Titanio
Definizione
Il titanio (Ti) è un metallo di transizione con numero atomico 22, caratterizzato da elevata resistenza meccanica, bassa densità e biocompatibilità eccezionale. Nell’implantologia dentale si utilizza il titanio commercialmente puro di grado 4 (cpTi grado 4) o la lega Ti-6Al-4V (grado 5).
Perché il titanio funziona
La chiave è lo strato di ossido. A contatto con l’aria o con i fluidi biologici, il titanio forma spontaneamente un film di biossido di titanio (TiO₂) di 3–10 nm di spessore. Questo strato è chimicamente inerte, stabile, e si rigenera istantaneamente se danneggiato. È l’interfaccia che l’organismo “vede” — non il metallo sottostante.
Le proteine plasmatiche si adsorbono su questa superficie di ossido. L’acqua si struttura in modo ordinato. Le cellule osteoblastiche riconoscono questo ambiente come compatibile e iniziano a deporre matrice ossea direttamente sulla superficie. Non c’è reazione da corpo estraneo — o meglio, la reazione è talmente attenuata da permettere il contatto diretto osso-impianto.
Trattamenti di superficie
La superficie machined (tornita, liscia) dei primi impianti di Brånemark è stata progressivamente sostituita da superfici modificate: sabbiatura (Al₂O₃ o TiO₂), mordenzatura acida (HCl, H₂SO₄, HF), SLA (Sand-blasted, Large-grit, Acid-etched), anodizzazione (TiUnite). L’obiettivo è aumentare la rugosità nella scala del micron (1–10 μm) per ottimizzare l’adesione cellulare e la ritenzione del coagulo.
Zirconia come alternativa
L’ossido di zirconio (ZrO₂) è l’unica alternativa clinicamente validata al titanio. Materiale ceramico, bianco, privo di metallo — risponde alla crescente richiesta estetica. Ma i dati a lungo termine sono ancora limitati rispetto al titanio.
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