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La storia di Gabriella, due mesi invece di nove

Ernesto Bruschi, DDS, MS · · 3 min di lettura
Ritratto d'archivio di una donna bionda di mezza età che sorride

In breve — Gabriella ha perso un dente posteriore a cinquantanove anni. Quattro medici le hanno proposto lo stesso percorso. Avrebbe dovuto affrontare un innesto osseo, seguito da nove mesi di attesa, e poi un secondo intervento per l’impianto. Nel mio studio l’impianto è stato inserito in un intervento solo, allargando l’osso che c’era, e dopo due mesi Gabriella era pronta per la corona definitiva con una rigenerazione totale del tessuto circostante.

Storia vera, raccolta nel libro Oltre la paura 2 e pubblicata con il consenso della paziente. Il nome è di fantasia.

Un dente per masticare

Gabriella fa l’insegnante. A cinquantanove anni ha perso un dente posteriore, uno di quelli che servono per masticare. Una protesi mobile non la voleva. Voleva un impianto.

Ha cominciato a chiedere pareri, e ne ha chiesti quattro. La risposta era sempre la stessa. L’osso non bastava. Prima bisognava ricostruirlo con un innesto, coperto da una membrana fissata con piccole viti. Poi nove mesi di attesa, perché l’osso nuovo maturasse. Poi un secondo intervento per l’impianto.

«Sembrava più chirurgia ortopedica che dentale», racconta.

Quasi un anno

Il protocollo che le avevano descritto esiste, è studiato e funziona. Non era sbagliato proporlo (qui ne parlo per esteso). A scoraggiare Gabriella erano i numeri: due interventi, e quasi un anno prima di avere il dente.

Una collega di scuola, vedendola preoccupata, le ha suggerito di chiedere un altro parere. Gabriella era scettica, e aveva le sue ragioni. Quattro professionisti le avevano detto la stessa cosa. È venuta lo stesso, per essere sicura di non aver lasciato nessuna strada da parte.

Le radiografie e una lista

È arrivata con le sue radiografie e con la lista degli interventi che le erano stati proposti. Le abbiamo guardate insieme, e le ho detto che secondo me si poteva fare diversamente.

L’osso era poco, ma c’era. Si poteva allargare quello, invece di aggiungerne dall’esterno, e inserire l’impianto nello stesso intervento. È il principio dell’espansione crestale. Le ho detto anche i tempi che mi aspettavo. Due mesi di guarigione, poi la corona.

Non è una scelta che vale per tutti. Dipende da quanto osso resta e da com’è fatto, e lo si capisce solo dagli esami. Spesso però il poco osso è meno poco di quanto sembri, e nel caso di Gabriella c’erano le condizioni.

Il giorno dell’intervento

Il giorno dell’intervento era nervosa. Ma poi è andato tutto meglio di come se lo immaginava. Nelle settimane successive ha seguito con scrupolo tutte le indicazioni, e dopo due mesi era pronta per la corona definitiva.

Oggi mastica normalmente. Quando racconta la sua storia, i colleghi di scuola le chiedono come sia possibile, visto che quattro specialisti le avevano detto la stessa cosa.

Più di una strada

Gabriella la mette così. Da insegnante è abituata a pensare che per arrivare a un risultato ci sia quasi sempre più di una strada, e ha scoperto che in odontoiatria vale lo stesso.

Quando una diagnosi propone un percorso lungo e invasivo, chiedere un altro parere è legittimo, e un buon medico non se ne offende. Se vuoi che guardi il tuo caso, qui trovi come funziona la valutazione.

La storia di Gabriella fa parte di Oltre la paura 2, il libro in cui i miei pazienti raccontano il loro percorso con le loro parole.

Foto di copertina di Vitaly Gariev su Unsplash, licenza Unsplash. È un ritratto d’archivio, non la paziente.

Domande frequenti

Se quattro odontoiatri dicono la stessa cosa, ha senso chiedere un altro parere?
Sì, soprattutto quando il percorso proposto è lungo o invasivo. Un altro parere non smentisce per forza i precedenti, a volte li conferma. Nel caso di Gabriella ha portato a un intervento solo, perché l'osso che aveva lo permetteva.
Si può sempre evitare l'innesto osseo allargando l'osso che c'è?
No. Dipende da quanto osso resta e da com'è fatto, e lo si valuta con gli esami radiografici. Quando l'osso è troppo poco, l'innesto in due tempi resta la scelta corretta.

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