Osso Alveolare
Sinonimi: Processo alveolare, Osso alveolare proprio, Lamina dura, Bundle bone, Osso fascicolato, Lamina cribrosa, Ossa alveolari
Definizione
L’osso alveolare è la struttura ossea che circonda e sostiene le radici dei denti. Anatomicamente, è composto dalla lamina dura (osso alveolare proprio, la parete dell’alveolo), dall’osso spongioso intermedio e dalla corticale esterna (vestibolare e linguale/palatale).
Anatomia
La parete interna dell’alveolo — l’osso alveolare proprio — porta tre nomi, che descrivono la stessa struttura da tre punti di vista. In radiografia è la lamina dura, la linea radiopaca continua che segue il profilo della radice, e la sua interruzione è uno dei primi segni di patologia periapicale o parodontale. In istologia è l’osso fascicolato (bundle bone), perché vi si ancorano i fasci di fibre di Sharpey. In anatomia descrittiva è la lamina cribrosa, per le centinaia di forami che la attraversano portando vasi e nervi dallo spongioso al legamento parodontale.
Tra due denti contigui, il setto interdentale separa gli alveoli vicini; nei denti pluriradicolati, il setto interradicolare separa le radici dello stesso dente. L’altezza della cresta del setto interdentale, misurata rispetto alla giunzione amelocementizia, è il parametro radiografico su cui si legge la perdita ossea parodontale.
Caratteristiche biologiche
È l’unico osso dello scheletro la cui esistenza dipende interamente da un organo — il dente. Si forma con l’eruzione dentale. Si riassorbe dopo l’estrazione. Questa caratteristica lo rende unico e insieme vulnerabile.
L’osso alveolare è un tessuto in costante rimodellamento. Gli osteoclasti riassorbono, gli osteoblasti depongono, gli osteociti coordinano il processo attraverso una rete meccanosensoriale che risponde ai carichi funzionali. La legge di Wolff governa questa architettura: l’osso si orienta lungo le linee di forza.
Classificazione dei difetti
La classificazione di Seibert distingue i difetti della cresta in: Classe I (perdita orizzontale), Classe II (perdita verticale), Classe III (combinata). Wang e Al-Shammari hanno proposto una classificazione più dettagliata (A1–C3) che considera dimensione e morfologia del difetto per guidare la scelta terapeutica.
Riassorbimento post-estrattivo
Dopo l’estrazione, la cresta alveolare perde in media il 50% del suo spessore nei primi 12 mesi, con la maggior parte del riassorbimento nelle prime 8 settimane. La corticale vestibolare — più sottile, soprattutto nel mascellare anteriore — è la prima a riassorbirsi. La preservazione dell’alveolo (socket preservation) mira a limitare questa perdita colmando l’alveolo con biomateriale al momento dell’estrazione.
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