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Antibiotico-resistenza: la responsabilità passa dallo studio dentistico

Dr. Ernesto Bruschi · · 6 min di lettura
Compresse di antibiotici disposte su un tavolo

In breve — In Italia l’antibiotico-resistenza uccide circa 12.000 persone l’anno: siamo primi in Europa. Ogni ricetta superflua nello studio dentistico allena i batteri. La profilassi va riservata a indicazioni precise; la copertura automatica dopo ogni intervento è un’abitudine da lasciare.

C’è un numero scomodo: dodicimila. Sono le persone che ogni anno, in Italia, muoiono per infezioni da batteri resistenti agli antibiotici. Il nostro Paese è primo in Europa per questa nuova mortalità. Sono circa un terzo dei oltre 35.000 decessi stimati nell’Unione Europea. Non è un dato astratto. Si tratta di un’epidemia che passa anche dai nostri studi, dalle nostre ricette, dalle nostre abitudini.

A Torino è nata una campagna che si chiama L’antibiotico si cura. Il nome gioca su un doppio senso: l’antibiotico cura le infezioni, ma l’antibiotico stesso ha bisogno di essere protetto, usato con misura, tenuto in vita come risorsa collettiva. Il progetto è promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo insieme ad ASL Città di Torino, con la supervisione scientifica di Ilaria Capua. Fa parte di un disegno più ampio — la salute circolare: umana, animale, ambientale, un’unica rete.

Per noi medici odontoiatri il tema è quotidiano. L’antibiotico dev’essere usato come cura o come copertura, ma solo quando è veramente necessario.

Il rito della copertura antibiotica

Esiste, purtroppo, la consuetudine di prescrivere l’antibiotico prima o dopo ogni intervento. La copertura diventa automatica. E anche il paziente se l’aspetta. Se non lo dai e poi il paziente ha gonfiore ci sono sempre il cugino, la zia, il vicino di casa saccente o il portiere che non mancano di fare commenti.

“Eh, certo, non ti ha dato l’antibiotico!”

Ma queste persone non hanno idea del quadro clinico del paziente o del tipo di intervento che hai effettuato.

La letteratura, di fatto, dice che l’antibiotico di copertura non è sempre assolutamente necessario.

Le linee guida dell’American Dental Association sull’uso degli antibiotici nel dolore pulpare e periapicale (Lockhart et al., 2019) dicono che quando serve un intervento locale — pulpotomia, drenaggio, terapia canalare — l’antibiotico sistemico da solo non risolve, e spesso non va aggiunto.

Lo stesso principio vale per l’ascesso dentale: senza drenaggio, terapia endodontica o estrazione, la compressa da sola ritarda e seleziona. L’ascesso è già un’infezione in atto, e spesso l’antibiotico serve — ma come coadiuvante, non come sostituto del trattamento locale.

Impiantologia: dose singola, non terapia infinita

Qui il discorso si fa più fine, e vale la pena distinguerlo dalla copertura automatica.

La revisione Cochrane di Esposito e colleghi (2013) ha mostrato che una dose singola di 2–3 g di amoxicillina (va bene generica, non Augmentin o Clavulin) un’ora prima del posizionamento implantare riduce il rischio di fallimento precoce. La network meta-analisi di Romandini et al. (2019) e la revisione di Braun, Chambrone e Khouly su JADA (2019) raffinano lo stesso messaggio: la profilassi perioperatoria ha un razionale; la terapia prolungata nei pazienti sani, no. Ho raccolto il protocollo pratico — dose, timing, eccezioni per innesti e comorbidità — in un articolo dedicato agli antibiotici in implantologia.

La differenza conta. Una compressa prima dell’intervento, quando indicata, è stewardship. Sette giorni “tanto per stare tranquilli” dopo un impianto singolo in osso sufficiente, in un paziente senza fattori di rischio, è un rito inutile e dannoso. I riti, in microbiologia, hanno un costo.

Cosa significa fare la propria parte

La campagna torinese indica gesti semplici per i cittadini: non usare l’antibiotico per un raffreddore, lavarsi le mani, riportare in farmacia i farmaci scaduti o inutilizzati. Gesti minimi. La resistenza batterica si costruisce esattamente lì, nell’accumulo di piccole scorrettezze quotidiane.

Chi lavora in uno studio odontoiatrico ha una responsabilità più diretta. Significa prescrivere secondo indicazione, non per abitudine o per timore. Significa spiegare bene al paziente perché, questa volta, l’antibiotico non serve. Significa aggiornarsi, perché le evidenze si muovono più in fretta delle nostre routine.

La campagna prevede anche un percorso ECM blended per i professionisti della salute, odontoiatri inclusi, erogato da Contatto SRL come provider accreditato.

C’è un altro pezzo che spesso dimentichiamo: quando un antibiotico serve davvero, va scelto bene e va tenuto conto di ciò che il paziente assume già. Le interazioni farmacologiche non sono un dettaglio da foglietto illustrativo. È importante scegliere un farmaco che non interferisca con altri già assunti e che non appesantisca la funzionalità di organi già compromessi per altri motivi.

