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Le recenti scoperte scientifiche su LUCA (Last Universal Common Ancestor) stanno trasformando la nostra comprensione dell’evoluzione della vita e aprendo nuove frontiere nella medicina moderna. Uno studio rivoluzionario pubblicato nel 2024 su Nature Ecology & Evolution ha rivelato che LUCA era un organismo sorprendentemente complesso che visse circa 4,2 miliardi di anni fa, possedendo già la maggior parte dei meccanismi cellulari fondamentali che caratterizzano la vita moderna.

Un antenato più sofisticato del previsto

Per decenni, gli scienziati hanno immaginato LUCA come un organismo primitivo e semplice. Tuttavia, le ricerche più recenti dipingono un quadro completamente diverso. LUCA possedeva un genoma di circa 2,6 milioni di basi che codificava per almeno 2.657 proteine – una complessità paragonabile a quella di molti batteri moderni. Questo antenato universale aveva già sviluppato sistemi sofisticati per la sintesi proteica, la replicazione del DNA, la produzione di energia e persino primitive forme di sistema immunitario.

Lo studio di Moody e colleghi ha utilizzato tecniche avanzate di ricostruzione filogenetica per analizzare 700 genomi microbici, rivelando che LUCA era tutt’altro che un semplice “progenota”. Possedeva una via metabolica completa per la fissazione del carbonio, sistemi di trasporto ionico attraverso le membrane e meccanismi di riparazione del DNA che sono rimasti fondamentali in tutte le forme di vita successive.

L’habitat primordiale alle sorgenti idrotermali

Una delle scoperte più affascinanti riguarda l’habitat di LUCA. Multiple evidenze genomiche indicano che LUCA viveva presso le sorgenti idrotermali oceaniche, ambienti caratterizzati da temperature elevate, abbondanza di idrogeno molecolare e ricchezza di composti ferro-zolfo. Questi ecosistemi estremi fornivano le condizioni ideali per la chemiosintesi, permettendo a LUCA di produrre energia ossidando l’idrogeno e fissando l’anidride carbonica.

In buona sostanza, LUCA amava intrattenersi alle terme, come molti suoi pro pro pro pro pro nipoti umani che sguazzano felici nell’acqua calda.

LUCA nel suo habitat originario, sorgenti idrotermali oceaniche
LUCA nel suo habitat originario le sorgenti idrotermali delloceano primordiale immagine AI

L’analisi del genoma di LUCA rivela la presenza di enzimi specifici per l’utilizzo dell’idrogeno e per la sintesi di composti organici a partire da CO₂, caratteristiche tipiche degli organismi che vivono attualmente nelle sorgenti idrotermali. Questo habitat spiega anche perché LUCA fosse completamente anaerobico, vivendo in un’epoca in cui l’ossigeno era ancora assente dall’atmosfera terrestre.

Pensate alle analogie con i classici patogeni parodontali di Sigmund Socransky che vivono in assenza di ossigeno nella profondità delle tasche gengivali!

Il ruolo centrale dell’ATP e dei gradienti protonici

Una scoperta particolarmente rilevante per la medicina moderna riguarda il sistema energetico di LUCA. L’antenato universale possedeva già l’ATP sintasi, l’enzima che produce ATP sfruttando i gradienti protonici attraverso le membrane cellulari. Questo meccanismo, chiamato chemiosmosi, rappresenta il fondamento della produzione energetica in tutte le cellule moderne, incluse quelle umane.

Inizialmente, LUCA probabilmente sfruttava gradienti protonici naturali creati dall’interazione tra le acque alcaline delle sorgenti idrotermali e gli oceani più acidi dell’epoca.

Successivamente, l’evoluzione ha perfezionato questo sistema, portando allo sviluppo delle membrane impermeabili e dei sistemi di pompe ioniche che caratterizzano le cellule moderne. Questo processo è alla base del funzionamento dei mitocondri nelle cellule umane, rendendo la ricerca su LUCA direttamente rilevante per comprendere i disturbi metabolici e mitocondriali.

L’evoluzione verso batteri, archei ed eucarioti

Da LUCA si sono evoluti i tre domini fondamentali della vita: batteri, archei ed eucarioti. Le differenze principali tra batteri e archei si sono sviluppate dopo la separazione da LUCA, particolarmente per quanto riguarda la composizione delle membrane cellulari.

La discendenza di LUCA: batteri, archea e cellule degli eucarioti
La discendenza di LUCA batteri archea e cellule degli eucarioti Created in httpsBioRendercom

I batteri hanno evoluto membrane contenenti lipidi estere-collegati, mentre gli archei hanno sviluppato lipidi che possiedono legami etere tra il glicerolo e le catene laterali idrofobiche.

