Home » Colleghi » Articoli singoli

📋 Sommario Rapido | Quick Summary

🇮🇹 Italiano
  • Argomento: Ruolo dei miofibroblasti nella fibrointegrazione implantare
  • Punto Chiave: Competizione tra miofibroblasti e osteoblasti determina successo/fallimento impianti
  • Applicazione Clinica: Strategie per prevenire fibrosi peri-implantare
  • Tempo di Lettura: 8-10 minuti
🇬🇧 English
  • Topic: Role of myofibroblasts in dental implant fibrointegration
  • Key Point: Competition between myofibroblasts and osteoblasts determines implant success/failure
  • Clinical Application: Strategies to prevent peri-implant fibrosis
  • Reading Time: 8-10 minutes

La risposta che non ti aspetti.

Da quiescenti a killer: come i fibroblasti potrebbero sabotare i tuoi impianti.

Gli impianti medici hanno rivoluzionato la medicina moderna, migliorando e prolungando la vita di milioni di pazienti in tutto il mondo. Dai pacemaker cardiaci alle protesi ortopediche, dagli impianti mammari ai nostri impianti, questi dispositivi svolgono un ruolo cruciale nel trattamento di numerose patologie.

Tuttavia, dietro ogni successo medico implantologico si nasconde una battaglia silenziosa tra il nostro sistema immunitario e questi “corpi estranei”.

Vi è mai capitato, cari colleghi dentisti, di:

  1. Avere pazienti che inspiegabilmente perdono diversi impianti, che diventano mobili in assenza di infezioni
  2. Aver pensato che quell’impianto era messo veramente bene e non poteva fallire… e invece…
  3. Aver rimosso impianti che sembravano perfettamente integrati, ma erano dolenti e circondati da un tessuto fibroso in assenza di infezione

In tali casi, secondo lo studio analizzato in questo articolo, i responsabili potrebbero essere i miofibroblasti.

Il Dilemma della Biocompatibilità

Quando un impianto di qualsiasi tipo viene inserito nel nostro corpo, si innesca inevitabilmente quella che si chiama la “reazione da corpo estraneo” (Foreign Body Reaction, FBR). È una risposta evolutiva e protettiva del nostro organismo, progettata per identificare, isolare e respingere qualsiasi oggetto riconosciuto come estraneo.

Si tratta di meccanismo di difesa, seppur essenziale per la nostra sopravvivenza, può compromettere il funzionamento degli impianti medici e creare gravi complicazioni cliniche.

Noskovicova, Hinz e Pakshir del Laboratory of Tissue Repair and Regeneration dell’Università di Toronto, nell’articolo intitolato Implant Fibrosis and the Underappreciated Role of Myofibroblasts in the Foreign Body Reaction esprimono il seguente, importante concetto:

“Per la prima volta, abbiamo identificato il meccanismo molecolare preciso che trasforma una guarigione normale in fibrosi patologica. E soprattutto: sappiamo come fermarlo.”

Le Conseguenze Cliniche: Quando gli Impianti Falliscono

Pacemaker e defibrillatori richiedono sostituzioni ogni 10-15 anni, con circa 10.000-15.000 interventi di rimozione annuali nel mondo. La formazione di tessuto fibroso attorno a questi dispositivi può rendere la rimozione estremamente rischiosa per via delle aderenze cicatriziali.

Tuttavia, pur immersi in un tessuto fibroso e cicatriziale, tali impianti rimangono in sede.

Nel nostro caso, tale processo prende il nome di fibrointegrazione e non è clinicamente accettabile, in quanto conduce al fallimento. Tali impianti non fanno male durante la guarigione (e, talvolta, sembrano anche sani radiograficamente), ma non sopportano il carico nel momento in cui si collega ad essi la parte protesica ed è necessario sostituirli, anche in assenza di infezione. Si tratta di un evento raro rispetto a quelli sopra, ma esiste e sarebbe bene evitarlo il più possibile.

I Protagonisti Invisibili: che ruolo potrebbero avere miofibroblasti in questo processo?

Al centro di molte complicazioni legate agli impianti si troverebbero, appunto, queste cellule specializzate chiamate miofibroblasti.

Secondo lo studio in esame, esse rappresentano il collegamento mancante nella comprensione della fibrosi peri-implantare e sono state spesso trascurate nelle ricerche precedenti, che si concentravano principalmente sul ruolo dei macrofagi.

Ma Cosa Sono Esattamente i Miofibroblasti?

I miofibroblasti sono fibroblasti “attivati” dal processo di guarigione/riparazione che acquisiscono caratteristiche simili alle cellule muscolari lisce. Possiedono la capacità contrattile e sono responsabili della produzione di collagene e altri componenti della matrice extracellulare nella guarigione del sito.

Diagramma illustrativo che mostra la trasformazione dei fibroblasti in miofibroblasti, evidenziando le caratteristiche cellulari e la produzione di matrice extracellulare.
Da 103390cells10071794 licenza CC40

In condizioni normali, aiutano nella guarigione delle ferite, avvicinandone i lembi, ma quando attivati in modo eccessivo o cronico, possono formare tessuto cicatriziale denso attorno agli impianti.

Il Meccanismo della Fibrosi e il Caso Specifico degli Impianti Endossei

La formazione di tessuto fibroso segue una cascata complessa:

  1. Attivazione Meccanica: Le superfici rigide degli impianti stimolano meccanicamente i fibroblasti
  2. Trasformazione Cellulare: I fibroblasti si trasformano in miofibroblasti contrattili
  3. Produzione di Matrice: Aumenta la produzione di collagene e altre proteine strutturali

Nel nostro caso specifico degli impianti dentali, esiste una competizione tra i miofibroblasti e gli osteoblasti/osteociti per la colonizzazione della superficie implantare. Un ruolo determinate è quello della macro e microgeometria implantare, che guiderà le proteine adsorbite e poi le cellule in un modo o in un’altro.

