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Nello stile di questo blog, racconto la vera storia di una paziente, con un nome diverso.

Ritengo che queste vicende, realmente accadute, possano aiutare i pazienti a fare una scelta consapevole.

“Mi chiamo Manuela, ho trentacinque anni e sono un’impiegata commerciale. Il risparmio, a volte, può costare caro.”

Questa è la storia di come ho distrutto denti perfettamente sani…

Il risparmio e le sue conseguenze

…perché il risparmio non sempre equivale a qualità, e questo può portare a conseguenze gravi.

…inseguendo un sogno estetico venduto a metà prezzo da chi fa odontoiatria come si gestisce una catena di montaggio.

A trent’anni avevo denti sani. Non perfettamente allineati, certo. Un po’ storti, qualche macchia. Niente che compromettesse la funzione o la salute.

Ma lavoravo a contatto con il pubblico e volevo quel sorriso hollywoodiano che vedevo nelle pubblicità. Bianco accecante, dritto come una riga tracciata col righello.

Un capriccio estetico, lo ammetto. Ma un capriccio che qualcuno era pronto a trasformare in tragedia.

I preventivi italiani erano alti. Poi sono arrivate le pubblicità sui social. Levantia. Cliniche scintillanti nelle foto, sorrisi abbaglianti, prezzi impossibili. “Sorriso perfetto in una settimana a metà prezzo!”

Sui social vedevo solo foto trionfali. Gente che tornava con denti da pubblicità del dentifricio. Nessuno parlava di problemi. Solo successi e risparmi miracolosi.

Ho fatto i conti. In Italia avrei speso quasi il doppio. Mi sono detta quello che si dicono tutti.

Perché dovrei pagare di più? I materiali sono gli stessi, le tecniche sono le stesse. La differenza è solo il costo della vita. Una logica perfetta sulla carta. Falsa nella realtà, ma questo lo avrei capito dopo.

Il viaggio

Ho prenotato. Volo più clinica, una settimana, capsule su tutti i denti sopra e sotto. Un pacchetto all-inclusive che sulla carta sembrava la soluzione intelligente di chi sa comprare bene.

La clinica sembrava moderna. Il primo giorno mi hanno limato tutti i denti. Tutti. Sopra e sotto. Denti sani ridotti a monconi. “È necessario per le capsule,” hanno detto.

Ho annuito. Che ne sapevo io? Loro erano i professionisti. In una settimana hanno fatto tutto. Impronte, prove, consegna finale.

Una velocità impressionante. Quando ho visto il risultato ero entusiasta. Denti bianchissimi, allineati alla perfezione, sembravano quelli delle riviste patinate.

Ho pagato, ho preso l’aereo, sono tornata orgogliosa. Ho postato le foto sui social. Tutti mi hanno fatto i complimenti. Mi sentivo bellissima. Per qualche settimana sono stata felice.

Poi è iniziato. Un sapore strano in bocca. Niente di drammatico all’inizio. Solo un disagio sottile. Ho provato a passare il filo interdentale come avevo sempre fatto. Non entrava. Letteralmente non c’era spazio tra un dente e l’altro. Ho provato con lo scovolino. Impossibile. Le capsule erano così vicine che non passava nulla.

“Almeno il cibo non si infila,” ho pensato. Non capivo che era esattamente quello il problema.

Dopo due mesi ho sviluppato un’alitosi terribile

All’inizio pensavo fosse temporanea. Peggiorava ogni giorno. Al lavoro i colleghi hanno iniziato a tenere le distanze quando parlavo.

Vedevo le loro espressioni quando mi avvicinavo.

Ho usato collutori, gomme, spray, qualsiasi cosa. L’odore tornava sempre. Sempre più forte. Umiliante. Avevo speso migliaia di euro per un sorriso bello e non potevo aprire bocca senza che la gente si allontanasse.

Ho chiamato la clinica di Levantia. “È normale all’inizio, passerà.” Non è passato. Dopo sei mesi ero disperata. Il sorriso era bello ma l’alito era così terribile che non riuscivo nemmeno a baciare il mio compagno.

Ho deciso di consultare un dentista in Italia

Quando mi avete visitato, la vostra espressione ha detto tutto prima delle parole.

“Manuela, purtroppo le capsule sono completamente sbagliate. Non c’è spazio per l’igiene. I batteri si accumulano tra i denti e le gengive, causando infezioni.”

