Sommario: Il mercato dei collutori vale otto miliardi di euro, ma la scienza mostra limiti evidenti. I collutori non curano la parodontite senza trattamento meccanico professionale. L’uso prolungato di clorexidina altera il microbioma orale e intestinale, riduce la produzione di ossido nitrico e può influenzare la pressione arteriosa. Gli ingredienti comuni causano effetti collaterali evitabili. Le evidenze scientifiche non supportano le proprietà terapeutiche dichiarate dalla maggior parte dei prodotti da banco. I collutori hanno un ruolo clinico preciso come adiuvanti temporanei, non come sostituti dell’igiene meccanica.
Summary: The mouthwash market is worth eight billion euro, but science shows clear limitations. Mouthwashes do not cure periodontitis without professional mechanical treatment. Prolonged use of chlorhexidine alters oral and gut microbiome, reduces nitric oxide production, and may affect blood pressure. Common ingredients cause avoidable side effects. Scientific evidence does not support the therapeutic properties claimed by most over-the-counter products. Mouthwashes have a precise clinical role as temporary adjuvants, not as substitutes for mechanical hygiene.
Il mercato globale dei collutori vale otto miliardi di euro.
Li trovate ovunque. In farmacia e al supermercato riempiono lunghe file di scaffali con le loro bottiglie colorate e promettono ogni magia, dalle gengive sane all’alito profumato. Come resistere alla tentazione di curarsi da soli, di fronte a cotante promesse?
Probabilmente, state sprecando soldi. Forse peggio.
NB: i collutori sono utili, ma devono essere usati con criterio e secondo la prescrizione di un professionista che conosce la vostra situazione clinica.
Curarsi da soli la parodontite con il collutorio non funziona
Un collutorio può penetrare al massimo 0,2-1,2 millimetri nel solco gengivale, e se questo è coperto da placca batterica, o addirittura tartaro, la capacità di penetrazione equivale a zero.
Una tasca parodontale misura 5-9 millimetri o più ed è colma di biofilm batterico (la placca e il tartaro di prima), che richiede necessariamente una disgregazione meccanica per essere rimosso. Il tartaro, una volta mineralizzato, è impermeabile a qualsiasi soluzione chimica.
In sostanza, ci vuole un professionista per rimuoverlo.
La conclusione è semplice. Nessun collutorio, da solo, tratta la parodontite (quella vera, si intende). Le revisioni sistematiche lo confermano: la clorexidina riduce il sanguinamento gengivale ma non riduce la profondità di sondaggio né la perdita di attacco clinico senza la levigatura radicolare (Brookes et al., 2023).
È possibile che il paziente veda meno sanguinamento e si senta un alito più fresco. Penserà che il collutorio abbia fatto effetto e che ormai sta meglio. Ma non è così. Sotto questa superficie apparentemente più sana, l’osso che sostiene i denti (o. alveolare) continua a riassorbirsi. I batteri che causano il riassorbimento rimangono intrappolati in profondità e diventano ancora più aggressivi.
Questo effetto è ancora più evidente in chi ha tessuti gengivali spessi, che mascherano di più i problemi (“burnout cases”).
Sette Giorni Per Distruggere Un Ecosistema
Nel 2020, un gruppo di ricercatori ha dato clorexidina allo 0,12% a trentasei volontari sani. Due volte al giorno, per sette giorni. Protocollo standard (Bescos et al., 2020). È uno studio molto interessante, sperimentalmente. Infatti, l’effetto dei sette giorni di collutorio è stato messo a confronto con quello di altrettanti giorni di placebo.
I risultati sono netti. Per quanto concerne la popolazione batterica, i Firmicutes aumentano. I Proteobatteri raddoppiano. Le popolazioni di Bacteroidetes, TM7, SR1 e Fusobacteria diminuiscono in modo drastico. L’indice di biodiversità di Shannon diminuisce significativamente.
Inoltre, il pH salivare scende e crea un ambiente acido. La capacità tampone si è azzerata! Il lattato salivare schizza in alto.
