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Diabete, prediabete e impianti. No problem. Ma controlla l'emoglobina glicata.

Dr. Ernesto Bruschi · · 9 min di lettura
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Infografica: scala dell'emoglobina glicata con le fasce normale, prediabete e diabete, la soglia del 7% con esiti vicini al non diabetico e quella dell'8% con più perdita ossea e peri-implantite

In breve — Diabete e prediabete non vietano l’implantologia dentale. È importante misurare l’HbA1c (emoglobina glicata): sotto ~7% gli esiti si avvicinano al non diabetico; sopra ~8% salgono peri-implantite e perdita ossea. Prima di operare è bene chiedere il parere del diabetologo.

Ti hanno detto che col diabete non puoi mettere impianti.

O ti hanno detto il contrario, quelli che “non hanno mai fallimenti”: «Tranquillo, oggi si fa tutto». Entrambe le frasi sono inesatte: la biologia se ne frega delle nostre opinioni. I possibili problemi vanno affrontati con serenità, non ignorati.

È vero che una glicemia fuori controllo può rallentare la guarigione dell’osso, e non solo quella dell’osso. È vero altrettanto che quel limite, con le terapie metaboliche di oggi, si supera in larga parte.

Come affrontarlo

“Diabete” e “prediabete” descrivono un metabolismo del glucosio che va gestito con attenzione, prima di tutto per la tua salute generale. Il diabetologo ti aiuterà a trovare la giusta terapia e una dieta equilibrata. Le cure corrette ripristinano l’equilibrio metabolico, e con esso il metabolismo osseo torna fisiologico.

Una volta corretto quell’equilibrio, anche i tuoi impianti guariranno bene.

Ho già scritto di come immunità, metabolismo e farmaci possano essere alla base dei, seppur rari, fallimenti implantari. Il dismetabolismo glucidico è un altro fattore di cui tenere conto.

Cos’è l’HbA1c (emoglobina glicata)

HbA1c è la sigla di emoglobina glicata. L’emoglobina è la proteina dei globuli rossi che trasporta ossigeno. Quando lo zucchero circola in eccesso, una parte di esso si lega in modo duraturo a quella proteina. Misurando quanto è “zuccherata”, ottieni una stima del controllo glicemico degli ultimi due-tre mesi — non della mattina in cui hai saltato la colazione.

È per questo che la uso in alcuni casi di pianificazione implantare. Una glicemia a digiuno di un solo giorno potrebbe non darti il quadro completo del tuo equilibrio metabolico.

Schema della via di glicazione tramite riarrangiamento di Amadori

Via di glicazione (riarrangiamento di Amadori). Da Wikimedia Commons — Smokefoot, pubblico dominio.

I numeri: cosa dicono le revisioni recenti su questo fattore di rischio

Bencze e colleghi (Università di Budapest), nel 2024 su Journal of Dentistry, hanno messo in fila 35 studi e 1.761 persone in un’ampia revisione sistematica della letteratura (DOI: 10.1016/j.jdent.2024.105094). Domanda secca: in adulti con impianti, chi ha diabete di tipo 2 o prediabete ha condizioni peri-implantari peggiori di chi non li ha?

Il risultato è netto: prediabete e diabete scompensato sì; diabete ben controllato no. La perdita ossea crestale media era circa 1,2 mm in più nel prediabete, 1,8 mm in più nello scompensato, e solo 0,4 mm — non significativo — nei ben controllati. In meta-regressione, ogni punto percentuale in più di HbA1c corrispondeva a circa 0,24 mm in più di perdita crestale.

La revisione sistematica AO/AAP 2025 su Journal of Periodontology (Galarraga-Vinueza e colleghi, 102 studi — DOI: 10.1002/JPER.24-0154) colloca il diabete mellito tra gli indicatori di rischio per la peri-implantite, insieme a parodontite, fumo e alcol. Contesto: circa un paziente su cinque con impianti sviluppa peri-implantite; la mucosite (infiammazione superficiale senza perdita ossea) è ancora più frequente. Se vuoi capire perché i batteri intorno a un impianto non sono una copia della parodontite, ne parlo nel confronto sul microbiota peri-implantare.

