componenti architetturali: le corticali esterne (vestibolare e palatale/linguale), l’osso spongioso intermedio con il suo reticolo trabecolare, e l’osso alveolare proprio che riveste direttamente gli alveoli e sostiene il legamento parodontale (e, di conseguenza, i denti).

Questa distinzione non è meramente accademica ma possiede profonde implicazioni cliniche, poiché ciascuna componente risponde diversamente all’estrazione dentaria.

L’osso alveolare proprio presenta caratteristiche istologiche peculiari che lo rendono unico nel sistema scheletrico. Si tratta di una lamina ossea di 0.2-0.4 mm di spessore, composta da lamelle circonferenziali prive del sistema haversiano tipico dell’osso lamellare maturo.

Le fibre di Sharpey del legamento parodontale si inseriscono direttamente in questa struttura, conferendole la denominazione di “bundle bone”. La sua vascolarizzazione deriva esclusivamente dal legamento parodontale adiacente attraverso i canali di Volkmann, senza un apporto ematico intrinseco dai canali haversiani. E questo è il motivo principale per il quale avviene il riassorbimento e la base della tecnica “Socket Shield”.

Diagramma che illustra l'inserzione delle fibre di Sharpey del legamento parodontale nell'osso alveolare proprio, noto come bundle bone.
Diagramma che illustra linserzione delle fibre di Sharpey dal legamento parodontale nellosso alveolare proprio bundle bone Immagine realizzata con laiuto di IA

Radiograficamente, questo tessuto corrisponde alla lamina dura visibile sulle radiografie periapicali: una linea radiopaca continua di 0.2-0.3 mm parallela alla superficie radicolare.

Si tratta di una struttura, quindi, perfettamente leggibile sulle ragiografie, anche sulle TAC CBCT.

Radiografia dentale che mostra una linea radiopaca continua, evidenziata da frecce gialle, che rappresenta la lamina dura delle radici dei denti.
Radiografia endorale che mostra la “lamina dura”, evidenziata dalle frecce gialle. Partynia, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons

La TAC CBCT consentirà, ovviamente, anche una preziosa valutazione tridimensionale dello spessore osseo vestibolare, cosa impossibile con le tecniche bidimensionali. È indispensabile nella moderna implantologia.

Meccanismo biologico del riassorbimento post-estrattivo

Il riassorbimento del bundle bone dopo l’estrazione dentaria non rappresenta un evento patologico ma una conseguenza biologica della sua dipendenza funzionale dal dente e dal legamento parodontale.

Il meccanismo segue una cascata molecolare precisa, orchestrata principalmente dal sistema RANKL/RANK/OPG che regola l’osteoclastogenesi, come descritto in questo studio.

Diagramma che illustra il sistema RANK/RANKL/OPG e il processo di rimodellamento osseo, mostrando le relazioni tra osteoblasti, osteoclasti e i segnali attivatori e inibitori.
Schema del sistema RANKRANKLOPG e il suo ruolo nel rimodellamento osseo evidenziando linterazione tra osteoblasti e osteoclasti Immagine realizzata con laiuto di IA

Per approfondimenti sull’argomento visita questo articolo del blog.

Timing e pattern del riassorbimento: le fasi della guarigione alveolare

Gli studi fondamentali del gruppo di Gothenburg (Araújo e Lindhe (2005)) hanno definito le fasi della guarigione post-estrattiva, successivamente validate in numerosi studi umani.

Fase 1 (prime 1-2 settimane)

È caratterizzata dal riassorbimento del bundle bone (rimodellamento) e dalla sua sostituzione con woven bone. L’attività osteoclastica è particolarmente intensa, con cellule TRAP-positive abbondanti sulla superficie dell’osso alveolare già entro 3 giorni dall’estrazione.

Fase 2 (2-8 settimane)

In questa fase, avviene il riassorbimento delle superfici esterne di entrambe le pareti ossee, un fenomeno i cui meccanismi rimangono, nelle parole degli autori originali, “presently not understood”. A 4 settimane l’alveolo è pervaso da osso woven (Cardaropoli et al. (2003)), che nei 2-3 mesi successivi viene sostituito da osso lamellare maturo e midollo osseo.

I dati quantitativi aggregati dalle meta-analisi mostrano un riassorbimento orizzontale del 29-63% (3.79 mm in valori assoluti) e un riassorbimento verticale dell’11-22% (1.24 mm) nei primi 6 mesi post-estrattivi (Tan et al. (2012)).

