Mascella atrofica
Definizione
La mascella atrofica è la conseguenza inevitabile dell’edentulia prolungata: senza la stimolazione meccanica dei denti, l’osso alveolare si riassorbe progressivamente in senso verticale, orizzontale e centripeto. Nei casi severi, il volume osseo residuo è insufficiente per il posizionamento di impianti convenzionali sia per quantità che per qualità: spesso osso D3-D4 con corticale sottile e spongiosa rarefatta.
Classificazione di Cawood e Howell
La classificazione descrive sei stadi di riassorbimento post-estrattivo progressivo: dalla classe I (sito estrattivo fresco) alla classe V (cresta acuminata senza osso spongioso) e classe VI (cresta depressa con osso basale residuo). Le classi IV-VI richiedono strategie chirurgiche complesse prima o contestualmente al posizionamento implantare.
Strategie riabilitative
Il trattamento dipende dall’entità del difetto. Rialzo del seno mascellare (laterale o minirialzo): per il settore posteriore con pneumatizzazione sinusale. Innesto osseo con blocchi: per deficit moderati con adeguato osso basale. Rigenerazione ossea guidata (GBR): per difetti contenuti orizzontali o verticali. Impianti zigomatici: per atrofie severe in cui le opzioni precedenti non sono praticabili. All-on-Four con impianti inclinati: per riabilitazioni complete sfruttando l’osso anteriore residuo.
Sfida biologica
L’osso mascellare atrofico ha vascolarizzazione ridotta e corticale spesso sottile, con scarsa capacità di stabilizzare gli innesti. La pianificazione richiede CBCT, analisi biomeccanica della distribuzione dei carichi e, nella maggior parte dei casi, un approccio chirurgico a più fasi con tempi di guarigione adeguati.
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