Shahi e colleghi, nel 2026 su BMC Oral Health, riassumono i risultati di 54 studi (DOI: 10.1186/s12903-026-07782-0): la sopravvivenza implantare nei diabetici resta spesso alta, oltre il 90–95%. Il prezzo si paga altrove. Con HbA1c sopra l’8% compaiono più perdita ossea marginale, profondità di sondaggio, sanguinamento e mediatori infiammatori. Con HbA1c intorno o sotto il 7% gli esiti si avvicinano a quelli dei non diabetici.

Lv e colleghi, su Clinical Oral Implants Research (2022 — DOI: 10.1111/clr.14010), aggiungono un probabile meccanismo eziopatogenetico: nei diabetici salgono i prodotti finali della glicazione avanzata (AGE) nel fluido crevicolare peri-implantare, insieme a segnali che frenano il metabolismo osseo. Più alto l’HbA1c, peggiori — in dose-risposta — AGE, profondità di sondaggio e perdita ossea.

Diagramma dell'accumulo di AGE nel corso della vita

Accumulo di AGE lungo la vita e malattie correlate. Da Wikimedia Commons — Jasper Dijkstra, CC BY-SA 3.0.

Wagner e colleghi (2022, International Journal of Implant DentistryDOI: 10.1186/s40729-021-00399-8) confermano il quadro: scompensati, più peri-implantite e più perdite a lungo termine; controllati, tassi di successo simili; prediabete, segnale sulle malattie peri-implantari più che sulla sola sopravvivenza.

Nella letteratura, due soglie tornano con insistenza:

  • circa ≤ 7%: zona in cui gli esiti peri-implantari, se igiene e supporto parodontale reggono, si avvicinano al non diabetico;
  • sopra ~ 8%: zona in cui perdita ossea, sanguinamento e rischio di peri-implantite salgono in modo ripetuto nelle revisioni.

Il prediabete, con HbA1c tipicamente tra 5,7% e 6,4%, non è “quasi niente”. Nei dati di Bencze pesa già sul mantenimento dei livelli ossei peri-implantari.

Queste sono soglie di attenzione. La decisione su come arrivare a un controllo adeguato — farmaci, dieta, tempi — spetta al diabetologo, non al chirurgo orale. Sarà lui a stabilizzare la terapia e i tuoi livelli glicemici. Il dentista subentra dopo la stabilizzazione.

La manutenzione

L’osteointegrazione non è solo un evento da giorno zero: è anche manutenzione continua. La glicemia alta può ostacolare l’osteointegrazione iniziale e, dopo la guarigione, favorire un riassorbimento osseo progressivo per fenomeni di peri-implantite.

Per questo igiene e richiami non sono optional educativi. Sono la manutenzione. Se hai ancora denti naturali con parodontite da trattare, sistemala prima: la storia di parodontite è un altro indicatore forte di rischio peri-implantare. E se fumi, il fumo dopo impianto o estrazione aggiunge un secondo fattore che le revisioni additano come importante fattore di rischio.

La strada corre nei due sensi

Fin qui abbiamo guardato il metabolismo che condiziona la bocca. Il traffico però è a doppio senso: la parodontite favorisce l’instaurarsi del dismetabolismo, non solo il contrario.

L’infiammazione parodontale cronica riversa citochine in circolo e interferisce con la segnalazione dell’insulina. Il risultato è più resistenza insulinica, cioè la porta d’ingresso di prediabete, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica.

I numeri: Wu e colleghi, nel 2020 su BMC Oral Health, hanno analizzato 53 studi (DOI: 10.1186/s12903-020-01180-w). Nei pazienti con parodontite la prevalenza di diabete è circa quattro volte superiore (Odds Ratio, OR 4,04), e la parodontite severa si associa a un’incidenza di diabete maggiore del 53%. Ne ho scritto tra le malattie che l’odontoiatra sospetta prima del medico di base.

