Dente del giudizio: quando toglierlo e quando no

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Dr. Ernesto Bruschi · · 8 min di lettura
Dente del giudizio incluso in mandibola: ortopantomografia e indicazioni chirurgiche

Uno dei pochi interventi in cui la domanda giusta non è “come si fa” ma “se si fa”.


Il dente del giudizio è probabilmente l’argomento su cui il paziente arriva in studio con più opinioni preconfezionate. L’amico che “è stato malissimo per una settimana”. Il video su TikTok dove li tolgono tutti e quattro in sedazione. Il dentista precedente che diceva “teniamoli d’occhio” da quindici anni senza mai guardare.

La realtà è più semplice e più complicata. Più semplice, perché le indicazioni all’estrazione sono poche e chiare. Più complicata, perché la decisione di non estrarre è altrettanto clinica — e spesso più difficile da spiegare.

Di cosa stiamo parlando

I terzi molari — gli “ottavi” — sono gli ultimi denti a erompere, di solito tra i 17 e i 25 anni. In una mandibola moderna, spesso non c’è spazio sufficiente per accoglierli. Il risultato è un dente che resta parzialmente o totalmente intrappolato nell’osso: incluso. Capita fino al 73% dei giovani adulti europei. Non tutti danno problemi. Ma quando li danno, li danno bene.

Le posizioni possibili sono tante — mesioangolare, distoangolare, orizzontale, verticale — e la classificazione di Winter, assieme a quella di Pell-Gregory, ci dice molto sulla difficoltà chirurgica e sul rischio di complicanze. Non è un dettaglio accademico: la posizione del dente è il primo fattore prognostico dell’intervento.

Quando toglierlo: le indicazioni certe

Le indicazioni all’estrazione sono codificate. Non sono opinioni.

Pericoronarite ricorrente — l’infiammazione del tessuto molle che copre parzialmente il dente. Carie non restaurabile, sia del giudizio sia del secondo molare adiacente. Riassorbimento radicolare del settimo. Cisti follicolari o altre patologie associate. Motivi ortodontici documentati. Ascessi non risolvibili con terapia conservativa.

Quando una di queste condizioni è presente, l’estrazione non è una scelta: è la terapia. Ritardarla non migliora la prognosi — la peggiora, perché le complicanze chirurgiche aumentano con l’età e con la progressione della patologia.

Quando lasciarlo stare: il problema del profilattico

E qui si apre il capitolo più controverso. Il dente del giudizio asintomatico, completamente incluso, senza patologia radiografica: va tolto o va lasciato?

Le linee guida NICE (2000, confermate nel 2020) sono esplicite: l’estrazione profilattica di terzi molari asintomatici e privi di patologia non è raccomandata. Il razionale è che l’intervento espone a rischi chirurgici un paziente che non ha — al momento — alcun problema.

La letteratura recente, però, aggiunge sfumature. Hounsome et al. (2020), in una revisione sistematica commissionata dal NIHR britannico, hanno costruito un modello economico a lungo termine e trovato che il tasso di estrazione per i denti inizialmente lasciati in sede varia dal 5,5% al 31,4% a cinque anni. Il loro modello suggerisce che l’estrazione profilattica nei ventenni potrebbe essere la strategia più costo-efficace — con un costo incrementale di sole £55,71 e un guadagno in qualità di vita, seppur piccolo.

Non è un invito a togliere tutto a tutti. È un invito a non liquidare la questione con un dogma in nessuna delle due direzioni. Il clinico serio valuta il caso singolo: posizione, angolazione, rapporto con il nervo alveolare inferiore, età, stato di salute generale, storia di infiammazioni pregresse.

I rischi reali — e come ridurli

Ogni intervento chirurgico comporta rischi. L’onestà sta nel quantificarli, non nel nasconderli e nemmeno nell’esagerarli.

La complicanza che preoccupa di più è la lesione del nervo alveolare inferiore — il nervo che dà sensibilità al labbro inferiore e al mento. L’incidenza riportata in letteratura è dello 0,5–5%, con la maggior parte dei casi che si risolvono spontaneamente entro 6 mesi. La lesione del nervo linguale è più rara (0,1–2%) ma potenzialmente più fastidiosa per il paziente. L’alveolite secca — la perdita precoce del coagulo — colpisce l’1–4% dei casi e si gestisce con medicazioni locali.

