Carico Immediato
Definizione
Il carico immediato consiste nell’applicazione di una protesi funzionale (fissa o rimovibile) sull’impianto entro 48–72 ore dalla chirurgia. Il paziente esce con i denti. Non è magia — è biomeccanica applicata alla biologia.
Prerequisiti
La stabilità primaria è condizione non negoziabile. Valori ISQ di almeno 65 o torque di inserimento di almeno 35 Ncm sono generalmente richiesti. Ma il numero da solo non basta: osso denso corticale con torque altissimo può significare compressione eccessiva e necrosi successiva. Conta la qualità del blocco meccanico, non solo la sua intensità.
Quando è indicato
Siti post-estrattivi con pareti ossee integre, creste edentule con volume osseo adeguato, riabilitazioni complete dell’arcata (dove la ferulizzazione degli impianti distribuisce i carichi). Il carico immediato nel singolo impianto in zona estetica è il protocollo più delicato — la stabilità del tessuto molle periimplantare dipende dalla stabilità della protesi provvisoria.
Quando non lo è
Osso spongioso con scarsa densità (tipo D4), stabilità primaria insufficiente, pazienti con parafunzioni non controllate (bruxismo severo), condizioni sistemiche che rallentano la guarigione ossea. In questi casi, il carico differito (3–6 mesi) resta il protocollo più sicuro.
Il ruolo del provvisorio
La protesi provvisoria nel carico immediato non è un’approssimazione estetica. È uno strumento biologico. Condiziona il profilo di emergenza dei tessuti molli, guida la maturazione della papilla, protegge il coagulo nel gap tra impianto e osso. Un provvisorio mal fatto su un impianto a carico immediato è peggio di nessun provvisorio.
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