Espansione ERE e impianto immediato: un premolare in una seduta
In breve — Una paziente con un difetto osseo importante e un ponte che intrappolava cibo si è vista proporre GBR + 12 mesi di attesa. Con l’espansione crestale ERE, l’impianto è stato inserito nella stessa seduta della chirurgia espansiva, con rigenerazione simultanea di osso e gengiva. Dopo tre mesi: corona definitiva, corone nuove sugli adiacenti, tessuti completamente rigenerati. Follow-up a distanza di anni: stabile.
Il problema
La paziente portava un ponte da anni. Il cibo si incastrava sotto, ogni giorno. Succede quando un ponte poggia su un difetto anatomico che non è stato preventivamente corretto — la protesi non sigilla, il cibo trova la sua strada, e la frustrazione diventa routine. Non si può girare sempre con gli stuzzicadenti (o con le unghie affilate).
Aveva già consultato un altro studio. La proposta: rigenerazione ossea guidata, nove mesi di attesa per la maturazione, poi l’impianto, poi altri tre mesi per l’osteointegrazione. Un anno di lavori. Due interventi chirurgici. Biomateriali e quant’altro.
Le ho detto: ti metto l’impianto adesso, rigenero osso e gengiva nella stessa seduta, e tra tre mesi hai il dente. Nel frattempo porterai un ponte provvisorio in modo che non si veda nulla. E già starai molto, ma molto meglio di prima.
Il punto di partenza

Il difetto osseo era importante. La cresta residua, sottile — appena 4 mm di spessore alla CBCT. Un implantologo convenzionale avrebbe detto: qui serve osso, prima si rigenera, poi si impianta. È la sequenza classica. Non è sbagliato come approccio. Ma è lunga.
L’intervento
La tecnica è l’espansione crestale ERE — Edentulous Ridge Expansion — codificata nel 1994 da Scipioni e Bruschi.¹ Il principio: l’osso non si aggiunge, si sposta. La corticale ossea buccale viene separata e spostata lateralmente, creando spazio per l’impianto senza ricorrere a innesti di osso o biomateriali vari. La mucosa (volg. “gengiva”) segue in contorno dell’osso interno e si rigenera anch’essa. Ecco come prendere i classici “due piccioni con una fava” in implantologia.

Due dettagli chirurgici da notare. Il primo: il lembo para-marginale a spessore parziale. Non si solleva il margine gengivale — lo si rispetta totalmente senza staccarlo dal parodonto. La banda di cheratinizzata vestibolare resta intatta, e questo determina la qualità del sigillo mucoso finale. Il secondo: la parete buccale espansa. Non fratturata, non rimossa — spostata. L’osso resta vascolarizzato, il periostio integro. Il coagulo che riempie lo spazio tra le pareti è il substrato “magister” della rigenerazione.

L’impianto tissue level è stato posizionato come si deve — e sottolineo come si deve, perché troppo spesso lo si vede inserito troppo profondo per il tipo di connessione che ha. Il collare liscio a livello della cresta ossea, rispettando l’ampiezza biologica. La differenza tra un impianto che funziona per decenni e uno che perde osso marginale nei primi due anni sta quasi sempre nel posizionamento.
Tre mesi dopo

Tre mesi. Non dodici. L’osso si è rigenerato nello spazio creato dall’espansione — come documentato istologicamente nel lavoro di Scipioni e Bruschi del 1999, dove gli osteoblasti differenziano dalle cellule mesenchimali presenti sulle pareti della fessura chirurgica intraossea.² La mucosa cheratinizzata si è riformata per migrazione dai margini. È sempre la magia della guarigione per seconda intenzione.


Il follow-up

La paziente usa questo impianto da anni. I livelli ossei crestali sono stabili.³ ⁴

Questi sono i numeri. Da 4 mm di cresta a quasi 9 mm — senza innesto, senza membrana, senza un secondo intervento. L’osso è stato spostato, non aggiunto. E il risultato è verificabile: la CBCT non mente.
Dopo questo caso, la paziente ha sostituito tutti gli altri denti mancanti con impianti. La fiducia si costruisce così: un risultato alla volta.
Cosa insegna questo caso
Tre cose.
La prima è chirurgica. L’espansione crestale ERE permette di condensare in una sola seduta ciò che altrimenti richiede due interventi e un anno di attesa. Non è una scorciatoia, un “compromesso” — è una strada diversa, con evidenze a lungo termine che ne documentano l’affidabilità. Scipioni e Bruschi hanno riportato un tasso di successo del 98,8% su 329 impianti a cinque anni.¹ Crespi, Bruschi et al. hanno confermato il 98,92% a due anni con carico immediato.⁴ Bruschi et al. hanno dimostrato stabilità ossea oltre i cinque anni.³
La seconda è tecnica, e riguarda il lembo. Un lembo para-marginale a spessore parziale protegge la banda di cheratinizzata vestibolare (un tessuto proprio del parodonto). Non la sacrifica. Questo si traduce in un sigillo mucoso stabile nel tempo — e in un risultato estetico che non avrà bisogno di chirurgia mucogengivale correttiva.
La terza è clinica, e riguarda il tissue level. Un impianto tissue level posizionato correttamente — non troppo profondo, non troppo superficiale, con il collare liscio a livello crestale — offre un sigillo mucoso naturale e mantiene l’osso. Il problema non è mai il tipo di impianto. Il problema è dove lo metti e soprattutto a quale profondità in relazione con la sua connessione protesica.
Riferimenti
¹ Scipioni A, Bruschi GB, Calesini G. The edentulous ridge expansion technique: a five-year study. Int J Periodontics Restorative Dent. 1994;14(5):451-9. PubMed
² Scipioni A, Bruschi GB, Calesini G, Bruschi E, De Martino C. Bone regeneration in the edentulous ridge expansion technique: histologic and ultrastructural study of 20 clinical cases. Int J Periodontics Restorative Dent. 1999;19(3):269-77. PubMed
³ Bruschi GB, Capparé P, Bravi F, Grande N, Gherlone E, Gastaldi G, Crespi R. Radiographic Evaluation of Crestal Bone Level in Split-Crest and Immediate Implant Placement: Minimum 5-Year Follow-up. Int J Oral Maxillofac Implants. 2017;32(1):114-120. DOI
⁴ Crespi R, Bruschi GB, Gastaldi G, Capparé P, Gherlone EF. Immediate Loaded Implants in Split-Crest Procedure. Clin Implant Dent Relat Res. 2015;17 Suppl 2:e692-8. DOI
⁵ Demarosi F, Leghissa GC, Sardella A, Lodi G, Carrassi A. Localised maxillary ridge expansion with simultaneous implant placement: a case series. Br J Oral Maxillofac Surg. 2009;47(7):535-40. DOI
Domande frequenti
Si può mettere un impianto nella stessa seduta dell'espansione crestale?
Quanto tempo si risparmia rispetto alla GBR tradizionale?
L'impianto tissue level è adatto a questa procedura?
Referenze
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/7751111/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10635173/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25781900/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28095517/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19150155/
- https://doi.org/10.11607/jomi.4203
- https://doi.org/10.1111/cid.12316
- https://doi.org/10.1016/j.bjoms.2008.11.012
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