L’arte del lembo riposizionato lateralmente

Dr. Ernesto Bruschi · · 4 min di lettura
L’arte del lembo riposizionato lateralmente

In breve — Il lembo riposizionato lateralmente è una procedura minimamente invasiva che sfrutta la guarigione per seconda intenzione per rigenerare naturalmente il tessuto cheratinizzato attorno agli impianti, senza necessità di innesti autologhi. Le cellule migrano dai bordi della ferita e colmano lo spazio con tessuto della stessa qualità anatomica e funzionale.

Summary (EN) — The laterally repositioned flap is a minimally invasive procedure that exploits secondary intention healing to naturally regenerate keratinized tissue around implants without autologous grafts. Cells migrate from wound margins and fill the space with tissue of identical anatomic and functional quality.

Rigenerare senza innesti: è possibile

Hai sempre bisogno di un innesto per aumentare la mucosa cheratinizzata intorno agli impianti dentali? Probabilmente no, se usi un lembo riposizionato lateralmente.

Questa procedura si basa sulla guarigione cellulare verso il centro del tessuto inciso per un aumento “naturale” del sito.

Le cellule migrano dai bordi e “colmano il vuoto” con nuovo tessuto della stessa qualità.

Questo fenomeno è ben noto in natura. Si chiama guarigione per seconda intenzione.

Lembo lasciato aperto per sfruttare la guarigione per seconda infezione.

Da errore a strategia: la seconda intenzione

La guarigione per seconda intenzione ha, storicamente, una connotazione negativa. Infatti, anche nelle ferite e nelle incisioni chirurgiche non ben suturate/accostate avviene una guarigione per seconda intenzione. In tal caso, si tratta di un errore che può condurre anche a difetti di guarigione come i cheloidi. In molti casi, quindi, è auspicabile ottenere un accostamento precisi dei lembi per ottenere, piuttosto, la guarigione per “prima intenzione”.

In chirurgia parodontale e impiantare, tuttavia, la guarigione per seconda intenzione, può essere un ausilio molto vantaggioso proprio per le sue insite capacità rigenerative.

Nel caso della foto precedente, il lembo riposizionato lateralmente e lasciato volutamente aperto (e senza suture) ottiene la rigenerazione totale della quota di mucosa cheratinizzata peri-implantare, che ormai è univocamente riconosciuta come condizione essenziale per la prevenzione della mucosite peri-implantare e la peri-implantite.

Rigenerazione totale della quota di mucosa cheratinizzata peri-implantare grazie ad un semplice lembo a riposizionamento laterale (vedi foto precedente)

Il risultato clinico

Il risultato finale sarà che le corone su questi impianti saranno circondate da tessuto appropriato (cheratinizzato). Il paziente potrà spazzolare senza fastidi e non sarà costretto a pulire costantemente sotto le corone i residui di cibo.

Com’è logico pensare, l’ampio tessuto cheratinizzato alla base del dente protesico è necessario per ottimizzare il risultato estetico e funzionale del restauro.

La prossima immagine (dello stesso caso delle foto precedenti) illustra in modo chiaro questi concetti.

Corona ceramica finale sullo stesso impianto. Senza alcun innesto, il lembo riposizionato lateralmente ottiene un aumento adeguato del tessuto cheratinizzato e un ottimo risultato estetico e funzionale.

Domande frequenti

Il tessuto rigenerato dal lembo laterale è stabile nel tempo?

Sì, assolutamente. Essendo tessuto cheratinizzato vero, rigenerato dal bordo della ferita con le medesime caratteristiche istologiche della mucosa circostante, mantiene stabilità e funzionalità nel tempo. Studi clinici dimostrano risultati predicibili e duraturi a 5-10 anni.

Perché questo metodo non è conosciuto da più dentisti?

Storicamente, la guarigione per seconda intenzione era considerata un “fallimento”. L’industria ha promosso innesti e biomateriali come soluzione universale. In realtà, questa tecnica è elegante, prevedibile e meno costosa – ma richiede comprensione biologica e pazienza clinica, non vendita di materiali sofisticati.

Quale è il vantaggio principale rispetto agli innesti autologhi?

Nessun prelievo da palato, nessun secondo sito chirurgico, guarigione più rapida, morbilità significativamente ridotta. Il tessuto rigenerato è identico al tessuto nativo circostante. L’innesto, sebbene valido, introduce sempre un elemento “estraneo” che ha una contrazione percentuale e una qualità istologica diversa.

Quanta mucosa cheratinizzata posso rigenerare con questa tecnica?

Dipende dall’ampiezza della ferita e dalla posizione. Generalmente è possibile ottenere aumenti significativi di tessuto cheratinizzato. I limiti biologici dipendono dalla capacità di migrazione epiteliale dai bordi e dalla vascolarizzazione della zona.

Che succede se la ferita si infetta?

Il rischio infettivo è basso perché la ferita rimane drenante e aperta, permettendo eliminazione continua di fluidi e batteri. Tuttavia, richiede gestione post-operatoria attenta, igiene scrupolosa e monitoraggio del paziente. In caso di infezione è facilmente gestibile con terapia medica.

Controlla i prossimi eventi per vederlo dal vivo!


Riferimenti

Ionescu, Alecsandru et al. “Open Healing: A Minimally Invasive Protocol with Flapless Ridge Preservation in Implant Patients.” Biology vol. 11,1 142. 14 Jan. 2022.

Guarigione per seconda intenzione

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