Riassorbimento Osseo
Definizione
Il riassorbimento osseo è la demolizione del tessuto osseo mediata dagli osteoclasti — cellule multinucleate di origine emopoietica che dissolvono la matrice minerale e organica dell’osso. È un processo fisiologico quando bilanciato dalla neoformazione (rimodellamento). Diventa patologico quando prevale sulla deposizione.
Riassorbimento fisiologico
Ogni anno, circa il 10% dello scheletro adulto viene rimodellato. L’osso vecchio viene rimosso e sostituito da osso nuovo in un ciclo continuo governato dal sistema RANK/RANKL/OPG. È la risposta dell’osso ai carichi meccanici (legge di Wolff) e alle esigenze metaboliche (omeostasi del calcio).
Riassorbimento patologico
Nella parodontite, le citochine proinfiammatorie (IL-1β, TNF-α, RANKL) prodotte dalla risposta immunitaria attivano gli osteoclasti in modo eccessivo. L’osso alveolare viene riassorbito non dai batteri, ma dal sistema immunitario dell’ospite. Lo stesso meccanismo si verifica nella perimplantite.
Riassorbimento post-estrattivo
Dopo l’estrazione di un dente, la cresta alveolare perde volume in modo prevedibile: circa il 50% dello spessore nei primi 12 mesi. Il riassorbimento è più marcato vestibolarmente, soprattutto nel mascellare anteriore dove la corticale vestibolare è spesso sottilissima. La socket preservation mira a contenere questa perdita.
Fattori acceleranti
Fumo, diabete non compensato, farmaci antiriassorbitivi (bifosfonati, denosumab — che paradossalmente bloccano il riassorbimento ma possono creare osso necrotico), edentulia prolungata, assenza di stimolo meccanico (carico funzionale).
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