LUCA probabilmente possedeva entrambi i tipi di lipidi, con la specializzazione avvenuta successivamente.

Un aspetto cruciale per la medicina è che gli eucarioti, che includono gli esseri umani, si sono evoluti dagli archei attraverso endosimbiosi con batteri che sono diventati mitocondri.

In altre parole, i batteri primordiali e gli eucarioti hanno imparato a convivere, i primi all’interno del citoplasma dei secondi. I batteri, diventando mitocondri, hanno fornito agli eucarioti un sistema energetico efficiente e, allo stesso tempo, hanno trovato un’altro modo per essere immortali.

Questo significa che anche le nostre cellule contengono sistemi energetici che derivano direttamente da LUCA, rendendo la comprensione di tale organismo primordiale fondamentale per la medicina moderna.

In nero: enzimi e percorsi metabolici che si deduce fossero presenti in Luca con almeno PP = 0,75, con campionamento in entrambi i domini procariotici. In grigio: quelli dedotti nella nostra soglia meno stringente di PP = 0,50.
In nero enzimi e percorsi metabolici che si deduce fossero presenti in Luca con almeno PP = 075 con campionamento in entrambi i domini procariotici In grigio quelli dedotti nella nostra soglia meno stringente di PP = 050 Tratto da Moody et al 2024 licenza CC BY 40

Rilevanza clinica e applicazioni mediche

La ricerca su LUCA ha implicazioni dirette per la medicina contemporanea. L’identificazione dei pathway metabolici primordiali derivanti da LUCA potrebbe aiutare a comprendere perché certi disturbi metabolici colpiscono gli esseri umani: si tratta dell’interruzione di sistemi antichi e essenziali. Ad esempio, molte malattie mitocondriali coinvolgono proteine che derivano direttamente dall’eredità di LUCA.

Le aziende biotecnologiche stanno già sfruttando queste conoscenze. LUCA Science Inc. sta sviluppando terapie basate sul trasferimento mitocondriale per trattare malattie come la sindrome di Leigh, mentre LUCA Biologics utilizza la comprensione dell’evoluzione microbica per sviluppare bioterapeutici per infezioni del tratto urinario e altre condizioni.

Educazione medica e competenze cliniche

Nonostante la rilevanza crescente, solo il 48% dei presidi delle scuole di medicina nordamericane considera la biologia evolutiva importante per i medici. La ricerca su LUCA fornisce esempi concreti di come i principi evolutivi si applicano alla medicina clinica, dall’interpretazione dei test genetici alla comprensione delle malattie metaboliche.

Microbioma umano e salute

LUCA fornisce il quadro evolutivo per comprendere il rapporto tra gli esseri umani e le loro comunità microbiche. La comprensione del metabolismo acetonico di LUCA aiuta a spiegare le interazioni metaboliche nel microbioma intestinale umano, aprendo nuove strade per terapie basate sul microbioma.

Prospettive future

La ricerca su LUCA rappresenta un cambio di paradigma nella scienza medica. Le scoperte del 2024 hanno rivelato che la transizione dall’origine della vita alla complessità cellulare è avvenuta in soli 200-400 milioni di anni, suggerendo che l’evoluzione di sistemi biologici complessi può essere più rapida del previsto.

Per i professionisti sanitari, comprendere LUCA significa acquisire una prospettiva evolutiva fondamentale per interpretare i dati genetici, comprendere le malattie metaboliche e sviluppare nuove strategie terapeutiche. I pazienti possono beneficiare di questa comprensione attraverso trattamenti più mirati e personalizzati basati su principi evolutivi.

Conclusione

LUCA emerge come un organismo straordinariamente sofisticato che ha stabilito i fondamenti biochimici della vita moderna. La sua eredità si riflette in ogni cellula del nostro corpo e nei suoi organelli interni, dai mitocondri produttori di energia ai ribosomi che sintetizzano le proteine. Per dentisti, medici e operatori sanitari, comprendere LUCA significa acquisire una prospettiva più profonda sulla biologia umana e sulle sue origini profonde.

Questa ricerca, inoltre, apre anche nuove possibli frontiere terapeutiche, dall’sviluppo di nuovi antibiotici alle terapie mitocondriali, dimostrando come la comprensione del nostro passato evolutivo possa guidare la medicina del futuro.

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E. Bruschi DDS, MS
Fondatore di Bonebenders, autore e coautore di articoli scientifici sulle tecniche implantoprotesiche, si dedica alla chirurgia orale, parodontologia e implantologia con approccio evidence-based “su misura” del paziente.

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