Fumo e Osteointegrazione
Sinonimi: Tabagismo e impianti dentali, Fumo e fallimento implantare, Sigaretta e guarigione ossea, Fumo e alveolite
Definizione
Il fumo di tabacco è uno dei fattori di rischio modificabili più forti in implantologia e chirurgia orale, con un effetto misurabile sia sulla guarigione dei tessuti molli che su quella dell’osso.
L’entità del rischio
Le meta-analisi mostrano che gli impianti nei fumatori hanno circa il 140% in più di rischio di fallimento rispetto ai non fumatori, con una perdita di osso marginale maggiore nel tempo. Dopo un’estrazione, il rischio di alveolite secca è più che triplo — circa il 13% contro il 4% dei non fumatori. In entrambi i casi il rischio è dose-dipendente: oltre le venti sigarette al giorno la probabilità di complicanze si moltiplica.
Il meccanismo
La nicotina è un potente vasocostrittore e riduce l’afflusso di sangue proprio nel sito che deve guarire. Il monossido di carbonio abbassa la capacità di trasporto dell’ossigeno del sangue. A questo si somma un effetto meccanico: la suzione del fumo mobilizza il coagulo appena formato, ed è per questo che l’alveolite compare tipicamente tra il primo e il quinto giorno dall’estrazione — la finestra in cui il coagulo dovrebbe stabilizzarsi.
Gestione clinica
L’astensione conta più nella finestra immediatamente successiva all’intervento: come minimo le prime 48-72 ore per un’estrazione, il più a lungo possibile per un impianto, perché l’osteointegrazione procede nelle settimane successive alla chirurgia. Sigaretta elettronica e tabacco riscaldato non sono un’alternativa sicura in questa fase: la nicotina resta vasocostrittrice e la suzione mobilizza comunque il coagulo.
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