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L’arcata che respira

Aggiungere, Integrare, Rigenerare. È il modo in cui i Bonebenders curano un’arcata con la parodontite prima di decidere se estrarla.

A cura di Ernesto Bruschi, DDS, MS

In breve: se ti hanno proposto di estrarre tutti i denti e rifare l’arcata su impianti, la prima domanda è quali denti si possono curare. AIR parte da lì. Ogni dente riceve la sua prognosi, la parodontite si tratta, osso e gengiva si rigenerano dove è possibile, e gli impianti vanno solo dove i denti mancano. Non vale per tutti: a volte l’arcata su impianti è la scelta giusta, e questa pagina dice anche quando.

Quando il preventivo dice «togliamo tutto»

La proposta arriva spesso dopo anni di parodontite, quando i denti hanno cominciato a muoversi e qualcuno è già stato perso. Il preventivo prevede di estrarre tutti i denti di un’arcata, a volte di entrambe, e di fissare una protesi su quattro o sei impianti. È l’arcata completa su impianti, che trovi scritta anche come all-on-4 o all-on-X.

In alcuni casi è la soluzione giusta. Secondo l’esperienza del Dr. Ernesto Bruschi, però, spesso non è davvero necessaria, e si estraggono denti che si potevano curare. Lo ha scritto a proposito di quando l’all-on-4 è la scelta giusta.

Un dente estratto non torna. Con lui se ne vanno l’osso che lo sosteneva e il legamento parodontale, che permette di sentire la pressione del morso. Un impianto restituisce una parte di quella sensibilità, non tutta. Per questo, prima di firmare, la domanda da fare è quali dei tuoi denti si possono tenere.

Che cos’è AIR

AIR è l’approccio dei Bonebenders alla parodontologia e all’implantologia. In inglese si chiama Breathing Arch Concept; in italiano, l’arcata che respira. Riunisce tre strade già descritte sul sito, il metodo Bonebenders con l’espansione della cresta, la chirurgia parodontale rigenerativa e la rigenerazione ossea su misura, e le usa insieme o una alla volta, secondo quello che il caso richiede. Le tre lettere dicono che cosa fa.

A, Aggiungere

Osso, gengiva e impianti si aggiungono solo dove mancano. Dove i denti mancano da tempo, l’osso spesso si è assottigliato. Se manca soprattutto larghezza, la cresta si può allargare con l’espansione crestale, che usa l’osso che c’è invece di innestarne altro. Quando il difetto è più complesso, la rigenerazione ossea su misura sceglie la tecnica sulla forma di quel difetto, e nel mascellare posteriore ci sono alternative al grande rialzo del seno. Per la gengiva vale la stessa regola: si ricostruisce dove serve a proteggere il dente o l’impianto.

I, Integrare

Quello che si aggiunge deve lavorare con i denti che restano. Un’arcata può avere denti naturali curati in un settore e impianti in un altro, con una protesi progettata per entrambi. Il carico immediato può far parte del piano, nei settori dove è indicato. Come si combinano denti conservati e impianti nella stessa bocca è spiegato nel confronto fra rigenerazione su misura e all-on-X.

R, Rigenerare

Prima di estrarre un dente con la parodontite si valuta se la chirurgia può recuperare l’osso e l’attacco che ha perso. La rigenerazione parodontale guidata lavora nei difetti ossei intorno al dente, con biomateriali e membrane, e dà risultati migliori in alcune forme di difetto che in altre. Si decide dopo la terapia non chirurgica, sui punti che non hanno risposto. Come entra nella cura della malattia è descritto in come si tratta la parodontite grave.

Come si procede, dente per dente

L’ordine delle fasi segue le linee guida della Federazione europea di parodontologia (Sanz et al., 2020). I tempi cambiano da paziente a paziente.

  1. Diagnosi. Visita, sondaggio parodontale di ogni dente in sei punti, radiografie. La CBCT, se serve, la prescriviamo e la esegue il radiologo. Per ogni dente si stabilisce se si può tenere, con quale terapia e quanto ci si può aspettare che duri.
  2. Terapia causale. La pulizia profonda sotto la gengiva, sito per sito, toglie il biofilm batterico dalle tasche. Le istruzioni di igiene sono costruite sulla tua bocca, perché da lì dipende molto di quello che viene dopo.
  3. Rivalutazione. Dopo qualche settimana il sondaggio si ripete e si confronta con il primo. I punti che hanno risposto passano al mantenimento; quelli che non hanno risposto si valutano per la chirurgia. Molte decisioni sui denti dubbi si prendono qui, non alla prima visita.
  4. Chirurgia rigenerativa nei difetti ossei che restano, quando la loro forma lo consente.
  5. Impianti dove i denti mancano, con l’espansione della cresta o la rigenerazione quando l’osso non basta. Si progettano insieme ai denti curati.
  6. Mantenimento. La parodontite si controlla, non si elimina. Sedute di igiene professionale e controlli continuano per tutta la vita, a intervalli stabiliti sulla tua diagnosi, per i denti e per gli impianti.

Questa strada chiede più tempo e più appuntamenti di un’estrazione totale con carico immediato. Chiede anche la tua parte. Senza l’igiene a casa e senza il mantenimento, i risultati della terapia si perdono con gli anni.

