Osteone (Sistema di Havers)
Sinonimi: Sistema di Havers, Sistema haversiano, Canale di Havers, Canali di Volkmann, Osteoni
Definizione
L’osteone è l’unità strutturale e funzionale dell’osso corticale: un cilindro di 200–300 micron di diametro, formato da quattro a venti lamelle concentriche disposte attorno a un canale centrale che contiene i vasi. L’osso compatto è un fascio di questi cilindri, orientati prevalentemente lungo l’asse maggiore dell’osso.
Struttura
Tra una lamella e l’altra, negli spazi chiamati lacune, risiedono gli osteociti. Ogni osteocita comunica con i vicini e con il canale centrale attraverso i canalicoli, prolungamenti citoplasmatici che attraversano la matrice mineralizzata: è la rete che rende l’osso un tessuto capace di percepire il carico. Il confine esterno dell’osteone è segnato dalla linea cementante, un’interfaccia povera di collagene e ricca di minerale che devia la propagazione delle microfratture. Negli spazi tra osteoni adiacenti restano le lamelle interstiziali, resti di osteoni più vecchi demoliti dal rimodellamento.
Canali di Havers e canali di Volkmann
Il canale di Havers è il condotto centrale dell’osteone, di circa 50 micron, rivestito di endostio e occupato da uno o due capillari, da fibre nervose amieliniche e da tessuto connettivo lasso. Decorre parallelo all’asse dell’osso. I canali di Volkmann sono trasversali o obliqui, privi di lamelle concentriche proprie, e collegano i canali di Havers tra loro, con il periostio e con la cavità midollare. La vascolarizzazione dell’osso compatto è tutta qui: un sistema chiuso, a bassa portata, senza circoli collaterali di riserva.
Come si forma
L’osteone secondario nasce dal rimodellamento. Un’unità multicellulare di base avanza scavando un tunnel: in testa il cono di taglio degli osteoclasti demolisce l’osso preesistente, dietro segue il cono di chiusura degli osteoblasti che depone lamelle concentriche dall’esterno verso l’interno, fino a lasciare aperto solo il canale centrale. Il processo procede a circa 20–40 micron al giorno.
Rilevanza clinica
La corticale mandibolare posteriore, densamente haversiana, è l’osso di tipo D1: duro, poco vascolarizzato, con capacità rigenerativa inferiore a quella dello spongioso. Da qui due conseguenze operative. La fresatura genera calore che il sangue smaltisce male, e il superamento della soglia dei 47 °C per un minuto provoca necrosi: irrigazione abbondante, frese affilate, pressione contenuta. E l’osteointegrazione in osso corticale denso procede più lentamente, perché il rimodellamento che porta l’osso nuovo a contatto con l’impianto dipende dall’apporto vascolare che questa architettura limita.
Termini correlati
Approfondimenti sul blog
Hai bisogno di un parere?
Prenota una visita nello studio del Dr. Bruschi a Frosinone. Prima visita con diagnosi completa e piano di trattamento personalizzato.
Resta aggiornato
Nuovi articoli su parodontologia, implantologia e chirurgia orale — nella tua casella email.