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Adattato da un editoriale del Prof. Dr. Daniel H. Fine

Un Cambiamento di Fondo

Nel 2017, la World Workshop Consensus Conference ha introdotto una nuova classificazione delle malattie parodontali che ha scatenato un acceso dibattito nella comunità scientifica.

Secondo il Prof. Daniel H. Fine della Rutgers School of Dental Medicine, questo cambiamento non rappresenterebbe un progresso, ma, addirittura, un ostacolo significativo alla comprensione e al trattamento di specifiche forme di parodontite.

Il Cuore della Controversia: La Parodontite Aggressiva Localizzata

Che cos’è la Parodontite Aggressiva Localizzata (LAgP)?

La Parodontite Aggressiva Localizzata (precedentemente parodontite giovanile) è una forma particolare di malattia parodontale che colpisce principalmente adolescenti e giovani adulti di origine africana e con prevalenza ridotta anche le altre popolazioni.

La predisposizione sembra essere genetica, poiché anche gli stessi gruppi etnici all’estero mantengono una frequenza di malattia maggiore rispetto alla popolazione generale.

Questa condizione presenta caratteristiche uniche:

  • Progressione rapida: causa perdita significativa di tessuto parodontale in tempi molto brevi e scarsamente correlata all’accumulo di biofilm
  • Età di insorgenza precoce: tipicamente durante l’adolescenza
  • Localizzazione specifica: coinvolge principalmente molari e incisivi (schema molari-incisivi)
  • Resistenza ai trattamenti standard: spesso non risponde alle terapie convenzionali, ma piuttosto alla terapia sistemica

Il Microbo Chiave: Aggregatibacter actinomycetemcomitans

Aggregatibacter actynomicetemcomitans
Aggregatibacter actynomicetemcomitans

Al centro di questa forma di parodontite c’è un batterio specifico: Aggregatibacter actinomycetemcomitans. Questo microorganismo:

È strettamente associato all’iniziazione e alla progressione della LAgP.

Questo batterio patogeno produce tossine specifiche che danneggiano i tessuti parodontali e ostacolano la risposta immune dell’organismo, creando così un ambiente favorevole all’insorgenza di infiammazioni e infezioni.

Agisce anche come agent provocateur nel microbioma orale, alterando l’equilibrio batterico e facilitando la colonizzazione di altri patogeni potenzialmente dannosi.

La sua presenza nel cavo orale non solo compromette la salute dentale, ma ha anche portato a scoperte scientifiche che si estendono ben oltre l’odontoiatria, contribuiendo a una migliore comprensione dei legami tra la salute orale e condizioni sistemiche, come malattie cardiovascolari e diabete.

Queste scoperte evidenziano l’importanza di un approccio olistico alla salute e suggeriscono che la gestione della flora orale sia cruciale per il benessere generale.

Il Problema della Nuova Classificazione

Perdita di Specificità Diagnostica

Sempre secondo il Prof. Fine, La nuova classificazione del 2017 ha essenzialmente cancellato la distinzione tra parodontite aggressiva e cronica, raggruppando tutte le forme sotto un’unica etichetta di “parodontite”. Questo approccio:

  • Ignora le evidenze scientifiche: decenni di ricerca dimostrano differenze significative tra le varie forme
  • Compromette la medicina personalizzata: va contro il trend della medicina di precisione
  • Limita la ricerca: riduce l’interesse scientifico verso forme specifiche di malattia
  • Peggiora potenzialmente i risultati clinici: impedisce approcci terapeutici mirati

Infatti, il workshop più recente ha adottato un approccio distintamente conservativo e restrittivo alla malattia parodontale e ha più o meno ridotto al minimo l’impatto delle classificazioni della malattia che distinguevano tra forme aggressive/rapidamente progressive, refrattarie al trattamento standard e malattia “lentamente progressiva”.

L’opinione dell’autore, è che questa strategia vada contro l’approccio fondamentale nella professione sanitaria che ha portato alla medicina personalizzata/di precisione, che è progettata per enfatizzare le sottili differenze nelle malattie con un occhio per fornire una guida più precisa al trattamento e alla prevenzione

L’Analogia con la Medicina Generale

Immaginate se in medicina generale decidessimo di chiamare tutte le infezioni semplicemente “infezione”, senza distinguere tra polmonite, meningite o sepsi.

Fine sostiene che questo è essenzialmente ciò che è accaduto in parodontologia.