E funziona anche al contrario, in tuo favore: la revisione Cochrane 2022 (DOI: 10.1002/14651858.CD004714.pub4) ha mostrato che trattare la parodontite riduce l’HbA1c di circa 0,43 punti percentuali a tre-quattro mesi. Non è una cura primaria per il diabete, ma è un contributo reale, ottenuto curando le gengive. Il tuo diabetologo lo apprezzerà.

Il cerchio si chiude con il peso e il microbiota: la disbiosi orale raggiunge l’intestino e alimenta infiammazione sistemica e iperinsulinemia, come racconto in i batteri della bocca controllano il tuo peso.

Per te, in pratica: se hai gengive infiammate e una glicemia al limite, devi curare anche l’eventuale parodontite. È parte della terapia metabolica. E stabilizzare il metabolismo è parte della cura delle gengive. Poi, sul substrato curato, gli impianti lavorano bene.

Prediabete e il pericolo della sindrome metabolica

Nei dati, il prediabete già si associa a più perdita ossea intorno agli impianti. È anche la finestra in cui correggere è più semplice: movimento, peso, dieta, e — quando indicato — farmaci che il diabetologo conosce meglio di me.

Qui entra il triangolo GLP-1, obesità e parodontite. Gli analoghi del GLP-1 (semaglutide, liraglutide e affini) non sono “il farmaco dell’impianto”. Sono strumenti metabolici che agiscono su insulina, appetito e infiammazione sistemica, con riflessi sul versante gengivale descritti in letteratura. Se li stai assumendo, dillo sempre al tuo medico dentista.

Cosa fare, in concreto

  1. Se hai problemi di glicemia o metabolici, porta un HbA1c recente (emoglobina glicata), non solo «sono diabetico da dieci anni».
  2. Se sei in zona ≥ 8%, o se il controllo è instabile, parla col diabetologo prima di fissare la chirurgia. Io preferisco aspettare un metabolismo governato piuttosto che recuperare peri-implantite dopo.
  3. Se sei in prediabete (circa 5,7–6,4%), non archiviare il referto. È già un pericolo per i tuoi impianti, esistenti e futuri.

Riferimenti bibliografici

  1. Bencze B, Cavalcante BGN, Romandini M, et al. Prediabetes and poorly controlled type-2 diabetes as risk indicators for peri-implant diseases: a systematic review and meta-analysis. J Dent. 2024;146:105094. DOI · PMID 38788918
  2. Galarraga-Vinueza ME, Pagni S, Finkelman M, Schoenbaum T, Chambrone L. Prevalence, incidence, systemic, behavioral, and patient-related risk factors and indicators for peri-implant diseases: an AO/AAP systematic review and meta-analysis. J Periodontol. 2025;96(6):587-633. DOI · PMID 40489307
  3. Shahi S, Jalali P, Jabbari S, Qarebigloo A. Dental implant outcomes in patients with diabetes mellitus: a systematic review. BMC Oral Health. 2026;26(1):1277. DOI · PMID 42177496
  4. Lv X, Zou L, Zhang X, Zhang X, Lai H, Shi J. Effects of diabetes/hyperglycemia on peri-implant biomarkers and clinical and radiographic outcomes in patients with dental implant restorations: a systematic review and meta-analysis. Clin Oral Implants Res. 2022;33(12):1183-1198. DOI · PMID 36251562
  5. Wagner J, Spille JH, Wiltfang J, Naujokat H. Systematic review on diabetes mellitus and dental implants: an update. Int J Implant Dent. 2022;8(1):1. DOI · PMID 34978649
  6. Andrade CAS, Paz JLC, de Melo GS, Mahrouseh N, Januário AL, Capeletti LR. Survival rate and peri-implant evaluation of immediately loaded dental implants in individuals with type 2 diabetes mellitus: a systematic review and meta-analysis. Clin Oral Investig. 2022;26(2):1797-1810. DOI · PMID 34586502
  7. Wu CZ, Yuan YH, Liu HH, et al. Epidemiologic relationship between periodontitis and type 2 diabetes mellitus. BMC Oral Health. 2020;20(1):204. DOI · PMID 32652980
  8. Simpson TC, Clarkson JE, Worthington HV, et al. Treatment of periodontitis for glycaemic control in people with diabetes mellitus. Cochrane Database Syst Rev. 2022;4(4):CD004714. DOI · PMID 35420698