Bailey et al. (2020), nella revisione Cochrane sulle tecniche chirurgiche per i terzi molari mandibolari — 62 trial, 4.643 pazienti — trovano che le evidenze su quale tecnica sia superiore restano di bassa qualità. L’unica indicazione con un minimo di supporto è l’uso di PRF/PRP nella cavità post-estrattiva per ridurre l’incidenza di alveolite. Per il resto: la mano del chirurgo conta più della tecnica scelta.

La CBCT: serve o no?

L’ortopantomografia resta l’esame di primo livello. Ma quando mostra segni di contiguità tra le radici del giudizio e il canale mandibolare — interruzione della linea bianca, deviazione del canale, oscuramento della radice — si pone la questione della CBCT.

La risposta è controintuitiva. Clé-Ovejero et al. (2017), in una meta-analisi su JADA, hanno confrontato l’incidenza di lesione nervosa in pazienti studiati con TC tridimensionale versus sola panoramica: nessuna differenza statisticamente significativa (RR 0,96; IC 95%: 0,50–1,85; p = 0,91). La CBCT non riduce il rischio di lesione. Ma serve eccome — perché cambia la pianificazione. Sapere che la radice è vestibolare o linguale rispetto al canale nervoso, che c’è una corticale intatta o che il nervo attraversa le radici, modifica la strategia chirurgica. E in certi casi, indica la coronectomia.

La coronectomia: l’alternativa che funziona

La coronectomia è forse la procedura più sottovalutata in chirurgia orale. Consiste nel rimuovere solo la corona del dente incluso, lasciando le radici in situ. Sembra controintuitivo — lasciare radici dentro l’osso — ma i numeri parlano chiaro.

Due meta-analisi recenti (Peixoto et al., 2023: 42 studi, 3.095 pazienti; Kang et al., 2025: 34 studi, 7.115 denti) convergono sullo stesso risultato: la coronectomia riduce il rischio di lesione del nervo alveolare inferiore dell’86–90% rispetto all’estrazione completa (OR 0,14 e RR 0,1, entrambi con p < 0,001). Riduce anche l’alveolite. Il prezzo è un tasso di fallimento del 2,79% e una probabilità di reintervento del 3,63% (Kang et al.).

In pratica: su 100 pazienti ad alto rischio, la coronectomia evita la lesione nervosa in circa 4–5 di loro che l’avrebbero avuta con l’estrazione completa, al costo di 3 reinterventi. Il bilancio è favorevole, e le linee guida AAOMS la raccomandano quando la CBCT documenta un rapporto intimo tra radici e nervo.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento

Il gonfiore è la norma, non l’eccezione. Raggiunge il picco a 48–72 ore e si risolve in 5–7 giorni. Il dolore segue un andamento prevedibile: il picco arriva 5–6 ore dopo l’intervento, quando l’anestesia svanisce. La combinazione ibuprofene 400 mg + paracetamolo 500–1000 mg è la terapia più efficace (NNT 2,3) — meglio degli oppioidi, con meno effetti collaterali. Il ghiaccio nelle prime 24 ore aiuta.

Alimentazione morbida per 3–5 giorni. Niente aspirina. Niente sciacqui violenti nelle prime 24 ore — il coagulo va protetto, non rimosso. I punti si riassorbono o si tolgono dopo 7–10 giorni. La guarigione completa dei tessuti molli richiede 2–3 settimane.

Hai paura? È normale — e gestibile.

La differenza tra il chirurgo e Google

Molti siti vendono rassicurazione generica: “È un intervento di routine”. Ma ogni dente del giudizio è diverso. Un ottavo mesioangolare in classe I-A è un intervento da 10 minuti. Un orizzontale in classe III-C con radici che abbracciano il nervo è una procedura che richiede pianificazione, imaging avanzato, e la capacità di decidere — in sala — se completare l’estrazione o convertire in coronectomia.

A Frosinone, nel nostro studio, ogni estrazione di terzo molare incluso parte da un’ortopantomografia recente. Se i segni radiografici lo richiedono, si procede con CBCT. La decisione clinica — estrarre, coronectomizzare, o monitorare — si prende su dati, non su protocolli a taglia unica.