Il riassorbimento della parete vestibolare dopo estrazione dentale nella zona estetica risulta significativamente più marcato rispetto a quello delle pareti prossimali. Lo studio prospettico di Chappuis et al. (2013), condotto su 39 pazienti mediante analisi tridimensionale con CBCT consecutive, ha documentato nei siti centrali vestibolari un riassorbimento verticale mediano di 5,2 mm (48,3% dell’altezza originale) e orizzontale di 0,3 mm (3,8% dello spessore originale) a otto settimane dall’estrazione.

Al contrario, i siti prossimali hanno mostrato perdite minime, con riassorbimento verticale mediano di soli 0,5 mm (4,5%) e orizzontale di 0 mm, evidenziando una differenza statisticamente significativa (p<0,0001). L’analisi ha inoltre identificato lo spessore vestibolare ≤1 mm come fattore critico: i fenotipi thin-wall hanno manifestato una perdita verticale mediana di 7,5 mm (62,3%), mentre i fenotipi thick-wall hanno perso solo 1,1 mm (9,1%).

Radiologia della lamina dura e valore diagnostico

L’interpretazione radiografica della lamina dura fornisce informazioni prognostiche significative sulla salute parodontale ed endodontica. Su radiografie periapicali endorali eseguite con tecnica parallela, la lamina dura intatta appare come una linea radiopaca continua dalla cresta alveolare all’apice radicolare, con spessore uniforme lungo tutta la radice e delimitazione netta dall’immagine dell’osso trabecolare circostante.

La presenza di lamina dura crestale intatta è associata a stabilità parodontale. La discontinuità della linea radiopaca ha diverso significato clinico in base alla localizzazione: discontinuità apicale suggerisce lesione periapicale (granuloma o cisti), discontinuità crestale indica malattia parodontale attiva, che può influenzare negativamente la guarigione.

TAC CBCT versus radiografia bidimensionale nella valutazione preimplantare

Le radiografie bidimensionali presentano limiti intrinseci invalicabili per la pianificazione implantare moderna: impossibilità di valutare lo spessore osseo vestibolare e linguale, sovrapposizione di strutture anatomiche, distorsione geometrica tecnica-dipendente, e sensibilità per difetti ossei periapicali di solo circa il 60%. Le lesioni vestibolari o palatali risultano frequentemente non rilevabili.

La CBCT non dovrebbe essere routinaria, ma utilizzata in caso di dubbio diagnostico o in preparazione per un intervento. Può essere anche intraoperatoria.

Il trauma chirurgico durante l’estrazione amplifica il riassorbimento

Studi hanno dimostrato alterazioni tissutali maggiori con trauma chirurgico rispetto all’estrazione atraumatica. Il sollevamento del lembo aumenta il riassorbimento rispetto all’approccio flapless che preserva l’apporto vascolare periostale. L’infiammazione cronica preesistente incrementa significativamente il rischio: la rimozione della condizione infiammatoria parodontale prima dell’estrazione migliora la guarigione.


FAQ: Domande Frequenti

Qual è l’importanza biologica dell’osso alveolare proprio (lamina dura) nella chirurgia implantare?

L’osso alveolare proprio, conosciuto anche come lamina dura o bundle bone, rappresenta una componente essenziale per il successo implantare poiché sostiene direttamente i denti e risponde diversamente all’estrazione rispetto alle altre componenti del processo alveolare.

Come si può prevenire o ridurre il riassorbimento osseo post-estrattivo?

L’uso di tecniche di preservazione alveolare è raccomandato per diminuire significativamente il riassorbimento osseo, come evidenziato dalla Cochrane Review 2021.

In che modo l’anatomia differenzia tra processo alveolare e osso alveolare proprio?

Il processo alveolare comprende le ossa che ospitano e sostengono i denti, mentre l’osso alveolare proprio riveste gli alveoli e supporta il legamento parodontale, con caratteristiche istologiche e risposte diverse all’estrazione dentale.

Qual è il meccanismo biologico principale dietro il riassorbimento osseo post-estrattivo?

Il riassorbimento è orchestrato principalmente dal sistema RANKL/RANK/OPG, che regola l’osteoclastogenesi, e si verifica come risposta naturale alla dipendenza funzionale dell’osso dal dente e dal legamento parodontale.

Quali sono le implicazioni della valutazione radiografica della lamina dura nel contesto della pianificazione implantare?

Una lamina dura intatta suggerisce stabilità parodontale, mentre le discontinuità o alterazioni possono indicare problemi come malattie parodontali o lesioni periapicali, influenzando la pianificazione e il successo dell’intervento implantare.

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E. Bruschi DDS, MS
Fondatore di Bonebenders, autore e coautore di articoli scientifici sulle tecniche implantoprotesiche, si dedica alla chirurgia orale, parodontologia e implantologia con approccio evidence-based “su misura” del paziente.

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