In una settimana di clorexidina, la bocca di soggetti sani assume il profilo biochimico della carie attiva.
Il Possibile Aumento della Pressione Arteriosa
Ma l’effetto non si ferma alla bocca. I batteri orali che convertono i nitrati alimentari in nitriti — precursori dell’ossido nitrico — sono stati decimati dal collutorio.
Normalmente, i batteri orali riducono il nitrato presente nella saliva in nitrito attraverso l’attività enzimatica di specifici generi batterici come Veillonella e Actinomyces. Questo nitrito entra in circolo e viene convertito in ossido nitrico, un potente vasodilatatore endogeno.
Questa molecola, infatti, riduce la pressione arteriosa attraverso un effetto di rilassamento sulla muscolatura liscia dei vasi. Previene i trombi e favorisce l’apporto di ossigeno e nutrienti a muscoli e tessuti. È considerato essenziale per la salute cardiovascolare.
L’uso di clorexidina per sette giorni riduce anche le popolazioni dei batteri orali Veillonella e Actinomyces, e, quindi, la capacità del microbioma orale di produrre nitrito dal nitrato. La concentrazione plasmatica di nitrito diminuisce e compromette la disponibilità di ossido nitrico (il prodotto finale) per la vasodilatazione.
La conseguenza osservata nello studio è stata un trend verso l’aumento della pressione sistolica, sebbene non statisticamente significativo in questa popolazione di giovani sani con valori pressori basali molto bassi. Gli autori suggeriscono che questo effetto ipertensivo potrebbe essere più pronunciato in soggetti con pressione arteriosa già elevata, come confermato da altri studi citati che hanno documentato aumenti significativi della pressione in pazienti ipertesi trattati con clorexidina.
Senza quei batteri, il sistema cardiovascolare perde un meccanismo di difesa. La via nitrato-nitrito-ossido nitrico è una delle scoperte più importanti della fisiologia vascolare degli ultimi trent’anni. I batteri del cavo orale sono il primo anello di questa catena. Eliminarli ha un prezzo.
Una revisione del 2021 su Intensive Care Medicine ipotizza che l’uso cronico dei collutori nei pazienti ospedalizzati aumenti la mortalità cardiovascolare.
Dal Cavo Orale All’Intestino
Nel 2024, un secondo studio sui topi ha dimostrato che la clorexidina allo 0,2% non si limita a devastare il microbioma orale. Altera anche quello intestinale (Carvalho et al., 2024).
La clorexidina ha eliminato oltre il 75% dei batteri orali vitali, riducendo significativamente la ricchezza delle specie intestinali con una disbiosi marcata. Questa alterazione del microbioma intestinale ha comportato conseguenze funzionali significative: ridotto assorbimento di macronutrienti (evidenziato dall’aumento di trigliceridi e proteine nelle feci e nel contenuto del colon), diminuzione dell’accumulo di grasso corporeo ed epatico, e riduzione dei livelli plasmatici di insulina, nonostante l’apporto calorico rimanesse invariato. Se la riduzione dell’accumulo di grasso può sembrare un effetto positivo in prima istanza, non bisogna dimenticare che alla base c’è un meccanismo di malassorbimento causato dalla disbiosi. Anche nutrienti fondamentali, come le vitamine liposolubili, sarebbero assorbite in modo insufficiente dall’organismo in queste condizioni.
La bocca non è un compartimento isolato. Ciò che mettete in bocca finisce nel tratto digestivo. Il microbioma orale colonizza l’intestino. Distruggerlo a monte ha conseguenze a valle.
Gli Ingredienti: Cosa State Ingerendo?
Un’analisi di 241 collutori da supermercato ha rivelato cosa contengono realmente: miscele di acqua e glicerina con additivi — dolcificanti, tensioattivi, conservanti, coloranti, aromi.
Le proprietà terapeutiche dichiarate, nella maggior parte dei casi, sono assolutamente prive di prove scientifiche (Radzki et al., 2022).