Lezioni dalla Storia della Medicina

Il Caso Semmelweis: Quando la Scienza Incontra la Resistenza

Il Dr. Fine ricorda il caso di Ignaz Semmelweis (1848), il medico ungherese che scoprì l’importanza del lavaggio delle mani per prevenire la febbre puerperale, un’infezione che colpiva molte donne dopo il parto e che portava a risultati tragici. Le sue scoperte furono…

Inizialmente respinte dalla comunità medica, che era scettica rispetto alle sue teorie innovative.

Erano, tuttavia, basate su evidenze solide e studi comparativi, le sue affermazioni avrebbero dovuto essere accolte con entusiasmo, ma invece causarono resistenza e obiezioni.

Divennero definitivamente accettate solo decenni dopo la sua morte, e le sue intuizioni si rivelarono fondamentali per la riforma delle pratiche mediche e chirurgiche.

Erano, evidentemente, troppo rivoluzionarie all’epoca per la prevenzione delle infezioni. Ma le sue idee avrebbero potuto salvare innumerevoli vite se solo fossero state riconosciute e implementate tempestivamente.

L’opinione di Fine è che la situazione attuale con la classificazione parodontale presenta inquietanti similitudini con il caso Semmelweis.

Il Framework Danno/Risposta: Una Nuova Prospettiva

Oltre le Ipotesi Tradizionali

Tradizionalmente, la parodontologia si è basata su diverse ipotesi:

  1. Ipotesi della Placca Specifica (SPH): microbi specifici causano malattie specifiche
  2. Ipotesi della Placca Non-Specifica (NSPH): l’accumulo di placca in generale causa malattia
  3. Ipotesi Ecologica della Placca (EPH): i cambiamenti ambientali influenzano l’equilibrio microbico
  4. Ipotesi del Patogeno Chiave (KPH): alcuni microbi hanno un’influenza sproporzionata

Il Nuovo Paradigma

Il Dr. Fine propone l’adozione del “Damage/Response Framework” di Casadevall e Pirofski, che considera:

  • Contributi sia dell’ospite che del microbo nella patogenesi
  • Il danno all’ospite come misura finale della gravità
  • L’interazione tempo-dipendente tra microbo e ospite
  • Risposte immunitarie sia deboli che eccessive come problematiche

Implicazioni Cliniche Pratiche

Per i Clinici

La mancanza di una classificazione adeguata comporterebbe:

  • Difficoltà diagnostiche: incapacità di riconoscere forme aggressive precoci
  • Approcci terapeutici generici: invece di trattamenti mirati
  • Prognosi incerte: senza classificazione accurata, è difficile predire l’evoluzione
  • Perdita di opportunità preventive: specialmente nelle popolazioni a rischio

Per i Pazienti

I pazienti affetti da LAgP potrebbero:

  • Non ricevere diagnosi tempestive: con conseguente perdita irreversibile di tessuti
  • Subire trattamenti inadeguati: non specifici per la loro condizione
  • Avere prognosi peggiori: per mancanza di approcci mirati
  • Perdere denti prematuramente: con impatti significativi sulla qualità di vita

Scoperte Scientifiche Derivate dallo Studio della LAgP

Oltre l’Odontoiatria

La ricerca intensiva su Aggregatibacter actinomycetemcomitans ha portato a sviluppi terapeutici per:

  • Infezioni da stafilococco: attraverso lo studio di meccanismi antibiofilm
  • Linfomi: comprendendo meglio le interazioni cellulari
  • Psoriasi: attraverso la comprensione delle risposte immunitarie
  • Altre malattie polimicrobiche: applicando principi scoperti in parodontologia

Questi sviluppi dimostrano l’importanza della ricerca specifica e mirata.

Un Appello all’Azione

Secondo il Prof. Fine, la comunità odontoiatrica deve:

  • Riconoscere i limiti dell’attuale classificazione
  • Supportare la ricerca su forme specifiche di parodontite
  • Promuovere approcci personalizzati al trattamento
  • Incoraggiare il dibattito scientifico aperto e costruttivo

È opinione dell’autore che solo in tale modo si possa garantire che la scienza prevalga sulla politica accademica e che i pazienti ricevano le cure migliori possibili.


Questo articolo riporta il pensiero del Prof. Dr. Daniel H. Fine, pubblicato come editoriale su Pathogens nel 2024, e rappresenta un importante contributo al dibattito sulla classificazione delle malattie parodontali.

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E. Bruschi DDS, MS
Fondatore di Bonebenders, autore e coautore di articoli scientifici sulle tecniche implantoprotesiche, si dedica alla chirurgia orale, parodontologia e implantologia con approccio evidence-based “su misura” del paziente.

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