Bone Tenting
Definizione
Il bone tenting — letteralmente “tendaggio osseo” — è una tecnica di rigenerazione ossea verticale che sfrutta viti da osteosintesi come pali di una tenda. Le viti, avvitate parzialmente nell’osso basale, sporgono nell’area da rigenerare e sostengono i tessuti molli, creando lo spazio necessario perché l’osso nuovo possa formarsi senza collasso.
Il principio
Nella GBR verticale uno dei problemi maggiori è mantenere lo spazio. La membrana da sola, sotto la pressione dei tessuti molli e della lingua, tende ad afflosciarsi. Le viti da tenting risolvono il problema meccanicamente. Stanno lì, come picchetti. L’innesto particolato si dispone intorno a loro, la membrana li copre, i tessuti molli vengono richiusi in tensione zero.
Materiali
Le viti sono in titanio, di diametro ridotto (1-1,5 mm) e lunghezza variabile. L’innesto è tipicamente una miscela di osso autologo particolato e xenoinnesto, in proporzioni che variano da operatore a operatore. La copertura si completa con una membrana riassorbibile o non riassorbibile, a seconda dell’entità del difetto.
Quando scegliere il tenting
Difetti verticali da 3 a 6 mm, in zone posteriori, in pazienti senza fattori di rischio significativi per la guarigione. In difetti più ampi si preferiscono tecniche più complesse come la shell di Khoury o le mesh in titanio. Il bone tenting resta una delle soluzioni più semplici ed efficaci per il problema del mantenimento dello spazio.
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