Parodontologia EN: Gingivectomy

Gengivectomia

Definizione

La gengivectomia è la rimozione chirurgica del tessuto gengivale. Inventata come trattamento parodontale — per eliminare le tasche — oggi ha indicazioni più sfumate. Si distingue dalla gengivoplastica, che rimodella il contorno gengivale senza rimuovere tessuto in profondità.

Indicazioni classiche

Iperplasia gengivale da farmaci (fenitoina, ciclosporina, calcio-antagonisti), dove il tessuto gengivale prolifera e copre la corona dei denti. Tasche sovraosse (pseudotasche) dove la profondità di sondaggio è dovuta all’eccesso di tessuto molle, non alla perdita ossea. Eruzione passiva alterata, dove la gengiva non ha completato la migrazione apicale e copre parte della corona anatomica (il cosiddetto “sorriso gengivale”).

Tecnica

Segnatura dei punti sanguinanti sulla parete esterna della tasca con sonda parodontale. Incisione a bisello esterno con lama 15 o elettrobisturi, seguendo la linea dei punti. Rimozione del tessuto escisso, regolarizzazione dei margini (gengivoplastica). La guarigione avviene per seconda intenzione — il tessuto granulazione copre la ferita in 7–14 giorni.

Limiti

La gengivectomia richiede una banda adeguata di mucosa cheratinizzata — non si può asportare tessuto cheratinizzato che poi mancherà. Non è indicata nei difetti intraossei (dove serve un lembo chirurgico per accedere all’osso e rigenerare). L’estetica post-operatoria nel settore anteriore superiore va pianificata con precisione — mezzo millimetro di troppo e il risultato è un dente “lungo”.

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