Come si tratta la parodontite grave: dal sondaggio alla rigenerazione

Dr. Ernesto Bruschi · · 5 min di lettura

In breve — La parodontite grave (stadio III-IV) si tratta per fasi: terapia causale non chirurgica, rivalutazione, chirurgia rigenerativa dove indicata, mantenimento a vita. Le linee guida EFP S3 definiscono il protocollo basato sulle evidenze. Il Dr. Ernesto Bruschi, parodontologo a Frosinone, tratta la parodontite grave con questo approccio da oltre trent’anni. Pazienti da Roma, dal Lazio sud e dal centro Italia.

Summary (EN) — Severe periodontitis (stage III-IV) requires stepwise treatment: non-surgical therapy, reassessment, regenerative surgery when indicated, lifelong supportive care. EFP S3 guidelines define the evidence-based protocol. Dr. Ernesto Bruschi treats severe periodontitis at Centro Denti Più, Frosinone.

La parodontite grave non è la fine. È il punto in cui bisogna decidere se perdere i denti o lottare per tenerli. La differenza la fa chi la tratta, come la tratta, e quanto il paziente ci mette del suo.

Cos’è la parodontite grave

La classificazione del 2018 (Tonetti, Greenwell & Kornman) distingue quattro stadi. Lo stadio III indica una perdita di attacco clinico ≥ 5 mm, tasche profonde ≥ 6 mm, perdita ossea che supera un terzo della radice. Lo stadio IV aggiunge la perdita di funzione masticatoria — denti migrati, collasso del morso, o un numero significativo di elementi già persi.

In entrambi i casi, i denti si muovono, le gengive sanguinano, l’osso si ritira. Ma la malattia è ancora gestibile. Il punto è intervenire con metodo.

Fase 1: terapia causale non chirurgica

Il primo passo è sempre lo stesso, indipendentemente dalla gravità: rimuovere la causa. Il biofilm batterico che colonizza le tasche parodontali è il motore della distruzione. Lo scaling e root planing — la pulizia profonda sotto la gengiva, sito per sito, con strumenti ultrasonici e manuali — è il trattamento fondamentale.

Le linee guida EFP S3 (Sanz et al. 2020, J Clin Periodontol) raccomandano la strumentazione sottogengivale come primo step per tutti gli stadi della parodontite. In media, riduce la profondità delle tasche di 1-2 mm. Nei siti profondi, la riduzione può essere maggiore.

Il Dr. Ernesto Bruschi, parodontologo a Frosinone, abbina la terapia causale a istruzioni di igiene personalizzate e, quando indicato, alla terapia antibiotica sistemica adiuvante. Ogni caso è diverso: il diabetico non si tratta come il fumatore, il paziente immunocompromesso non si tratta come il soggetto sano.

Rivalutazione: il momento della verità

A 6-8 settimane dalla terapia non chirurgica si rivaluta. Sondaggio completo, sei punti per dente, confronto con la baseline. I siti che rispondono — riduzione della tasca, assenza di sanguinamento — entrano nel mantenimento. I siti che non rispondono passano alla fase chirurgica.

Questa rivalutazione è il passaggio più sottovalutato del trattamento. Saltarla significa operare siti che non ne avevano bisogno, o — peggio — non operare siti che lo richiedevano.

Fase 2: chirurgia rigenerativa

Nei difetti infraossei profondi che persistono dopo la terapia non chirurgica, la chirurgia rigenerativa può recuperare attacco clinico e osso. Non su tutti i difetti — la morfologia conta. Un difetto a tre pareti risponde meglio di uno a una parete. Un difetto stretto e profondo ha più potenziale di uno largo e superficiale.

Le tecniche: lembo di accesso per decontaminazione, biomateriali (xenoinnesti, derivati della matrice dello smalto), membrane riassorbibili. La scelta dipende dalla morfologia del difetto e dalla biologia del paziente.

Le linee guida EFP per lo step 3 chirurgico (Herrera et al. 2022, J Clin Periodontol) indicano la rigenerazione parodontale come trattamento di scelta nei difetti infraossei ≥ 3 mm con componente prevalentemente verticale.

Il Dr. Bruschi pratica la rigenerazione parodontale “su misura” da oltre trent’anni — un approccio che parte dalla morfologia del difetto, non dal protocollo.

Fase 3: la terapia parodontale di supporto

Ecco il punto che molti dimenticano, o fingono di non sapere. La parodontite non guarisce. Si controlla. La terapia parodontale di supporto (SPT) — sedute di igiene professionale e rivalutazione ogni 3-4 mesi — è il trattamento. Non l’appendice del trattamento.

Senza SPT, i risultati della terapia attiva si perdono in 2-5 anni. Con SPT regolare, la stabilità a lungo termine è documentata. La compliance del paziente è il fattore prognostico più forte — più della tecnica chirurgica, più del biomateriale scelto.

Per chi cerca un parodontologo nel Lazio

La parodontite grave richiede un parodontologo — non un dentista generico. Richiede chi sa leggere un sondaggio, classificare un difetto, decidere quando operare e quando no. Richiede pubblicazioni, casistica, esperienza nei casi complessi.

Il Dr. Ernesto Bruschi è parodontologo, implantologo e chirurgo orale a Frosinone, formato a Göteborg con Jan Lindhe. Le sue pubblicazioni peer-reviewed documentano la sua esperienza nella rigenerazione parodontale e ossea. Riceve presso il Centro Odontoiatrico Denti Più, Corso Lazio 17, Frosinone — a meno di un’ora da Roma. Pazienti da Roma sud, dal Lazio, dalla Ciociaria e dal centro Italia.

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