Domande frequenti

Col diabete o col prediabete gli impianti sono vietati?
No. La diagnosi da sola non chiude la porta dell'implantologia. Quello che conta è il controllo glicemico — in pratica l'HbA1c, l'emoglobina glicata — insieme a igiene, richiami e assenza di parodontite attiva. Nelle meta-analisi recenti il diabete ben controllato non emerge come indicatore di rischio per le malattie peri-implantari: non c'è differenza con i non diabetici.
Cos'è l'HbA1c e quale valore bisogna attenzionare prima di un impianto?
HbA1c significa emoglobina glicata: è la frazione di emoglobina a cui si è legato lo zucchero nel sangue negli ultimi due-tre mesi. Non è la glicemia di oggi; è la media del controllo. Nelle revisioni disponibili, valori intorno o sotto il 7% si associano spesso a esiti peri-implantari sovrapponibili a quelli dei non diabetici; sopra l'8% aumentano perdita ossea crestale, sanguinamento e segni di infiammazione. La soglia operativa per il tuo caso la fissate insieme al diabetologo: io leggo il numero, lui governa la terapia sistemica.
Se l'impianto "tiene", perché mi parli di peri-implantite?
Perché sopravvivenza e salute peri-implantare non sono la stessa cosa. Un impianto può restare in bocca e avere comunque mucosite o peri-implantite — infiammazione dei tessuti e, nel secondo caso, perdita di osso di supporto. È lì che il diabete scompensato e il prediabete pesano di più.
Il prediabete conta davvero, o è solo un allarme sul referto?
Conta. Una meta-analisi del 2024 su Journal of Dentistry ha trovato più perdita ossea crestale anche nel prediabete (HbA1c circa 5,7–6,4%), non solo nel diabete di tipo 2 scompensato. Non è una condanna: è un segnale per correggere metabolismo e igiene prima di caricare l'osso con un impianto.
Sto assumendo un farmaco GLP-1 (semaglutide, liraglutide…). Cambia qualcosa?
Cambia il contesto metabolico, non la tecnica chirurgica da sola. Gli analoghi del GLP-1 agiscono su appetito, insulina e infiammazione sistemica; sul versante bocca-intestino-gengive il quadro è collegato. Ne parlo in dettaglio nell'articolo su GLP-1, obesità e parodontite. Prima dell'impianto resta comunque necessario un HbA1c recente e il via del diabetologo.
Curare le gengive può migliorare la glicemia?
Sì, in parte. Il legame tra parodontite e diabete è bidirezionale: il diabete peggiora la parodontite, e la parodontite peggiora il controllo glicemico favorendo la resistenza insulinica. La revisione Cochrane 2022 ha mostrato che il trattamento parodontale riduce l'HbA1c di circa 0,43 punti percentuali a tre-quattro mesi. Non sostituisce la terapia del diabetologo, ma è un contributo reale e misurabile.
Queste meta-analisi non mescolano studi troppo eterogenei per decidere sul mio caso?
Sì, l'eterogeneità c'è: protocolli diversi, follow-up diversi, definizioni di "controllo" non sempre uguali. Per questo non uso i paper come sentenza sul singolo paziente. Li uso per sapere dove guardare — HbA1c, parodontite, fumo, igiene — e per non trattare la parola "diabete" come un veto automatico. La decisione clinica resta individuale e condivisa con chi ti segue per il metabolismo.

Referenze

  1. https://doi.org/10.1016/j.jdent.2024.105094
  2. https://doi.org/10.1002/JPER.24-0154
  3. https://doi.org/10.1186/s12903-026-07782-0
  4. https://doi.org/10.1111/clr.14010
  5. https://doi.org/10.1186/s40729-021-00399-8
  6. https://doi.org/10.1007/s00784-021-04154-6
  7. https://doi.org/10.1186/s12903-020-01180-w
  8. https://doi.org/10.1002/14651858.CD004714.pub4

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