CAL — Livello di Attacco Clinico
Sinonimi: CAL, Perdita di attacco clinico, Livello di attacco, Attachment loss, CAL parodontologia
Definizione
Il livello di attacco clinico è la distanza, misurata con la sonda parodontale, fra la giunzione amelocementizia e il fondo del solco o della tasca. È la quantificazione di quanto attacco parodontale il dente ha perso, e resta il parametro di riferimento per valutare la gravità e l’evoluzione della malattia.
Perché non basta la profondità di sondaggio
La profondità di sondaggio si misura dal margine gengivale, che è un punto mobile: si sposta con l’infiammazione, con la recessione, con l’ipertrofia. Un dente con quattro millimetri di recessione e tre di profondità mostra una tasca dall’aria innocua mentre ha perso sette millimetri di attacco. Il contrario accade con un margine ipertrofico, dove una tasca profonda sovrastima la distruzione reale. La giunzione amelocementizia, invece, non si muove: per questo il calcolo parte da lì.
Come si calcola
Quando il margine gengivale è apicale alla giunzione amelocementizia, cioè in presenza di recessione, il livello di attacco è la somma della profondità di sondaggio e dell’entità della recessione. Quando il margine è coronale alla giunzione, il valore si ottiene sottraendo dalla profondità di sondaggio la distanza fra giunzione e margine. Se margine e giunzione coincidono, i due numeri coincidono.
Il ruolo nella classificazione 2018
La classificazione parodontale del 2018 fonda la stadiazione proprio su questo parametro, misurato nel sito interdentale con la perdita maggiore: fino a due millimetri corrisponde allo stadio I, tre o quattro allo stadio II, cinque o più allo stadio III o IV a seconda dell’estensione del danno e della complessità riabilitativa.
Limiti della misura
La riproducibilità si aggira sul millimetro, e dipende dalla forza applicata, dall’angolazione della sonda, dallo stato infiammatorio dei tessuti e dalla presenza di tartaro sottogengivale. Una variazione di un solo millimetro fra due rilevazioni rientra nell’errore di misura e non documenta progressione: serve una differenza maggiore, o una tendenza coerente su più sedute, prima di parlare di perdita attiva.
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