PRF (Fibrina Ricca di Piastrine)
Sinonimi: L-PRF, A-PRF, Fibrina leucocitaria ricca di piastrine, PRP, CGF, Concentrati piastrinici autologhi
Definizione
La PRF (Platelet-Rich Fibrin) è un concentrato piastrinico di seconda generazione, ottenuto centrifugando il sangue venoso del paziente senza anticoagulanti. Il risultato è una matrice di fibrina che intrappola piastrine, leucociti e fattori di crescita — un concentrato biologico interamente autologo.
Preparazione
Prelievo venoso (tipicamente 10–40 ml), centrifugazione immediata a velocità controllata. Il sangue si separa in tre strati: plasma acellulare in superficie, coagulo di PRF al centro, eritrociti sul fondo. Il coagulo viene raccolto e utilizzato tal quale o compresso in membrane.
Meccanismo d’azione
La matrice di fibrina rilascia gradualmente fattori di crescita — PDGF, TGF-β, VEGF, EGF — nell’arco di 7–14 giorni. Questo rilascio lento e sostenuto mima il processo fisiologico di guarigione meglio di una singola somministrazione concentrata. I leucociti intrappolati nella matrice contribuiscono alla difesa immunitaria locale.
Applicazioni
Preservazione della cresta post-estrattiva (PRF nel sito estrattivo accelera l’angiogenesi e la formazione ossea). Combinazione con biomateriali particolati (lo xenoinnesto mescolato a PRF migliora la manipolazione chirurgica e la vascolarizzazione del graft). Copertura di membrane esposte. Accelerazione della guarigione dei tessuti molli dopo chirurgia mucogengivale.
Evidenze
La letteratura mostra benefici consistenti nella guarigione dei tessuti molli (riduzione del dolore, minor edema, epitelizzazione più rapida). L’effetto sulla rigenerazione ossea è più controverso — la PRF sembra migliorare la qualità dell’osso neoformato nelle fasi iniziali, ma l’outcome a lungo termine dipende prevalentemente dal tipo di difetto e dalla tecnica chirurgica.
PRF, PRP e CGF: non sono la stessa cosa
Sono tutti concentrati piastrinici autologhi, ma differiscono per protocollo e risultato. Il PRP (Platelet-Rich Plasma), di prima generazione, richiede anticoagulanti e un attivatore esterno (trombina o cloruro di calcio) per formare il coagulo: è liquido, si inietta, e rilascia i fattori di crescita in modo rapido e concentrato. La PRF non usa anticoagulanti né attivatori — coagula naturalmente durante la centrifugazione — ed è per questo che forma una matrice solida, manipolabile, a rilascio lento. Il CGF (Concentrated Growth Factor) è una variante della PRF ottenuta con un protocollo di centrifugazione a velocità alternate, che secondo alcuni studi produce una matrice più densa di fibrina e una concentrazione più alta di fattori di crescita, a fronte di un’attrezzatura dedicata più costosa.
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