Punti di sutura in bocca: quando si tolgono e se fanno male
In breve — I punti tengono uniti i margini della ferita, proteggono il coagulo e guidano la guarigione. Quelli non riassorbibili si tolgono di solito tra il 7° e il 10° giorno; i riassorbibili si dissolvono da soli. Rimuoverli è rapido e quasi sempre indolore. Sentirli con la lingua è normale: non vanno toccati né tirati. Si chiama il dentista se un punto si stacca presto e la ferita si riapre.
“Dottore, ne ho sentito uno che si muove con la lingua — devo preoccuparmi?” È una delle domande più frequenti nei giorni dopo un intervento, e quasi sempre la risposta è no. Ma vale la pena capire cosa fanno davvero quei fili, e cosa aspettarsi.
A cosa servono i punti
Dopo un’estrazione complessa, un impianto o un intervento sulle gengive, riavvicino i margini del tessuto e li fermo con dei punti. Non è solo questione di “chiudere”: i punti stabilizzano la ferita, proteggono il coagulo sottostante e tengono i tessuti nella posizione giusta mentre la guarigione parte. Una ferita ben chiusa fa meno male e si infiamma meno — la qualità della chiusura incide sul decorso post-operatorio (sintesi delle revisioni sistematiche, 2025).
Il modo in cui si sutura, e con quale materiale, non è un dettaglio neutro. Lo approfondisco a proposito di come la sutura influenza lo spessore della gengiva cheratinizzata.
Riassorbibili o no?
Esistono due grandi famiglie di fili, e cambiano cosa succede dopo.
I punti non riassorbibili — seta, nylon, PTFE — restano finché non li tolgo io. È la situazione più comune dopo estrazioni e impianti. Si rimuovono di solito tra il 7° e il 10° giorno, quando i margini sono saldati. Negli interventi più estesi possono restare qualche giorno in più.
I punti riassorbibili si dissolvono da soli, nell’arco di una-due settimane (a volte di più). Spesso non richiedono una seduta di rimozione. Capita però che, esaurita la loro funzione, un filo resti allentato e fastidioso: in quel caso lo tolgo in un secondo.
Sul materiale, una nota che riguarda anche la pulizia. Una revisione su impianti e terzi molari ha confrontato i fili dal punto di vista microbiologico: la seta trattiene più batteri rispetto al PTFE, che ha una superficie meno colonizzabile (Scribante et al., 2023). È uno dei motivi per cui, in molti interventi, oggi si preferiscono materiali monofilamento. La scelta la faccio caso per caso.
Toglierli fa male?
Quasi mai. È la parte che spaventa di più e delude di meno.
La rimozione è rapida e di norma indolore: non serve anestesia. Per ciascun punto si avverte, al massimo, un piccolo tiramento di un paio di secondi. La gengiva attorno può essere un po’ sensibile nei giorni della guarigione, ma la manovra in sé non è dolorosa. La maggior parte dei pazienti, finita, dice: “tutto qui?”.
Convivere con i punti per una settimana
Sentirli con la lingua è normale, ed è anche il motivo per cui la lingua ci torna di continuo. Resisti. Non vanno toccati, tirati, né esplorati con stuzzicadenti o dita.
Per il resto valgono le regole generali del decorso. Igiene delicata nella zona, sciacqui blandi con acqua e sale dal secondo giorno, niente spazzolino aggressivo sui punti. Tutte le indicazioni pratiche sono nell’articolo su cosa fare nelle prime 48 ore dopo un’estrazione, e un filo di attenzione in più se sei fumatore: il fumo rallenta la guarigione anche dei tessuti molli.
Un piccolo sanguinamento quando i punti sono freschi rientra nella norma — è lo stesso oozing che descrivo per il decorso post-impianto.
E se un punto cade prima?
Capita, e nella maggior parte dei casi non è un dramma.
Se sono passati diversi giorni e la ferita è già in via di guarigione, il punto ha già fatto gran parte del suo lavoro: la sua perdita anticipata di solito non cambia l’esito. Si può continuare con le normali attenzioni e segnalarlo al controllo successivo.
Va invece chiamato il dentista se il punto si stacca molto presto — nelle prime 24-48 ore — e la ferita si riapre, ricomincia a sanguinare in modo non banale, o i margini si separano visibilmente. Lì può servire risuturare. Stesso discorso se compaiono segni di infezione: gonfiore che cresce dopo il terzo-quarto giorno, pus, dolore in aumento, febbre.
In sintesi
I punti sono la parte dell’intervento che genera più ansia e merita meno preoccupazione. Fanno un lavoro semplice e prezioso per una settimana, poi se ne vanno — da soli o in pochi secondi. La cosa più utile che puoi fare è la più difficile: lasciarli in pace.
Quello che spiego qui è ciò che dico ai miei pazienti nello Studio Denti Più a Frosinone quando fissiamo il controllo per la rimozione.
Dr. Ernesto Bruschi — parodontologo e implantologo, Centro Odontoiatrico Denti Più, Frosinone. ORCID: 0000-0002-4773-5384.
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Domande frequenti
Quando si tolgono i punti in bocca?
Fa male togliere i punti di sutura in bocca?
Cosa succede se un punto cade prima del tempo?
I punti riassorbibili si tolgono?
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