Venlafaxina (Efexor)
Classe: Antidepressivo
Nomi commerciali: Efexor, Zarelis, Effexor, Effexor XR
Meccanismo d’azione
Un derivato della feniletilamina che potenzia l’attività dei neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale inibendo il reuptake della serotonina, della norepinefrina e, in misura minore, della dopamina.
Effetto terapeutico: Allevia la depressione.
Indicazioni
Trattamento della depressione, prevenzione della ricaduta del disturbo depressivo maggiore; disturbo d’ansia generalizzato (solo prodotto XR)
Posologia
Depressione
PO Adulti/Anziani: Inizialmente, 75 mg/giorno in 2-3 dosi frazionate con cibo. Può essere aumentato di 75 mg/giorno a intervalli di 4 giorni o più. Dose massima: 375 mg/giorno in 3 dosi frazionate.
PO (Rilascio prolungato) Adulti/Anziani: 75 mg/giorno come dose singola con cibo. Può essere aumentato di 75 mg/giorno a intervalli di 4 giorni o più. Dose massima: 225 mg/giorno.
Disturbo d’ansia
PO (Rilascio prolungato) Adulti: 37,5-225 mg/giorno.
Posologia in caso di compromissione renale ed epatica: Aspettarsi di ridurre il dosaggio di venlafaxina del 50% nei pazienti con compromissione epatica moderata, del 25% nei pazienti con compromissione renale da lieve a moderata, e del 50% nei pazienti in dialisi (trattenere la dose fino al completamento della dialisi).
Effetti collaterali
Frequenti: Nausea, sonnolenza, mal di testa, bocca secca
Occasionali: Vertigini, insonnia, costipazione, diaforesi, nervosismo, astenia, disturbi dell’eiaculazione, anoressia
Rari: Ansia, visione offuscata, diarrea, vomito, tremore, sogni anormali, impotenza
Controindicazioni e precauzioni
Uso entro 14 giorni dagli MAOI
Cautela: Allattamento, bambini minori di 18 anni, ipertensione sostenuta con l’uso, compromissione renale o epatica, anziani, uso a lungo termine (più di 4-6 settimane), storia di convulsioni, pazienti suicidi, mania, ipertiroidismo, compromissione della guida, evitare l’uso di alcol
Interazioni di interesse odontoiatrico
• Nessuna segnalata. • Aumento della depressione del CNS: tutti i depressivi del CNS • Rischio di sindrome serotoninergica: erba di San Giovanni
Considerazioni odontoiatriche
Generale: • Monitorare i segni vitali ad ogni appuntamento a causa degli effetti collaterali cardiovascolari. • Dopo il posizionamento supino, far stare il paziente in posizione verticale per almeno 2 minuti prima di alzarsi per evitare l’ipotensione ortostatica. • Valutare il flusso salivare come fattore nella carie, nella malattia parodontale e nella candidosi. • Esaminare le manifestazioni orali delle discrasie ematiche (infezione, sanguinamento, scarsa guarigione). • Effettuare richiami frequenti per valutare la risposta di guarigione. • Considerare la posizione semi-supina della poltrona per il comfort del paziente a causa degli effetti GI della malattia.
Consultazioni: • Potrebbe essere necessaria una consultazione medica per valutare il controllo della patologia. • Il medico deve essere informato se si verificano significativi effetti collaterali xerostomici (ad es. aumento della carie, lingua dolente, problemi di deglutizione, difficoltà a indossare protesi) in modo che possa essere considerato un cambio di farmaco. • Ottenere una consultazione medica per studi del sangue (CBC) perché gli effetti collaterali leucopenici o trombocitopenici possono causare infezione, guarigione ritardata e sanguinamento eccessivo. Rinviare il trattamento dentistico elettivo fino al mantenimento dei valori normali.
Istruzioni per il paziente: • Incoraggiare un’igiene orale efficace per prevenire l’infiammazione dei tessuti molli. • Usare cautela per prevenire lesioni quando si utilizzano ausili per l’igiene orale. • In caso di xerostomia cronica, consigliare al paziente di: • Evitare collutori ad alto contenuto alcolico a causa degli effetti essiccanti. • Utilizzare prodotti al fluoro domiciliari quotidianamente per prevenire la carie. • Utilizzare gomma senza zucchero, frequenti sorsi di acqua o sostituti salivari.
Nota: Le informazioni riportate hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista. Dosaggi e indicazioni devono essere sempre verificati sulle fonti ufficiali e adattati al singolo paziente.
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