Perché la domanda giusta non è “mi toglie il dente del giudizio?”. La domanda giusta è “nel mio caso specifico, conviene?”. E la risposta onesta, a volte, è no.


Riferimenti

  1. Bailey E, Kashbour W, Shah N, Worthington HV, Renton TF, Coulthard P. Surgical techniques for the removal of mandibular wisdom teeth. Cochrane Database Syst Rev. 2020;7(7):CD004345.
  2. Kang FW, Yuan XR, Li GC, Yang YFZ, Zhang XM, Hou GY. Coronectomy in Lower Third Molar Surgery: A Systematic Review and Meta-Analysis. J Oral Maxillofac Surg. 2025;83(5):601-615.
  3. Peixoto AO, Bachesk AB, Leal MOCD, Jodas CRP, Machado RA, Teixeira RG. Benefits of Coronectomy in Lower Third Molar Surgery: A Systematic Review and Meta-analysis. J Oral Maxillofac Surg. 2023;82(1):73-92.
  4. Hounsome J, Pilkington G, Mahon J, Boland A, Beale S, Kotas E, et al. Prophylactic removal of impacted mandibular third molars: a systematic review and economic evaluation. Health Technol Assess. 2020;24(30):1-116.
  5. Clé-Ovejero A, Sánchez-Torres A, Camps-Font O, Gay-Escoda C, Figueiredo R, Valmaseda-Castellón E. Does 3-dimensional imaging of the third molar reduce the risk of experiencing inferior alveolar nerve injury owing to extraction? A meta-analysis. J Am Dent Assoc. 2017;148(8):575-583.

Domande frequenti

Quando bisogna togliere il dente del giudizio?
Le indicazioni certe all'estrazione sono: pericoronarite ricorrente, carie non restaurabile (del giudizio o del molare adiacente), riassorbimento radicolare del secondo molare, cisti o tumori associati e motivi ortodontici documentati. L'estrazione profilattica di un dente asintomatico resta controversa: le linee guida NICE la sconsigliano, la letteratura recente suggerisce un possibile vantaggio in termini di costo-efficacia nei ventenni.
Quali sono i rischi dell'estrazione del dente del giudizio?
I rischi principali sono: lesione del nervo alveolare inferiore (0,5–5%), lesione del nervo linguale (0,1–2%), alveolite secca (1–4% dei casi), infezione post-operatoria, emorragia prolungata. Nei denti superiori, comunicazione oroantrale. La maggior parte delle complicanze è transitoria e si risolve spontaneamente.
Cos'è la coronectomia e quando si usa?
La coronectomia consiste nel rimuovere solo la corona del dente lasciando le radici in sede. Si usa quando le radici sono in stretto rapporto con il nervo alveolare inferiore. Due meta-analisi (2023 e 2025) dimostrano che riduce il rischio di lesione nervosa dell'86–90%, con un tasso di fallimento del 2,79% e di reintervento del 3,63%.
Serve la TAC (CBCT) prima di estrarre un dente del giudizio?
La CBCT è raccomandata quando l'ortopantomografia mostra segni di contiguità tra le radici del giudizio e il canale del nervo alveolare inferiore (interruzione della linea bianca, deviazione del canale, oscuramento radicolare). Una meta-analisi su JADA (2017) ha però dimostrato che la CBCT non riduce statisticamente il rischio di lesione nervosa — serve per pianificare, non per prevenire.
Quanto dura il recupero dopo l'estrazione di un dente del giudizio?
Il gonfiore raggiunge il picco a 48–72 ore e si risolve in 5–7 giorni. Il dolore è massimo nelle prime 5–6 ore dopo lo svanire dell'anestesia e si controlla efficacemente con ibuprofene 400 mg + paracetamolo 500–1000 mg (NNT 2,3). La guarigione completa dei tessuti molli richiede 2–3 settimane.

Referenze

  1. https://doi.org/10.1002/14651858.CD004345.pub3
  2. https://doi.org/10.1016/j.joms.2025.01.014
  3. https://doi.org/10.1016/j.joms.2023.09.024
  4. https://doi.org/10.3310/hta24300
  5. https://doi.org/10.1016/j.adaj.2017.04.001

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