Fotobiomodulazione
Definizione
La fotobiomodulazione (PBM), precedentemente nota come LLLT (Low Level Laser Therapy), è l’uso di luce laser o LED a bassa intensità per stimolare processi biologici cellulari senza produrre calore clinicamente significativo. A differenza dei laser chirurgici (Er:YAG, CO₂, diodo ad alta potenza), la PBM non asporta né coagula tessuti: modula l’attività cellulare.
Meccanismo d’azione
I fotoni vengono assorbiti dal citocromo c ossidasi nei mitocondri, aumentando la produzione di ATP e modulando il potenziale di membrana mitocondriale. Il risultato è un’accelerazione del metabolismo cellulare: proliferazione dei fibroblasti, sintesi del collagene, angiogenesi, riduzione dei mediatori infiammatori. I parametri fisici rilevanti sono lunghezza d’onda (630–1100 nm, finestra ottica biologica), densità di potenza e dose energetica totale (J/cm²).
Applicazioni in odontoiatria
In implantologia: irradiazione post-chirurgica per accelerare la guarigione del sito e ridurre il dolore post-operatorio. In parodontologia: come adiuvante alla terapia causale, riduce il dolore del sondaggio e l’edema. Nell’alveolite post-estrattiva: la PBM riduce significativamente il dolore rispetto al trattamento convenzionale. Nel trattamento delle afte: 2–3 sedute abbreviano il tempo di guarigione.
Limiti
L’eterogeneità dei protocolli pubblicati — variazioni di lunghezza d’onda, potenza, dose, frequenza delle sedute — rende difficile standardizzare le linee guida. L’effetto è reale ma di entità modesta; la PBM è un adiuvante, non una terapia primaria.
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