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Sommario / Summary

IT: Un parodontologo riceve una telefonata a freddo da una clinica dentale straniera. L’operatrice gli propone di estrarre tutti i denti residui e sostituirli con impianti, senza alcuna visita preliminare. Lui registra tutto. Questa è la trascrizione commentata di quella conversazione: una cronaca delle tecniche di persuasione usate per convincere i pazienti a sottoporsi a trattamenti non necessari.

EN: A periodontist receives an unsolicited phone call from a foreign dental clinic. The operator proposes extracting all his remaining teeth and replacing them with implants — without any prior examination. He records the call. This is the annotated transcript of that conversation: an account of the persuasion techniques used to convince patients into unnecessary treatments.


Cronaca di una telefonata a freddo, con autopsia dentale inclusa

Qualche tempo addietro ho ricevuto una telefonata a freddo. Niente di strano o speciale: succede ogni giorno a migliaia di persone. E sono sempre più frequenti. Qualcuno vuole venderti qualcosa. Solitamente, non rispondi o riagganci. Quel giorno, però, stavo registrando un audio per lavoro su un secondo dispositivo. Casualmente, si è registrata anche la telefonata.

Dall’altra parte c’era l’operatrice di una clinica odontoiatrica straniera — ma non dirò di quale nazione, perché questo copione si recita uguale a Milano, a Bucarest, a Istanbul e a Ciudad de México. La geografia non conta e tantomeno voglio parlare male di colleghi stranieri. Contano, piuttosto, le parole usate per imbambolare il prossimo.

Io facevo, volutamente, la parte del paziente ingenuo, allo scopo di vedere fin dove si sarebbe spinta la mia interlocutrice. “Ho la parodontite, mi mancano dieci denti, ho sentito parlare di laser e di impianti.” L’operatrice aveva un compito: vendermi una bocca nuova. Tutta. Prima di averla vista e, soprattutto, prima di una qualsiasi visita odontoiatrica.

La diagnosi telefonica

L’operatrice elabora la diagnosi in tempo reale, senza esame obiettivo, senza radiografie, senza vedere la mia bocca.

O: “anche quelli che lei avete rimasti si devono togliere tutti perché anche se non li togliete si tolgono dopo”

Eccola. La profezia del dentista telepatico. Sentenza emessa via cavo, a chilometri di distanza, senza un millimetro di sonda parodontale, da una persona che è tutto meno che dentista.

La parodontite è una malattia infiammatoria cronica dei tessuti di supporto del dente. Può essere trattata. Nella maggior parte dei casi, con un trattamento adeguato — scaling e root planing, rivalutazione, mantenimento — si ottiene la stabilizzazione della malattia e la conservazione degli elementi dentali. Lo dicono le linee guida della European Federation of Periodontology. Lo dice la letteratura scientifica degli ultimi trent’anni.

All’operatrice sono sfuggite le linee guida della EFP.

Il laser magico (ma solo dopo l’estrazione)

A questo punto provo a fare il paziente un po’ informato. Ho sentito parlare di laser. Chiedo.

PP: “qui mi parlavano del laser e di altre cose, voi non lo fate?”

O: “si si fa il laser per la rigenerazione delle ossa signore non per salvare i denti… dopo di aver tolto i denti si fa la rigenerazione delle ossa”

Ah. Quindi il laser non cura la parodontite. Serve a rigenerare le ossa dopo l’estrazione di tutti i denti. È un po’ come dire che la chemioterapia funziona, ma solo dopo la rimozione dell’organo malato.

Nessuno ha mai proposto il laser come “rigenerazione ossea post-estrattiva”. Questo è un concetto che esiste solo in quella telefonata.

Memento mori dentis

Insisto. Le dico che vorrei salvare i denti che mi restano. L’operatrice perde la pazienza.

O: “lo capisco che ti dispiace togliere i denti! Però non vale la pena! Perché poi ti distruggi anche le ossa!”

O: “le cadranno tutti!”

Ricordati, uomo, che i tuoi denti sono polvere e in polvere torneranno. Soprattutto se non ti sbrighi a firmare il preventivo.

C’è una certa eleganza in questa argomentazione. Non importa quale sia lo stato clinico reale: la malattia è già nella sua fase terminale, il futuro è scritto, la perdita è inevitabile. Meglio anticiparla. Meglio estrarre oggi, con ordine, dietro pagamento.

Si chiama nocebo. Si chiama paura indotta. E funziona.

Il pacchetto promozionale

Faccio finta di essere convinto. La conversazione svolta verso il business.

O: “6 impianti 14 denti sopra, 6 impianti 14 denti sotto. Il pacchetto promozionale è di 8.000 euro… perché in realtà sarebbe più di 10.000…”

O: “il biglietto sarà gratuito… anche l’alloggio è gratuito… anche per la sua signora oppure qualche altro familiare”

Fantastico. Otto mila euro, volo e hotel inclusi, con la moglie. E potrò baciarla, dopo? Con la bocca nuova? Chissà.

Il protocollo “All-on-6” — sei impianti per arcata, protesi fissa avvitata — è una soluzione legittima. Esiste. Funziona. Ma ha indicazioni precise: perdita totale o quasi totale degli elementi dentali, osso residuo adeguato, paziente motivato, follow-up garantito.

Non è una soluzione universale da applicare per telefono a chiunque abbia la parodontite. Non è la risposta corretta a “ho ancora 22 denti e vorrei tenerli”.

Si riduce tutto a prodotto, prezzo, e vendita.