Quando l’arcata su impianti è la scelta giusta

Succede, ed è giusto farla. Le condizioni sono due, e devono esserci insieme: i denti residui non si possono recuperare, e l’osso non permette impianti nei settori posteriori senza un innesto esteso. Un caso così, con i controlli radiografici nel tempo, è descritto in quando l’all-on-4 è la scelta giusta; un altro è nei casi clinici, con il carico immediato full-arch su due arcate.

Anche allora il piano si costruisce su quella bocca. Il numero degli impianti e la loro inclinazione si scelgono sull’anatomia, non su uno schema fisso. Il confronto fra le due strade, con i casi in cui l’all-on-X resta la soluzione migliore, è in rigenerazione su misura o all-on-X.

Ci sono poi situazioni in cui né la conservazione né gli impianti sono indicati subito: malattie generali non controllate, alcune terapie farmacologiche che sconsigliano la chirurgia ossea o la rendono da pianificare con chi le prescrive. Gli impianti, come i denti curati, hanno bisogno di controlli. Chi salta il mantenimento rischia di più anche con un’arcata su impianti, come spiega l’articolo su quando conviene togliere i denti per gli impianti.

Cosa chiedere prima di firmare un preventivo per estrarre tutto

L’estrazione di tutti i denti non si può annullare. Queste domande servono a capire se la proposta è stata costruita sul tuo caso.

  1. Quale prognosi ha ciascun dente, e perché proprio questi vanno estratti? Chiedi di vedere la cartella parodontale, con il sondaggio dente per dente.
  2. La parodontite è stata trattata e rivalutata prima di decidere? Una prognosi data prima della terapia causale può cambiare dopo.
  3. Dove manca davvero l’osso? La CBCT lo mostra settore per settore. Dove i denti sono ancora al loro posto, di solito l’osso c’è; la vera carenza è nei settori dove mancano da tempo. Se ti hanno detto che non c’è osso, leggi quando ti dicono che hai poco osso.
  4. Quali alternative avete considerato? Per esempio conservare un settore, mettere impianti solo dove mancano i denti, rigenerare l’osso intorno ai denti dubbi. E perché sono state scartate?
  5. Che mantenimento serve dopo, per i denti che restano e per gli impianti?

Se le risposte non ci sono, prima di estrarre conviene una seconda valutazione.

La valutazione del caso

Un preventivo per estrarre tutto si può portare a una valutazione del caso. È una visita con il Dr. Ernesto Bruschi, parodontologo, implantologo e chirurgo orale, nello studio del Centro Odontoiatrico Denti Più, Corso Lazio 17, Frosinone. Comprende l’esame clinico, la lettura delle radiografie e della CBCT che hai già, il confronto con il piano che ti hanno proposto.

Alla fine ricevi una relazione scritta con le alternative, compresa quella che avevi già. Può anche confermare l’arcata su impianti. La relazione resta a te, e puoi portarla al tuo medico odontoiatra.

Per fissare la visita: +39 0775 889009.

Per il paziente

Hai bisogno di una seconda opinione su un caso complesso?

Poco osso, impianto mal posizionato, fallimento o terapia farmacologica critica: si valuta su radiografia e clinica, non su slogan.

Per il collega

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Domande frequenti sull’arcata che respira

Mi hanno detto di togliere tutti i denti: posso tenerne qualcuno?
Dipende dai singoli denti, e lo si capisce solo con una diagnosi dente per dente: sondaggio parodontale, radiografie e, se serve, CBCT. Spesso alcuni denti si possono curare e tenere, anche quando altri vanno estratti. In quei casi si mettono impianti solo dove i denti mancano. Se nessun dente è recuperabile, l'arcata completa su impianti può essere la scelta giusta.
AIR è contro l'all-on-4?
No. L'arcata completa su impianti è la scelta giusta quando i denti residui non si possono recuperare e l'osso non permette impianti nei settori posteriori senza un innesto esteso. AIR si oppone all'estrazione di denti che si potevano curare, non all'all-on-4.
Con la parodontite grave i denti si possono salvare?
In molti casi la parodontite grave si stabilizza con la terapia causale, e nei difetti ossei adatti la chirurgia rigenerativa può recuperare parte dell'osso perso. Non vale per ogni dente: la prognosi si chiarisce dopo la rivalutazione. I risultati restano nel tempo solo con l'igiene a casa e il mantenimento professionale.
Durante la cura resto senza denti?
Di solito no. Quando si estraggono alcuni denti e si mettono impianti in più fasi, i denti che restano possono reggere un ponte provvisorio fisso. Nei settori dove è indicato si può usare anche il carico immediato. La soluzione si decide sul tuo caso.
Quanto tempo richiede?
Di solito più tempo e più appuntamenti di un'estrazione totale con carico immediato, perché si procede per fasi: terapia causale, rivalutazione, eventuale chirurgia, impianti dove mancano i denti. Poi il mantenimento continua per tutta la vita, come per gli impianti.
Cosa devo portare alla valutazione del caso?
Il preventivo o il piano di cura che ti hanno proposto, la CBCT in formato DICOM se l'hai già, la panoramica e le altre radiografie, e l'elenco dei farmaci che prendi. Se la CBCT manca e serve, te la prescriviamo e la esegue il radiologo.

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