Diodo Laser
Definizione
Il diodo laser è un laser a semiconduttore che emette luce nel vicino infrarosso, tipicamente a 810, 940, 970 o 980 nm. In odontoiatria, è il laser più diffuso per la chirurgia dei tessuti molli, grazie alla buona assorbibilità da parte dell’emoglobina e dell’acqua tissutale, alle dimensioni compatte e al costo contenuto rispetto ai laser a Nd:YAG o Er:YAG.
Meccanismo e caratteristiche fisiche
L’energia viene assorbita principalmente dall’emoglobina (a 810 nm) e dall’acqua tissutale (a 940–980 nm). L’effetto principale ad alta potenza è termico: il tessuto raggiunge temperature >60 °C con coagulazione delle proteine e vaporizzazione cellulare. A bassa potenza, il diodo opera in modalità fotobiomodulante. Non è indicato per il taglio osseo — per quello serve l’Er:YAG.
Applicazioni cliniche
Chirurgia dei tessuti molli: gengivectomia, gengivoplastica, frenulectomia, biopsia di piccole lesioni, esposizione di impianti sommersi, opercolectomia. La coagulazione simultanea riduce il sanguinamento e spesso permette di operare senza suture. Decontaminazione nella terapia della perimplantite: l’irradiazione (0,5–1 W, 10–20 secondi per sito) riduce la carica batterica sulla superficie implantare e nella tasca. Desensibilizzazione dentinale: a energia ridotta, fonde parzialmente gli strati superficiali della dentina obliterando i tubuli.
Vantaggi e limiti
Vantaggi: coagulazione eccellente, portabilità, fibra flessibile utilizzabile in zone difficili, buon controllo visivo del campo chirurgico. Limiti: non taglia osso; la carbonizzazione superficiale ritarda la guarigione se la tecnica non è corretta (la fibra deve essere mantenuta in moto, mai ferma); effetto termico laterale maggiore rispetto all’Er:YAG.
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