La fattura italiana (ma non proprio)

O: “noi ti diamo la fattura italiana. La fattura XXXXX però la può usare in italia perché è tradotta in italiano… e ovviamente la può usare in Italia per prendere questo rimborso. (detrazione fiscale, ndr)”

I contribuenti italiani rimborsano i dentisti esteri. Ma lo stato non farebbe prima a rimborsare i dentisti italiani per le cure dei connazionali? Chiedo per un amico.

Il danno, la legge, il consenso

C’è un aspetto che va detto con chiarezza, al di là dell’ironia.

In Italia, il medico non può estrarre denti sani o estrarne la totalità in assenza di una reale necessità clinica, anche con il consenso del paziente. L’art. 5 del codice civile stabilisce che gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente dell’integrità fisica. Il consenso informato non è una licenza per la mutilazione.

Denti estratti non crescono di nuovo. L’osso alveolare, privato della stimolazione funzionale dell’elemento dentale, si riassorbe. Gli impianti sono una soluzione eccellente dove necessaria, ma non compensano la perdita ossea nel tempo come un dente naturale. Questo lo sa chiunque abbia trascorso qualche ora sulle riviste scientifiche di implantologia.

Sostituire denti curabili con impianti non è un upgrade. È una perdita.

Mi Chiamo Ernesto Bruschi

Alla fine della telefonata ho dato il mio nome vero. Non è mai arrivato il preventivo.

Non so se sia stato cercato su Google. Non importa.

Importa che ogni giorno, da qualche parte, questa stessa telefonata viene fatta a qualcuno che non ha voglia di risolvere in fretta e in modo “definitivo” i suoi problemi dentali. A qualcuno che non sa che la parodontite si può trattare. A qualcuno che ha paura di perdere i denti e che trova rifugio in questa soluzione.

A quel qualcuno, questa storia è dedicata.

Note

La registrazione della telefonata esiste ed è a disposizione di chi ne faccia richiesta, a esclusivo e insindacabile giudizio dell’autore. Ogni riferimento alla nazione di origine della clinica è stato rimosso intenzionalmente: il fenomeno non ha confini geografici.

Per approfondire

La parodontite si può trattare: le linee guida EFP per il trattamento della parodontite stadi I-III (Sanz et al., J Clin Periodontol, 2020) e le linee guida EFP per lo stadio IV (Herrera et al., J Clin Periodontol, 2022) documentano un approccio terapeutico incrementale, evidence-based, che nella grande maggioranza dei casi consente di conservare i denti naturali.

L’art. 5 del codice civile italiano vieta gli atti di disposizione del proprio corpo quando cagionino una diminuzione permanente dell’integrità fisica.

Sul tema degli impianti dentali e delle estrazioni selvagge potete leggere questo mio altro articolo. E, se non ne avete avuto ancora abbastanza, anche questo.

Domande frequenti (FAQ)

La parodontite si può curare o bisogna per forza togliere i denti?

La parodontite è una malattia cronica che si può trattare e stabilizzare nella grande maggioranza dei casi. Il trattamento prevede scaling e root planing, rivalutazione, eventuale chirurgia parodontale e un programma di mantenimento. Le linee guida della European Federation of Periodontology (EFP) documentano un approccio incrementale che consente, nella maggior parte dei pazienti, di conservare i denti naturali. L’estrazione di tutti i denti non è la prima opzione terapeutica.

Cos’è il protocollo All-on-4 o All-on-6?

Si tratta di protocolli implantari che prevedono l’inserimento di 4 o 6 impianti per arcata, su cui viene avvitata una protesi fissa circolare. È una soluzione efficace per pazienti completamente edentuli o con dentizione residua non recuperabile. Non è indicata quando i denti residui sono trattabili e conservabili.

Il turismo dentale è sicuro?

Esistono cliniche serie ovunque nel mondo. Il problema non è la geografia, ma il modello di business: quando il trattamento viene venduto per telefono, senza visita clinica, senza radiografie, senza diagnosi — e il piano terapeutico è identico per tutti — il rischio di ricevere cure inadeguate è elevato. Inoltre, il follow-up post-operatorio diventa problematico quando il clinico si trova a migliaia di chilometri di distanza.

Un dentista può estrarre denti sani con il consenso del paziente?

In Italia, no. L’art. 5 del codice civile vieta gli atti di disposizione del proprio corpo quando cagionino una diminuzione permanente dell’integrità fisica. Il consenso del paziente non autorizza il medico a effettuare estrazioni non giustificate da una reale necessità clinica.

Cos’è la peri-implantite?

La peri-implantite è una malattia infiammatoria che colpisce i tessuti attorno agli impianti dentali, causando perdita ossea progressiva. È l’equivalente della parodontite, ma sugli impianti. Contrariamente a quanto affermato nella telefonata trascritta in questo articolo, sostituire tutti i denti con impianti non significa “non avere mai più problemi”: gli impianti richiedono manutenzione e sono soggetti alle loro specifiche patologie.

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DDS, MS
Dott. Ernesto Bruschi — Parodontologo, Implantologo e Chirurgo Orale. Specializzato presso La Sapienza di Roma, University College London e Università di Göteborg (con Jan Lindhe e Johan Wennström). Fondatore del Metodo Bonebenders per l’espansione ossea minimamente invasiva. Autore e peer reviewer di articoli scientifici internazionali. ORCID: 0000-0002-4773-5384. Studio Denti+, Frosinone.

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