Vi hanno detto che gli impianti sono meglio dei denti e e durano per sempre?
Ebbene, sappiate che ogni terapia medica e odontoiatrica, inclusi gli impianti, ha sempre una piccola percentuale di insuccessi o di guarigioni imperfette. In altre parole, la maggioranza dei pazienti avrà una guarigione perfetta, mentre una piccola parte avrà qualche problema. Putroppo è così, senza ombra di dubbio. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire. Purtroppo, anche il “collega più bravo del mondo” – creatura mitologica di unicornica memoria – avrà qualche fallimento nella sua casistica personale.
Il 100% non esiste, anche se è giusto e sacrosanto per ogni operatore aggiornarsi e studiare costantemente, utilizzare materiali moderni e più performanti proprio per cercare di ridurre al minimo le complicanze e gli insuccessi.
Sono numerosi i fattori che favoriscono il’efficacia delle terapie, non ultimo l’operatore con la sua esperienza e capacità. Tuttavia, anche l’operatore più esperto (il dentista unicorno di cui sopra) ogni tanto qualche impianto lo perde. E ciò è vero non solo in implantologia, ma anche in tutte le altre terapie odontoiatriche (e anche mediche).
Riassumo di seguito alcune percentuali di successo riportate in letteratura:
Impianti dentali
- Tasso di sopravvivenza: il tasso di sopravvivenza degli impianti dentali per un periodo medio di follow-up di 10-13 anni è di circa il 93-95%. [https://doi.org/10.1016/j.ijom.2014.10.023, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27314122]
- Dopo 20 anni le percentuali di successo scendono a 78-92% [https://doi.org/10.1007/s00784-024-05929-3 ]
Restauri protesici (corone e ponti) su denti trattati endonticamente (devitali) e non trattati (Vitali)
Una recente revisione sistematica della letteratura [https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jopr.13735 ] ci elenca i vari scenari e le relative percentuali di successo.
- Corone singole su denti vitali: tasso di sopravvivenza a 5 anni 95-98%.
- Corone singole in metallo-ceramica con perno in metallo fuso su denti devitali: tasso di sopravvivenza a 5 anni 90%.
- Corone singole in metallo-ceramica con perno in fibra su elementi devitali: tasso di sopravvivenza a 5 anni 91%.
- Corone singole in metallo-ceramica senza perno su denti devitali: tasso di sopravvivenza a 5 anni 86%.
- Corone singole in ceramica integrale con perno in fibra su denti devitali: tasso di sopravvivenza a 5 anni 95%
- Ponti sostenuti da elementi vitali: tasso di sopravvivenza a 5 anni 85%
- Ponti sostenuti da monconi non vitali: tasso di sopravvivenza a 5 anni 81%
Questo vuol dire che ogni trattamento deve essere affrontato in modo consapevole sia dal paziente che dal collega che lo tratterà, con sicurezza e fiducia ma anche con la consapevolezza che nella stragrande maggioranza dei casi andrà tutto bene, ma raramente potrebbe rendersi necessario affrontare guarigioni inadeguate o fallimenti. Tali condizioni sono quasi sempre risolvibili con un secondo trattamento, che condurrà al successo finale della terapia.
È chiaro che ogni operatore farà sempre del suo meglio per evitare complicazioni e fallimenti, ma è difficile controllare tutte le variabili. Può capitare che, per esempio, il paziente per sue convinzioni personali non segua pedissequamente la terapia antibiotica prescritta o assuma dopo l’intervento degli antidolorifici che ostacolano il processo iniziale di osseontegrazione (anti cox-2). Sono molti i fattori che potrebbero influenzare il processo di guarigione.
Un altro aspetto molto importante è l’invasività. Il fallimento di un trattamento molto esteso ed invasivo sarà potenzialmente più difficile da correggere. Al contrario, nel caso di un trattamento cucito su misura per la minore invasività e la massima efficacia possibile i “fastidi” per il paziente nell’eventuale fase di correzione saranno ridotti al minimo.
Foto di Eleonora Francesca Grotto su Unsplash










