Rimodellamento osseo
Definizione
Il rimodellamento osseo è il processo biologico continuo mediante il quale il tessuto osseo viene costantemente demolito dagli osteoclasti (riassorbimento) e ricostruito dagli osteoblasti (apposizione) in un ciclo coordinato. Nell’adulto, circa il 10% dello scheletro viene rimodellato ogni anno. Non è un processo patologico, ma la risposta adattativa dell’osso alle variazioni del carico meccanico e il meccanismo di mantenimento dell’equilibrio del calcio sierico.
Il ciclo di rimodellamento
Il ciclo prevede quattro fasi: attivazione (reclutamento degli osteoclasti dai precursori ematici), riassorbimento (erosione della matrice ossea mineralizzata), transizione (accoppiamento tra riassorbimento e formazione, mediato da fattori locali), formazione (deposizione di nuovo osteoide da parte degli osteoblasti con successiva mineralizzazione). Il coordinamento tra osteoclasti e osteoblasti avviene attraverso il sistema RANK/RANKL/OPG, il principale asse di controllo, target terapeutico dei bifosfonati e del denosumab.
Legge di Wolff
L’osso si rimodella seguendo le linee di forza: apposizione dove c’è carico, riassorbimento dove il carico è assente. Questo principio spiega perché l’edentulia porta al riassorbimento del processo alveolare e perché il carico funzionale degli impianti mantiene il volume osseo perimplantare nel tempo.
Rilevanza implantare
Il rimodellamento osseo crestale nelle prime settimane di guarigione (early crestal bone loss) è fisiologico entro certi limiti, normalmente <1 mm nel primo anno di carico. Oltre questa soglia indica un rimodellamento patologico, da indagare per fattori biomeccanici (overload), biologici (biofilm) o chirurgici (trauma da inserimento, torque eccessivo).
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