Tacrina cloridrato (Cognex)
Classe: Inibitore della colinesterasi
Nomi commerciali: Cognex
Meccanismo d’azione
Un inibitore della colinesterasi che inibisce l’enzima acetilcolinesterasi, aumentando così la concentrazione di acetilcolina alle sinapsi colinergiche e migliorando la funzione colinergica nel SNC.
Effetto terapeutico: Rallenta la progressione della malattia di Alzheimer.
Indicazioni
Trattamento dei difetti cognitivi da lievi a moderati associati alla malattia di Alzheimer.
Posologia
Malattia di Alzheimer PO Adulti/Anziani: Inizialmente, 10 mg 4 volte al giorno per 6 settimane, seguito da 20 mg 4 volte al giorno per 6 settimane, 30 mg 4 volte al giorno per 12 settimane, quindi 40 mg 4 volte al giorno se necessario.
Dosaggio nell’insufficienza epatica Per i pazienti con ALT (SGPT) superiore a 3-5 volte il normale, ridurre la dose di 40 mg/giorno e riprendere la dose normale quando ALT (SGPT) ritorna alla norma. Per i pazienti con ALT (SGPT) superiore a 5 volte il normale, interrompere il trattamento e riprenderlo quando ALT (SGPT) ritorna alla norma.
Controindicazioni e precauzioni
Ipersensibilità nota a tacrine, pazienti precedentemente trattati con tacrine che hanno sviluppato ittero.
Cautela: Malattia cardiovascolare, ulcere GI, anestesia generale, fumatori, malattia epatica, convulsioni, asma, allattamento, bambini, diminuzione del numero di neutrofili assoluti; è richiesto il monitoraggio degli enzimi epatici.
Effetti collaterali
Frequenti: Cefalea, nausea, vomito, diarrea, vertigini.
Occasionali: Affaticamento, dolore toracico, dispepsia, anoressia, dolore addominale, flatulenza, stipsi, confusione, agitazione, rash, depressione, atassia, insonnia, rinite, mialgia.
Rari: Perdita di peso, ansia, tosse, arrossamento facciale, frequenza urinaria, mal di schiena, tremore.
Interazioni di interesse odontoiatrico
• Aumento potenziale dei reclami GI: FANS • Azione inibita dai farmaci anticolinergici • Effetti aumentati con succinilcolina e altri agonisti colinergici
Considerazioni odontoiatriche
Generale: • I pazienti in terapia farmacologica cronica possono raramente avere sintomi di discrasie ematiche, che possono includere infezione, sanguinamento e scarsa guarigione. • Monitorare i segni vitali ad ogni appuntamento a causa degli effetti cardiovascolari e respiratori. • Dopo il posizionamento supino, fare sedere il paziente in posizione verticale per almeno 2 minuti prima di stare in piedi per evitare l’ipotensione ortostatica. • Valutare il flusso salivare come fattore di rischio per carie, malattia parodontale e candidosi. • Prendere precauzioni se è previsto un intervento chirurgico odontoiatrico e è richiesta l’anestesia. • Considerare la posizione semisupina per il comfort del paziente a causa degli effetti GI del farmaco. • Collocare su richiami frequenti perché l’attenzione precoce alla salute dentale è importante per i pazienti con Alzheimer.
Consulenze: • La consulenza medica può essere necessaria per valutare il controllo della patologia. • In un paziente con sintomi di discrasie ematiche, richiedere una consulenza medica per esami ematici e posticipare il trattamento odontoiatrico fino al ripristino dei valori normali.
Istruzioni per il paziente: • Incoraggiare un’igiene orale efficace per prevenire l’infiammazione dei tessuti molli. • Prevenire lesioni quando si utilizzano ausili per l’igiene orale. • Utilizzare uno spazzolino da denti elettrico se il paziente ha difficoltà a tenere i dispositivi convenzionali.
Nota: Le informazioni riportate hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista. Dosaggi e indicazioni devono essere sempre verificati sulle fonti ufficiali e adattati al singolo paziente.
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