Ti hanno detto che devi prendere antibiotici prima di mettere un impianto. Il dentista te li ha prescritti senza nemmeno spiegarti perché. Forse hai accettato senza fare domande, oppure hai iniziato a chiederti se davvero ti servono. Oppure, già ti aspettavi di doverli prendere. Continua a leggere se vuoi capirne la motivazione scientifica.
La scienza parla chiaro.
E quello che ha da dire cambia il modo in cui dovremmo usare gli antibiotici in implantologia.
Lo Studio Cochrane Che Ha Messo Fine ai Dubbi
Nel 2013 la Cochrane Collaboration, l’organizzazione internazionale più autorevole in tema di revisioni scientifiche, ha pubblicato uno studio che ha messo fine a decenni di incertezze sulla profilassi antibiotica negli impianti dentali.
Lo studio, con autore principale il Prof. Marco Esposito, ha analizzato sei ricerche rigorose che coinvolgevano 1162 persone come te, tutte sottoposte a chirurgia implantare. Metà aveva preso antibiotici prima dell’intervento. L’altra metà no.

I risultati parlano di numeri concreti. Chi aveva preso due o tre grammi di amoxicillina un’ora prima dell’intervento aveva un rischio di perdere l’impianto ridotto di due terzi rispetto a chi non l’aveva preso. Non è una differenza da poco.
La Metodologia della Ricerca
La metodologia della ricerca ha seguito criteri rigorosi. Sono stati inclusi solo studi clinici randomizzati controllati con follow-up minimo di tre mesi, confrontando vari regimi profilattici contro placebo o assenza di terapia.
Gli outcome misurati comprendevano fallimenti protesici e implantari, infezioni postoperatorie ed eventi avversi di qualsiasi natura.

I sei studi selezionati presentavano protocolli differenti. Tre trial confrontavano due grammi di amoxicillina preoperatoria contro placebo su un totale di novecentoventisette partecipanti. Un quarto studio utilizzava tre grammi sempre in singola somministrazione preoperatoria su cinquantacinque pazienti. Il quinto confrontava un grammo preoperatorio seguito da cinquecento milligrammi quattro volte al giorno per due giorni contro nessun antibiotico su ottanta persone. L’ultimo studio articolava quattro gruppi sperimentali: due grammi preoperatori da soli, due grammi preoperatori seguiti da un grammo due volte al giorno per sette giorni, un grammo postoperatorio due volte al giorno per sette giorni, e nessun antibiotico, su cento partecipanti divisi equamente.
Sicurezza della Profilassi Antibiotica
Gli studi hanno mostrato un altro dato rassicurante per chi deve affrontare la chirurgia implantare. Su oltre mille persone che hanno preso antibiotici prima dell’intervento, gli effetti collaterali gravi sono stati zero.
Due persone hanno avuto disturbi minori, niente di serio.
Questo significa che il rischio di prendere una singola dose di antibiotico è praticamente inesistente per la stragrande maggioranza delle persone.
Quando Serve Una Dose e Quando Serve di Più
L’antibiotico deve essere sempre monodose, senza proseguire la terapia?
I Casi Speciali Che Richiedono Attenzione
Qui entra in gioco il tuo dentista e la sua esperienza clinica. Ci sono situazioni in cui la continuazione della terapia antibiotica su più giorni diventa obbligatoria. Se hai il diabete anche compensato, se il tuo sistema immunitario è compromesso per qualsiasi ragione, se hai fatto recentemente terapie per l’osteoporosi come bifosfonati o anticorpi monoclonali, e se hai fatto innesti ossei durante l’inserimento dell’impianto, quella compressa diventa la tua assicurazione contro guai seri. In questi casi non ci sono dubbi.
In tutti gli altri casi, vale quanto segue.
Il Protocollo Standard per i Pazienti Sani
Gli autori propongono l’adozione di una singola dose di due grammi di amoxicillina profilattica due ore prima del posizionamento implantare come pratica ragionevole per i pazienti senza fattori di rischio.
La profilassi antibiotica perioperatoria è una cosa. La terapia antibiotica prolungata è un’altra completamente diversa.
La prima ha senso ed è supportata dall’evidenza scientifica. La seconda è un’abitudine consolidata che non trova alcun riscontro nella studi più seri quando parliamo di pazienti sani sottoposti a chirurgia implantare standard.
Il Protocollo in Pratica: Durata, Dosaggio, Timing
Le domande più cercate su Google riguardano i dettagli pratici: quale antibiotico, per quanti giorni, prima o dopo l’intervento. Ecco le risposte basate sull’evidenza attuale.
| Situazione | Protocollo raccomandato | Note |
|---|---|---|
| Paziente sano, impianto singolo | Amoxicillina 2 g, dose singola 1 ora prima | Nessuna terapia post-operatoria necessaria in assenza di complicanze |
| Allergia alle penicilline | Clindamicina 600 mg, dose singola pre-operatoria | Alternativa: azitromicina 500 mg |
| Impianti multipli, rigenerazione ossea | Amoxicillina 2 g pre-op + 1 g x 3/die per 5–7 giorni | Valutare in base alla complessità chirurgica |
| Paziente con bifosfonati orali | Amoxicillina 2 g pre-op, continuare 7 giorni post-op | Igiene chirurgica rigorosa; nessuna sospensione del farmaco sistemico |
| Paziente immunocompromesso | Valutazione caso per caso, spesso terapia prolungata | Coordinamento con il medico curante |
Quanti Giorni di Antibiotico Dopo l’Impianto?
Per i pazienti sani con impianto singolo in osso sufficiente, la letteratura non supporta l’uso di antibiotici nel post-operatorio. La dose pre-operatoria è sufficiente. Prolungare la terapia non riduce il tasso di fallimento e aumenta il rischio di resistenza batterica.
Per i casi complessi (rigenerazione ossea, impianti multipli, chirurgia con innesti) una copertura di 5–7 giorni post-operatori è giustificata, ma deve essere una scelta consapevole basata sul profilo di rischio del paziente, non una routine automatica.
Antibiotico e Cortisone Insieme: Quando?
L’associazione antibiotico + corticosteroide (es. betametasone o desametasone) è indicata per ridurre il gonfiore post-operatorio nelle chirurgie estese. Non modifica il protocollo antibiotico di base. Va usata con cautela nei pazienti diabetici e in quelli in terapia immunosoppressiva.
Antibioticoresistenza: Un Problema Che Ci Riguarda Tutti
Gli antibiotici sono strumenti preziosi che ci hanno salvato milioni di vite. Proprio per questo dobbiamo trattarli con rispetto, usarli solo quando servono e nel modo più efficace possibile. L’uso inappropriato degli antibiotici in implantologia contribuisce al problema globale dell’antibioticoresistenza.
La tua protezione e quella delle generazioni future dipendono da scelte sagge fatte oggi, in questo momento, nel tuo studio dentistico. La profilassi antibiotica negli impianti dentali ha senso quando è razionale, basata sull’evidenza scientifica e personalizzata sul tuo profilo di rischio. Non prima, non dopo, non di più.











