Osteociti
Sinonimi: Osteocita, Rete lacuno-canalicolare, Cellule ossee mature, Osteocyte network
Definizione
Gli osteociti sono osteoblasti che sono rimasti intrappolati nella matrice ossea che stavano depositando. Costituiscono il 90–95% delle cellule dell’osso maturo e ne rappresentano la popolazione stabile: mentre osteoblasti e osteoclasti compaiono e scompaiono a ogni ciclo di rimodellamento, l’osteocita resta nella sua lacuna per anni, in certi distretti per decenni.
La rete
Ogni cellula occupa una lacuna e proietta dai quaranta ai sessanta prolungamenti citoplasmatici dentro i canalicoli che attraversano la matrice mineralizzata. I prolungamenti di lacune vicine si incontrano e comunicano attraverso giunzioni comunicanti, formando un sincizio funzionale che collega ogni osteocita ai vicini, alla superficie ossea e ai vasi del canale di Havers. È la rete più estesa e meno visibile dello scheletro.
Come percepiscono il carico
Il carico masticatorio deforma l’osso di pochi microstrain e spinge il fluido interstiziale a scorrere nei canalicoli. È questo flusso, non la deformazione in sé, che l’osteocita percepisce come sforzo di taglio sulla propria membrana. La legge di Wolff — l’osso si costruisce lungo le linee di forza — trova qui la sua cellula esecutrice.
Il segnale
L’osteocita traduce il carico in due molecole. La sclerostina, prodotta dal gene SOST, inibisce la via Wnt e frena la formazione ossea: il carico meccanico ne abbassa la produzione, e l’osso si costruisce. Il RANKL di origine osteocitaria recluta invece gli osteoclasti dove serve riassorbimento. Il disuso rovescia entrambi i segnali, ed è la ragione biologica per cui una cresta edentula si assottiglia anche in assenza di infiammazione.
Rilevanza clinica
L’apoptosi osteocitaria è il segnale che innesca il rimodellamento mirato: dove le cellule muoiono, gli osteoclasti arrivano a rimuovere l’osso. Questo spiega il destino dell’osso surriscaldato durante la fresatura — oltre i 47 °C per un minuto gli osteociti muoiono, e l’osso attorno all’impianto diventa tessuto da demolire prima di poter essere sostituito. La flessione della stabilità implantare intorno alla terza-quarta settimana nasce da qui: l’osso necrotico peri-implantare viene riassorbito prima che quello nuovo lo rimpiazzi.
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