Una battaglia senza confini di reparto

L’antibiotico-resistenza (AMR, Anti-Microbial Resistance) non guarda alle specializzazioni. Nasce negli allevamenti, nell’ambiente, nei reparti ospedalieri, e anche negli studi dentistici. A livello globale, il Global Burden of Disease 2021 ha stimato oltre un milione di morti direttamente attribuibili all’AMR nel solo 2021, con proiezioni in salita verso il 2050. Servono nuove molecole — come la lariocidina, che colpisce il ribosoma in un sito inedito — e serve, soprattutto, usare meglio quelle che abbiamo già.

Si combatte con “less”, quando less è clinicamente onesto. Con la scelta giusta, calibrata sul singolo paziente.

Il paziente che esce dal nostro studio senza una ricetta superflua ha ricevuto una cura più intelligente. E ha lasciato un antibiotico in più disponibile per chi, un giorno, ne avrà davvero bisogno.


Approfondimenti e materiali della campagna: antibioticosicura.it, progetto di Fondazione Compagnia di San Paolo e ASL Città di Torino, con la supervisione scientifica della Professoressa Ilaria Capua.

Riferimenti bibliografici

  1. Cassini A, Högberg LD, Plachouras D, Quattrocchi A, Hoxha A, Simonsen GS, et al. Attributable deaths and disability-adjusted life-years caused by infections with antibiotic-resistant bacteria in the EU and the European Economic Area in 2015: a population-level modelling analysis. Lancet Infect Dis. 2019;19(1):56-66. doi:10.1016/S1473-3099(18)30605-4. PMID: 30409683.
  2. European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC); Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Stime di mortalità da antibiotico-resistenza in Italia (~12.000 decessi/anno) e UE (~35.000), presentate in occasione della European Antibiotic Awareness Day 2024 [Internet]. Disponibile su: https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2604032/Dossier_stampa_AIFA_Antibiotico-resistenza_2024.pdf e https://antibioticosicura.it/.
  3. Lodi G, Azzi L, Varoni EM, Pentenero M, Del Fabbro M, Carrassi A, et al. Antibiotics to prevent complications following tooth extractions. Cochrane Database Syst Rev. 2021;2(2):CD003811. doi:10.1002/14651858.CD003811.pub3. PMID: 33624847.
  4. Esposito M, Grusovin MG, Worthington HV. Interventions for replacing missing teeth: antibiotics at dental implant placement to prevent complications. Cochrane Database Syst Rev. 2013;2013(7):CD004152. doi:10.1002/14651858.CD004152.pub4. PMID: 23904048.
  5. Romandini M, De Tullio I, Congedi F, Kalemaj Z, D’Ambrosio M, Laforí A, et al. Antibiotic prophylaxis at dental implant placement: which is the best protocol? A systematic review and network meta-analysis. J Clin Periodontol. 2019;46(3):382-395. doi:10.1111/jcpe.13080. PMID: 30729548.
  6. Braun RS, Chambrone L, Khouly I. Prophylactic antibiotic regimens in dental implant failure: a systematic review and meta-analysis. J Am Dent Assoc. 2019;150(6):e61-e91. doi:10.1016/j.adaj.2018.10.015. PMID: 31010572.
  7. Lockhart PB, Tampi MP, Abt E, Aminoshariae A, Durkin MJ, Fouad AF, et al. Evidence-based clinical practice guideline on antibiotic use for the urgent management of pulpal- and periapical-related dental pain and intraoral swelling. J Am Dent Assoc. 2019;150(11):906-921.e12. doi:10.1016/j.adaj.2019.08.020. PMID: 31668170.

Domande frequenti

Quando serve davvero l'antibiotico dopo un'estrazione?
Nella maggior parte delle estrazioni semplici su pazienti sani non serve una copertura antibiotica di routine. Serve quando c'è infezione in atto, quando l'intervento è esteso o traumatico, o quando il paziente ha fattori di rischio sistemici (immunodepressione, diabete scompensato, terapie oncologiche). La decisione è clinica, caso per caso.
Gli antibiotici proteggono sempre l'impianto dentale?
Una dose singola di amoxicillina prima dell'intervento riduce il rischio di fallimento precoce, secondo la revisione Cochrane. Prolungare la terapia per giorni nei pazienti sani non aggiunge benefici e alimenta le resistenze. Nei casi complessi (innesti, impianti multipli, comorbidità) la copertura può essere giustificata, ma va motivata.
L'ascesso dentale si cura solo con l'antibiotico?
No. L'antibiotico può contenere la diffusione, ma la causa è meccanica o infettiva locale: serve drenaggio, terapia endodontica o estrazione. Usare solo la compressa senza rimuovere la fonte ritarda la risoluzione e seleziona batteri resistenti.
Cosa posso fare io, come paziente, contro l'antibiotico-resistenza?
Non chiedere l'antibiotico per un raffreddore o per un dolore dentale senza infezione. Seguire dosaggio e durata della ricetta quando serve. Restituire in farmacia i farmaci scaduti. Lavarsi le mani. E accettare che, a volte, il dentista che non prescrive sta facendo la scelta più corretta.
Cos'è la campagna «L'antibiotico si cura»?
È un progetto nato a Torino, promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo e ASL Città di Torino, con supervisione scientifica di Ilaria Capua. Unisce salute umana, animale e ambientale (salute circolare) e prevede sensibilizzazione per i cittadini più formazione ECM per i professionisti, odontoiatri inclusi.

Referenze

  1. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30409683/
  2. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33624847/
  3. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23904048/
  4. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30729548/
  5. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31010572/
  6. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31668170/

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