Le radiografie mostravano la verità.

Sotto quelle capsule apparentemente perfette, le gengive erano infiammate, c’era accumulo di placca che non poteva essere rimosso, l’osso stava iniziando a riassorbirsi.

“Se non interveniamo subito, perderà i denti. Tutti.”

Ero sotto shock. Come era possibile? I denti sembravano così belli.

“L’estetica non è tutto. Queste capsule non rispettano i principi biologici basilari. Sono state fatte per sembrare belle, non per durare nel tempo.”

L’unico modo per salvare la situazione era rifare tutto da capo.

Rimuovere tutte le capsule, devitalizzare i denti perché ormai erano compromessi, curare le infezioni, ricostruire tutto correttamente. “Ma stavolta dovremo devitalizzare i denti. Il danno biologico è permanente.”

Ho pianto quando ho realizzato cosa avevo fatto. Ero entrata in quella clinica con denti sani e vivi. Ora, per salvare la situazione, dovevo accettare di avere tutti i denti devitalizzati a trentun anni. Denti morti.

Il percorso per rifare tutto è stato lungo e costoso.

Non solo ho dovuto pagare di nuovo per un lavoro fatto bene, ma ho anche perso qualcosa che non tornerà mai. I miei denti naturali e vivi. Ogni seduta mi ricordava quanto fosse stata stupida la mia scelta iniziale. Il “risparmio” di Levantia mi è costato il triplo. Il lavoro iniziale più quello di ricostruzione, più il danno biologico permanente.

Oggi ho di nuovo un bel sorriso, ma questa volta fatto correttamente. Posso passare il filo interdentale, fare l’igiene normalmente, non ho più alitosi. Ma ogni volta che mi lavo i denti penso a quei denti sani che avevo fatto limare per un capriccio estetico.

Facciamo i conti. A Levantia ho speso cinquemila euro. Per rifare tutto correttamente in Italia ne ho spesi altri diciottomila. Totale: ventitremila euro per avere quello che avrei potuto avere spendendo dodicimila se fossi rimasta subito in Italia. Ho speso quasi il doppio per avere dei denti devitalizzati invece che vivi.

Ma il vero costo non è economico. È biologico. Sono denti morti che potranno durare anni, ma non saranno mai più denti vivi. Ho perso qualcosa di irrecuperabile per inseguire un risparmio illusorio.

Se state pensando di andare all’estero per risparmiare sui denti, fermatevi.

Chiedetevi se vale la pena rischiare la vostra salute per risparmiare qualche migliaio di euro. I vostri denti sono come i vostri occhi. Ci sono cose su cui non si dovrebbe mai risparmiare.

Quelle cliniche fanno migliaia di pazienti all’anno. Catena di montaggio. Non ti seguono nel tempo, non si prendono responsabilità se qualcosa va storto. Quando ho provato a contattarli per i problemi, hanno smesso di rispondere. Semplicemente. Come se non esistessi più.

La Società Italiana di Parodontologia e Implantologia ha presentato dati allarmanti. In oltre un terzo dei casi, i pazienti del turismo dentale necessitano di interventi correttivi al rientro in Italia. Il 60% manifesta complicazioni entro sei mesi.

Il costo iniziale più basso nasconde spesso un disastro biologico. La differenza tra un lavoro fatto per sembrare bello e un lavoro fatto per durare nel tempo è enorme. Non esistono scorciatoie in odontoiatria, come nella vita. Il risparmio apparente può trasformarsi nel costo più alto che pagherai mai.

La relazione di fiducia con il proprio dentista è qualcosa che non ha prezzo. Un professionista che conosce la tua storia clinica, che ti segue nel tempo, che interviene prontamente se qualcosa non va. Questo non lo trovi in una clinica dall’altra parte dell’Europa dove sei solo un numero.

Grazie per avermi salvato da una situazione che stava diventando irreversibile. Grazie per aver ricostruito tutto nel modo giusto e per avermi permesso di sorridere nuovamente e di avermi fatto ritrovare la confidenza dell’igiene perfetta e dell’alito fresco.

Ho imparato nel modo più duro possibile.

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E. Bruschi DDS, MS
Fondatore di Bonebenders, autore e coautore di articoli scientifici sulle tecniche implantoprotesiche, si dedica alla chirurgia orale, parodontologia e implantologia con approccio evidence-based “su misura” del paziente.

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