Fibre di Sharpey
Sinonimi: Fibre perforanti, Fibre di Sharpey del periostio, Sharpey
Definizione
Le fibre di Sharpey sono le porzioni terminali dei fasci di collagene del legamento parodontale, incluse e mineralizzate nel tessuto duro alle due estremità: nel cemento radicolare da un lato, nell’osso alveolare proprio dall’altro. Prendono il nome dall’anatomista scozzese William Sharpey. Sono l’ancoraggio fisico del dente allo scheletro.
Come sono fatte
Collagene di tipo I, disposto in fasci che attraversano perpendicolarmente l’interfaccia tra legamento e tessuto mineralizzato. Sul versante cementizio sono numerose, sottili e completamente mineralizzate; sul versante osseo sono più spesse, meno fitte e mineralizzate solo in periferia, con un nucleo centrale che resta non calcificato. Lo stesso termine indica anche le fibre che ancorano il periostio alla corticale, e i tendini e i legamenti alle loro inserzioni ossee.
Funzione
Sospendono il dente e ne trasmettono il carico. Durante la masticazione la forza che arriva sulla corona non comprime l’osso: le fibre si tendono, e la compressione viene convertita in trazione sulla parete alveolare. L’osso risponde alla trazione formando, non riassorbendo. È il meccanismo che mantiene l’osso fascicolato per tutta la vita funzionale del dente.
L’osso fascicolato e l’estrazione
L’osso in cui si inseriscono si chiama osso fascicolato, o bundle bone, proprio perché ospita i fasci di Sharpey. Dipende dal legamento parodontale per esistere. Quando il dente viene estratto, il legamento se ne va con lui, le fibre non trasmettono più alcun carico e l’osso fascicolato perde la funzione che lo giustificava: si riassorbe nell’arco di settimane. Nel settore anteriore superiore la parete vestibolare è spesso costituita quasi solo da osso fascicolato, e questo spiega perché lì la corticale non si assottigli soltanto, ma scompaia.
Attorno agli impianti non esistono
L’impianto si osteointegra per contatto diretto con l’osso: nessun legamento parodontale, nessuna fibra di Sharpey. Le fibre connettivali sopracrestali perimplantari corrono parallele alla superficie implantare o circolarmente attorno ad essa, senza inserirvisi. Il sigillo che ne risulta è di aderenza, non di ancoraggio, e oppone alla penetrazione batterica una resistenza inferiore a quella del parodonto naturale.
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