Alendronato (Fosamax)
Classe: Bifosfonato aminico (seconda generazione)
Nomi commerciali: Fosamax, Adronat, Alendros
Meccanismo d’azione
L’alendronato è un aminobifosfonato che si lega alla superficie dell’idrossiapatite ossea. Durante il riassorbimento, viene internalizzato dagli osteoclasti dove inibisce la farnesil-pirofosfato sintasi (enzima della via del mevalonato), bloccando la prenilazione delle GTPasi e inducendo l’apoptosi osteoclastica. L’alendronato ha un’emivita ossea di oltre 10 anni: resta incorporato nella matrice minerale per decenni.
Indicazioni
- Osteoporosi post-menopausale: prevenzione e trattamento
- Osteoporosi maschile
- Osteoporosi da glucocorticoidi
- Malattia di Paget
Posologia
- Osteoporosi: 70 mg per os una volta alla settimana, oppure 10 mg/die
- Paget: 40 mg/die per 6 mesi
- Assumere a digiuno con un bicchiere d’acqua, almeno 30 minuti prima della colazione, rimanendo in posizione eretta per prevenire esofagite
Controindicazioni e precauzioni
Anomalie esofagee (stenosi, acalasia), incapacità di mantenere la posizione eretta per 30 minuti, ipocalcemia non corretta, insufficienza renale grave (GFR <35 ml/min). L’irritazione esofagea è la principale limitazione alla tollerabilità.
Effetti collaterali
Dispepsia, dolore addominale, esofagite (rischio ridotto con corretta assunzione), dolore muscoloscheletrico, cefalea. Rari: fratture atipiche del femore, osteonecrosi dei mascellari (MRONJ 0,01-0,03% per dosi da osteoporosi).
Interazioni di interesse odontoiatrico
Calcio, antiacidi e integratori minerali riducono l’assorbimento (già scarso: biodisponibilità orale <1%). Nessuna interazione farmacocinetica clinicamente significativa con i farmaci di uso odontoiatrico.
Considerazioni odontoiatriche
L’alendronato è il bifosfonato orale più prescritto al mondo. Il consensus 2025 della ONJ Taskforce stabilisce che la sospensione prima della chirurgia implantare non è raccomandata nei pazienti con osteoporosi. Il rischio di MRONJ è trascurabile (0,01-0,03%) e la sospensione non modifica la concentrazione ossea in modo clinicamente significativo, dato che il farmaco resta nell’osso per anni. I dati su 655 pazienti mostrano che gli impianti hanno tassi di successo comparabili ai pazienti non trattati. Mantenere un’igiene orale rigorosa e controlli regolari.
Nota: Le informazioni riportate hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista. Dosaggi e indicazioni devono essere sempre verificati sulle fonti ufficiali e adattati al singolo paziente.
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