Anestesia Locale
Sinonimi: Anestesia dentale, Anestesia locoregionale
Definizione
L’anestesia locale è il blocco reversibile della trasmissione dell’impulso nervoso in un’area circoscritta, ottenuto mediante l’infiltrazione di una soluzione anestetica in prossimità delle terminazioni o dei tronchi nervosi. Il paziente è cosciente e collaborante, ma non percepisce dolore nell’area trattata.
Farmacologia
Gli anestetici locali di tipo amidico — articaina, lidocaina, mepivacaina — sono i più utilizzati in odontoiatria. Agiscono bloccando i canali del sodio voltaggio-dipendenti nella membrana delle fibre nervose, impedendo la depolarizzazione e la propagazione dell’impulso. La durata dell’effetto è modulata dal vasocostrittore associato (adrenalina 1:100.000 o 1:200.000), che rallenta l’assorbimento sistemico dell’anestetico e prolunga l’effetto locale.
Tecniche
Anestesia infiltrativa — iniezione nell’area periapicale del dente da trattare. Efficace nel mascellare superiore (osso poroso, buona diffusione) e nella mandibola anteriore. Blocco del nervo alveolare inferiore — iniezione in prossimità del forame mandibolare per anestetizzare l’intero lato della mandibola. Tecnica necessaria per i molari inferiori, dove l’osso corticale spesso non permette la diffusione dell’anestetico per infiltrazione.
L’articaina
L’articaina ha una capacità di diffusione attraverso l’osso superiore agli altri anestetici, grazie al gruppo tiofene nella sua struttura molecolare. L’anestesia infiltrativa vestibolare con articaina al 4% è spesso sufficiente anche per i molari inferiori, riducendo la necessità del blocco tronculare e i rischi associati (lesione del nervo linguale o del nervo alveolare inferiore).
Dosi massime
Il calcolo si fa sul peso corporeo, non sul numero di tubofiale. Nell’adulto sano, l’articaina al 4% con adrenalina ha un limite di 7 mg/kg e un tetto di circa 500 mg: una tubofiala da 1,8 ml ne contiene 72, quindi in un paziente di 70 kg il margine è di circa sette tubofiale. La lidocaina al 2% con adrenalina condivide il limite di 7 mg/kg, ma con 36 mg per tubofiala il margine sale a circa tredici. La mepivacaina al 3% senza vasocostrittore si ferma a 6,6 mg/kg e a un tetto di 400 mg, con 54 mg per tubofiala e un margine di circa sette. Nel bambino il calcolo è sempre e solo sul peso, senza tetti forfettari. I valori di riferimento sono quelli di Malamed.
Complicanze
Rare ma possibili. Tossicità sistemica (da iniezione intravascolare accidentale) — tachicardia, tremori, convulsioni nei casi gravi. Lesione del nervo alveolare inferiore o del nervo linguale durante il blocco tronculare — parestesia transitoria nella maggior parte dei casi, raramente permanente. Ematoma — per puntura di un vaso. L’aspirazione prima dell’iniezione e la tecnica corretta prevengono la maggior parte delle complicanze.
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