Gli osteoblasti/osteociti si inseriscono tra la fase 3 e la fase 4, riuscendo, nella quasi totalità dei casi, a realizzare l’osteointegrazione con successo, bloccando la fase 4 (fibrosi).

In sostanza, gli osteociti vincono la corsa per la superficie dell’impianto e iniziano a depositare la matrice ossea più rapidamente di quanto non riescano i fibroblasti a far maturare la loro matrice.

Il processo non è poi così lineare e semplice, in quanto la matrice collagene già depositata dai fibroblasti è comunque necessaria anche alle cellule ossee, insieme alla matrice proteica (proteoma).

Se, per svariati motivi, gli osteoblasti perdono la partita, l’impianto si fibrointegrerà per poi fallire con il carico (o anche prima).

L’evento è raro, ma deve essere considerato.

Strategie Innovative per Migliorare la Biocompatibilità

Modifiche delle Superfici

I ricercatori hanno sviluppato diverse strategie per modulare la risposta del corpo agli impianti:

Controllo della Rigidità

Gli impianti con superfici più morbide (modulo elastico simile ai tessuti naturali) riducono significativamente l’attivazione dei miofibroblasti e la formazione di tessuto fibroso.

Ma questo non è possibile per gli impianti dentali che necessariamente sono rigidi e necessitano di una connessione (semirigida) con il tessuto osseo nel quale sono immersi.

Topografia Superficiale

Superfici con microtessiture specifiche (caratteristiche di 1-4 micrometri) possono minimizzare l’infiammazione e la reazione del corpo estraneo.

In questo campo, gli impianti dentali sono molto avanzati, grazie alla ricerca sulle micro e macrogeometrie e sui trattamenti di superficie, studiati per favorire lo sviluppo della linea osteoblastica piuttosto che quella fibroblastica.

Rivestimenti Speciali

L’uso di materiali a bassa adesione proteica, come gli idrogel zwitterionici, può ridurre l’aderenza cellulare e la formazione di biofilm. Fattibile per gli impianti dentali?

Approcci Farmacologici

Diversi farmaci anti-fibrotici sono in fase di studio:

  1. Pirfenidone: Già approvato per la fibrosi polmonare, ha mostrato efficacia nel ridurre la fibrosi peri-impianto
  2. Inibitori degli Integrine: Bloccano l’attivazione meccanica del TGF-β, un fattore chiave nella formazione di tessuto fibroso
  3. Rilascio Controllato: Sistemi di rilascio locale di farmaci anti-fibrotici direttamente sulla superficie dell’impianto

Conclusioni: Verso una Coesistenza Armoniosa

La comprensione del ruolo cruciale dei miofibroblasti nella reazione del corpo estraneo apre nuove prospettive per migliorare la biocompatibilità degli impianti medici. Non si tratta più solo di creare materiali inerti, ma di progettare superfici e sistemi che “dialoghino” in modo costruttivo con il nostro organismo.

L’obiettivo finale non deve mai essere eliminare completamente la risposta immunitaria – impossibile e potenzialmente pericoloso – ma piuttosto guidarla verso una risposta di guarigione controllata che favorisca l’integrazione dell’impianto senza compromettere la funzionalità.

Con l’invecchiamento della popolazione e la crescente domanda di dispositivi impiantabili, la ricerca in questo campo diventa sempre più cruciale, con l’obiettivo di ridurre veramente al minimo le possibili complicanze e rendere gli impianti, dentali e non, sempre più universalmente applicabili.

In casi di deficit ossei significativi, dove la competizione cellulare diventa ancora più critica, l’applicazione di tecniche di rigenerazione su misura può fare la differenza tra successo e fallimento implantare.


Questo articolo è basato su:

Noskovicova N, Hinz B, Pakshir P. Implant Fibrosis and the Underappreciated Role of Myofibroblasts in the Foreign Body Reaction. Cells. 2021 Jul 15;10(7):1794. doi: 10.3390/cells10071794. PMID: 34359963; PMCID: PMC8304203.

L’immagine di copertina è tratta dall’articolo originale, in ottemperanza alla licenza CC4.0.


Hai mai avuto un paziente con un fallimento ‘inspiegabile’?

Hai mai avuto un impianto che sembrava radiograficamente perfetto e poi si muoveva in assenza di infezione?

Ti sei mai chiesto come mai quell’impianto di cui era certo non ce l’ha fatta?

Per approfondire questi temi, ti consiglio di leggere anche i nostri articoli su guarigione per seconda intenzione e rigenerazione ossea con PDL.


Colleghi Odontoiatri

Condividiamo conoscenze ed esperienze

Confrontiamoci su tecniche innovative:
• Rigenerazione tissutale guidata
• Procedure implanto-protesiche avanzate
• Casi clinici complessi
• Aggiornamenti scientifici
Parodontologia • Implantologia • Rigenerazione Ossea
avatar dell'autore
E. Bruschi DDS, MS
Fondatore di Bonebenders, autore e coautore di articoli scientifici sulle tecniche implantoprotesiche, si dedica alla chirurgia orale, parodontologia e implantologia con approccio evidence-based “su misura” del paziente.

Scopri di più da Bonebenders

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Articoli

Rispondi

Scopri di più da Bonebenders

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da Bonebenders

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Bonebenders

Enable Notifications OK No thanks
Verificato da MonsterInsights