Pietro Valdoni: il Chirurgo Che Operò il Mondo
In breve — Pietro Valdoni nacque a Trieste sotto l’Austria, studiò a Vienna, si laureò a Roma e diventò il chirurgo più famoso d’Italia. Salvò Togliatti dopo l’attentato del ‘48, operò Papa Paolo VI, ricevette onorificenze da mezzo mondo. Morì per un cancro al polmone che si diagnosticò da solo. Questa è la sua storia.
Summary (EN) — Pietro Valdoni was born in Trieste under Austria-Hungary, studied in Vienna, graduated in Rome and became Italy’s most famous surgeon. He saved Togliatti after the 1948 assassination attempt, operated on Pope Paul VI, and received honours worldwide. He died of lung cancer he diagnosed himself.
Trieste, 1900
Pietro Valdoni nasce il 22 febbraio 1900 a Trieste. Allora Trieste non era Italia. Era impero austro-ungarico: rigore, disciplina, un certo modo di stare al mondo che ti entra nelle ossa e non esce più.
Finito il liceo nel 1918 — l’anno in cui la Grande Guerra finisce e Trieste torna italiana — si iscrive a Medicina a Vienna. L’università dell’Impero, la più prestigiosa d’Europa. Due anni dopo decide che vuole studiare in Italia. Si trasferisce a Bologna per il terzo anno, poi a Roma, dove si laurea con lode nel 1924 con una tesi di clinica ortopedica.
Ha ventiquattro anni. Non sa ancora che diventerà il chirurgo più famoso del mondo.
L’ascesa
Nel 1925 diventa assistente alla Clinica Chirurgica di Roma, sotto Roberto Alessandri. Impara. Osserva. Taglia.
A trentaquattro anni compie qualcosa che nessuno aveva fatto prima: un’embolectomia polmonare riuscita. L’embolo nell’arteria polmonare era una sentenza di morte. Valdoni lo toglie. Il paziente vive. Il mondo scientifico se ne accorge.
Nel 1939 lega il dotto arterioso di Botallo — primo caso documentato in Europa. È chirurgia cardiovascolare a cuore battente, in un’epoca in cui la maggior parte dei chirurghi non osa nemmeno avvicinarsi al torace.
Le cattedre arrivano una dopo l’altra: Cagliari, Modena, Bologna, Firenze. Nel 1946 approda a Roma, alla Sapienza. Non se ne andrà più.
14 luglio 1948
Alle 11:40 del 14 luglio 1948, Antonio Pallante spara quattro colpi di pistola contro Palmiro Togliatti davanti a Montecitorio. Togliatti è il segretario del Partito Comunista Italiano. L’Italia è una polveriera: la guerra è finita da tre anni, le ferite sono aperte, il paese è spaccato.
Togliatti viene portato al Policlinico. Valdoni lo opera d’urgenza. Toracotomia, estrazione del proiettile. L’operazione è lunga e difficile. A un certo punto Valdoni si preoccupa per la bradicardia del paziente. Togliatti lo rassicura: «Sono bradicardico di costituzione, battito tra 44 e 48. Non si preoccupi.»
Togliatti sopravvive. L’Italia non precipita nella guerra civile. Valdoni ha quarantotto anni e ha appena cambiato il corso della storia di un paese.
Il chirurgo dei potenti
Da quel momento Valdoni diventa il chirurgo a cui si rivolgono i potenti della Terra. Opera Papa Paolo VI alla prostata. Diagnostica — senza poterlo operare — il tumore che ucciderà Papa Giovanni XXIII.
Capi di stato, emiri, magnati. Si racconta che gli emiri arabi gli donassero navi intere cariche di regali in segno di gratitudine. Nel 1969 il suo reddito mensile raggiungeva i 120 milioni di lire. Per avere un metro: una Ferrari costava 5-10 milioni.
Chirurghi da tutto il mondo venivano a Roma per vederlo operare. Tra loro Alfred Blalock, il pioniere americano della cardiochirurgia pediatrica. Veniva a guardare Valdoni. Non il contrario.
Il maestro
Valdoni non era solo un chirurgo. Era un costruttore di scuole. Diceva: «Nessuno può darmi ombra; solo i miei allievi potranno superarmi.»