L’alcol raggiunge concentrazioni assurde, anche del 26%. Secca le mucose, riduce la salivazione, irrita i tessuti molli, provoca desquamazione. Esistono formulazioni senza alcol con la stessa efficacia. L’alcol si usa ancora solo perché costa poco e dà la sensazione di “pulito”.
Il sodio lauril solfato fa schiuma. Provoca ulcere aftose ricorrenti in circa il 20% della popolazione suscettibile. La schiuma, però, non ha alcuna funzione terapeutica.
Il triclosan è stato eliminato dai saponi per rischio di resistenza batterica e interferenza endocrina. Si trova ancora in alcuni collutori. Perché?
La clorexidina (a lungo andare, perché per brevi periodi è utile) macchia i denti di marrone, accelera la formazione di tartaro sopragengivale e altera i gusti (Brookes et al., 2023).
Questi ingredienti vengono venduti come sicuri ed efficaci. Le meta-analisi sul rischio di cancro orale associato all’uso di collutori non mostrano associazioni statisticamente significative quando i collutori vengono usati come unico fattore (Gandini et al., 2012; Ustrell-Borràs et al., 2020). Tuttavia, l’uso frequente — tre o più volte al giorno — in combinazione con fumo e alcol porta gli odds ratio a 3,23 per il cancro delle vie aeree superiori e 3,53 per il cavo orale. È la somma dei fattori che aumenta il rischio. Se insistete ad avvelenarvi con fumo e alcol, anche il collutorio contribuisce al danno.
Raccomandazioni
Le raccomandazioni cliniche sono unanimi.
La clorexidina va usata come adiuvante allo scaling professionale. Per due-quattro settimane. Non di più. L’uso prolungato genera più danni che benefici (Brookes et al., 2023).
Il fluoruro funziona per la remineralizzazione dello smalto, ma solo nei soggetti ad alto rischio di carie e solo se usato correttamente — lontano dallo spazzolamento, per non diluire il fluoruro del dentifricio.
I collutori a base di oli essenziali riducono la placca sopragengivale.
I collutori naturali, biologici, ayurvedici: mancano trial clinici adeguati, dati di efficacia e profili di sicurezza a lungo termine.
La Realtà
La parodontite si previene con l’igiene meccanica e si cura con lo scaling, la levigatura radicolare e con la chirurgia parodontale. Nessun liquido colorato in una bottiglia di plastica cambia questa verità.
Il collutorio ha ruoli specifici: per esempio, durante una gengivite acuta che limita il controllo meccanico della placca. Come veicolo per il fluoruro in pazienti selezionati. È necessario seguire le indicazioni del vostro dentista o igienista dentale.
In ogni caso, non scegliete il prodotto per il prezzo basso. Probabilmente vi state avvelenando. Esistono collutori di fascia alta, che sicuramente sono più sicuri e talora sono utili anche come mantenimento, sempre secondo le indicazioni di un professionista.
La scelta è vostra. Ma almeno adesso è informata.
FAQ:
I collutori sono efficaci per curare la parodontite?
No, i collutori da soli non curano la parodontite. La malattia richiede trattamento meccanico professionale: scaling, levigatura radicolare, talvolta chirurgia parodontale.
Quando va usato il collutorio?
Come supporto temporaneo dopo interventi chirurgici, durante gengivite acuta, o come veicolo per fluoruro in pazienti selezionati. Sempre su indicazione del dentista o igienista.
Il collutorio può aumentare la pressione arteriosa?
Sì. L’uso prolungato di clorexidina riduce i batteri orali che producono ossido nitrico, un vasodilatatore naturale. Questo può aumentare la pressione, specialmente in soggetti ipertesi.
Quali sono gli effetti collaterali dell’uso prolungato?
Macchie marroni sui denti, aumento del tartaro, alterazione dei gusti, secchezza delle mucose, possibili ulcere aftose (con sodio lauril solfato), alterazione del microbioma orale e intestinale.
I collutori causano il cancro?
Le evidenze non mostrano associazione significativa tra collutori e cancro come fattore isolato. L’uso frequente combinato con fumo e alcol aumenta il rischio, ma è la somma dei fattori che conta.
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