Osteoinduzione
Definizione
L’osteoinduzione è la capacità di un materiale o di una molecola di reclutare cellule mesenchimali indifferenziate dei tessuti circostanti e indurle a differenziarsi in osteoblasti. Il processo non richiede cellule ossee preesistenti nel sito: è la formazione di osso da cellule che originariamente non erano destinate a diventare osso.
Le Bone Morphogenetic Proteins
Le proteine morfogenetiche ossee (BMP) sono le molecole osteoinduttive più studiate. BMP-2 e BMP-7 sono state approvate per uso clinico in diverse indicazioni ortopediche. Nel rialzo del seno mascellare, alcuni studi hanno utilizzato rhBMP-2 per aumentare la formazione ossea. Il potenziale osteoinduttivo è notevole, ma i costi e i potenziali effetti avversi (edema, formazione ossea ectopica) ne limitano l’uso routinario.
Materiali osteoinduttivi in ambito dentale
Gli alloinnesti — osso umano da donatore, liofilizzato o deproteinizzato — mantengono un certo potenziale osteoinduttivo derivante dai fattori di crescita inglobati nella matrice ossea. Il PRF libera PDGF, TGF-β e IGF-1 che hanno effetti pro-osteogenici, ma il suo potere osteoinduttivo è modesto rispetto alle BMP. L’osso autologo, per via del contenuto cellulare e proteico, è il materiale con il più alto potenziale osteoinduttivo disponibile in clinica.
Rilevanza pratica
In implantologia avanzata, la strategia clinica razionale è combinare la matrice osteoconduttiva di uno xenoinnesto con l’osteoinduzione dell’osso autologo particolato (rapporti 50:50 o 70:30) per ottenere un innesto misto che sfrutti entrambe le proprietà.
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