Nel 1959 ottenne i fondi per costruire una nuova Clinica Chirurgica alla Sapienza, dotata delle attrezzature più moderne dell’epoca. Aprì nel 1960 e diventò il punto di riferimento della chirurgia europea.
Le sue onorificenze occuperebbero una parete intera: Fellow onorario del Royal College of Surgeons of England, Fellow dell’American College of Surgeons, Fellow del Royal College of Surgeons in Ireland, Presidente della Société Internationale de Chirurgie nel 1965, Laurea honoris causa dall’Università di Aix-Marseille, Master of Surgery dall’Università di Dublino.
Scrisse il Manuale di chirurgia — pubblicato per la prima volta nel 1946, ristampato più volte — e fondò l’Archivio di chirurgia toracica e cardiovascolare nel 1947.
Il fumo, la diagnosi, la fine
Valdoni fumava. Fumava sempre. Fumava in sala operatoria, come tutti i suoi assistenti. Era il tempo in cui si fumava ovunque e nessuno ci trovava niente di strano.
Il cancro al polmone se lo diagnosticò da solo. Il chirurgo che aveva salvato migliaia di vite — compresa quella dell’uomo più potente della sinistra italiana — non poteva salvare la propria.
Morì il 23 novembre 1976 a Roma. Aveva settantasei anni.
Si dice che avesse accumulato un patrimonio ingente in Svizzera. Fondi che dopo la sua morte passarono alla seconda moglie. Ma questa è cronaca, non storia.
L’aula
Io stesso ho frequentato le lezioni di chirurgia nella sua aula, alla Sapienza, con il Professor Campana. Valdoni non c’era più da anni. Ma l’aula aveva ancora il suo nome, e quel nome pesava. Quando entri in un posto costruito da un uomo così, lo senti.
Non era un dentista. Non era un parodontologo. Ma era un chirurgo italiano che ha cambiato il modo in cui il mondo guarda alla chirurgia. E ogni tanto, alzare lo sguardo dalla nostra specialità serve a ricordare da dove veniamo.
Valdoni in video
Riferimenti
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Valdoni P. Manuale di chirurgia. Roma: SEU; 1946.
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Royal College of Surgeons of England. Pietro Valdoni (1900-1976). Lives Online
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Archivio storico della Presidenza della Repubblica. Pietro Valdoni: l’uomo, il chirurgo, l’innovatore. Quirinale
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Il Post. La storia dell’attentato a Palmiro Togliatti. 14 luglio 2018. Il Post
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Valdoni P. Embolectomia polmonare. Riforma Medica. 1934.
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Valdoni P. Chirurgia addominale: tecniche operatorie. Roma: USES; 1974.
FAQ
Chi era Pietro Valdoni? Pietro Valdoni (1900-1976) è stato uno dei più grandi chirurghi italiani del Novecento. Professore alla Sapienza di Roma, ha portato la chirurgia toracica, cardiovascolare e addominale italiana a livello internazionale. Fu il primo in Europa a eseguire la legatura del dotto arterioso di Botallo.
Perché Valdoni è famoso per l’attentato a Togliatti? Il 14 luglio 1948 Palmiro Togliatti, segretario del PCI, fu colpito da quattro colpi di pistola. Valdoni eseguì d’urgenza una toracotomia per estrarre il proiettile e gli salvò la vita. L’operazione evitò una possibile guerra civile in un’Italia già sull’orlo della rivolta.
Valdoni operò anche dei Papi? Sì. Valdoni operò alla prostata Papa Paolo VI e diagnosticò il tumore che avrebbe ucciso Papa Giovanni XXIII, pur non potendolo operare.
Quali furono le innovazioni chirurgiche di Valdoni? Nel 1934, a soli 34 anni, eseguì una delle prime embolectomie polmonari riuscite al mondo. Nel 1939 legò il dotto arterioso di Botallo, primo caso documentato in Europa. Portò la chirurgia toracica e cardiovascolare italiana al livello delle migliori scuole mondiali.
Come morì Pietro Valdoni? Morì il 23 novembre 1976 per un cancro al polmone che si autodiagnosticò. Era un accanito fumatore, come molti chirurghi della sua epoca, e fumava abitualmente anche in sala operatoria.
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