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Il primo impianto osteointegrato ha 1.400 anni. La mandibola Maya.

Dr. Ernesto Bruschi · · 9 min di lettura
Disegno a matita del frammento di mandibola maya visto di lato: denti anteriori consumati con impianti di conchiglia, molari naturali e ramo mandibolare

In breve — Nel 1931 Wilson e Dorothy Popenoe trovarono in Honduras un frammento di mandibola con tre incredibili incisivi di madreperla. Per quarant’anni fu considerato solo un ornamento funerario. Nel 1970 Amadeo Bobbio lo esaminò con le radiografie e scoprì osso compatto attorno a due dei tre pezzi di madreperla! Ed è questo, quindi, il più antico impianto endosseo che conosciamo. E il meccanismo biologico che lo tenne fermo durante la vita dell’antico defunto è lo stesso che funziona oggi sui moderni impianti.

Un fiume, un cimitero, tre denti che non sono denti, e una sfortunata archeologa autodidatta

Il fiume Ulúa scende verso il Caribe attraversando la pianura di San Pedro Sula. Su una sua ansa, in un punto che i contadini chiamavano Playa de los Muertos (nome decisamente appropriato), ogni piena riportava a galla ossa umane e cocci di vario genere. Nel 1928 Dorothy Popenoe cominciò a scavare in quel punto. Era solo una botanica inglese, esperta di graminacee, arrivata in Honduras perché il marito Wilson dirigeva le sperimentazioni agricole della United Fruit Company. L’archeologia l’aveva imparata da sola, sul campo, disegnando accuratamente ogni reperto prima di sollevarlo dal terreno.

Tra i frammenti di una di quelle sepolture c’era un pezzo di mandibola. Al posto di tre incisivi inferiori aveva tre pezzi di conchiglia, madreperla scolpita a forma di dente e conficcata negli alveoli.

Dorothy non ebbe neanche il tempo di studiarlo. Nel dicembre del 1932 mangiò un frutto di akee acerbo, che è velenoso, e morì giovanissima a 33 anni. I risultati dello scavo uscirono postumi nel 1934. Il frammento, catalogato 33-19-20/254, finì nelle collezioni del Peabody Museum di Harvard, dove Frederick Orchard lo fotografò nel 1935.

Quarant’anni dimenticata in un cassetto

La lettura archeologica classica era semplice. Gli Egizi avevano inserito denti d’avorio e di metallo nelle mascelle dei morti per presentarli interi nell’aldilà. I maya, si pensava, avevano fatto lo stesso con la conchiglia. Un ornamento per il defunto.

Aveva assolutamente senso. I maya limavano gli incisivi e li intarsiavano di giada e di ematite. Il pezzo stava in un museo di archeologia, e gli archeologi non fanno di routine radiografie ai denti come i dentisti.

Incisivi umani maya con intarsi di giadeite e due dischi di giada, da una cache funeraria di Nim Li Punit, Belize

Incisivi maya con intarsi di giadeite, da una cache funeraria nella Royal Family Plaza di Nim Li Punit, Belize. La modifica dentale segnava rango e ricchezza. Foto: Dennis Jarvis, Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0.

La radiografia di Bobbio - una rivelazione

Amadeo Bobbio insegnava a San Paolo del Brasile ed era uno dei pochi, negli anni Sessanta, a mettere impianti nell’osso e a scrivere articoli sull’argomento. Nel 1970 esaminò il frammento di mandibola, anche radiograficamente.

La lastra mostrava osso compatto cresciuto attorno a due dei tre pezzi di conchiglia. Sulle superfici c’era tartaro. Il tartaro si forma solo in bocca, su una superficie esposta alla saliva per mesi. E l’osso cresce solo attorno a un corpo che sta fermo dentro l’osso di una persona viva.

È la lettura che faccio io su ogni radiografia di controllo a un anno. Osso a ridosso della vite senza linea scura, impianto fermo. Bobbio leggeva la stessa cosa su un pezzo di conchiglia inserito in un’antica mandibola.

Era evidente che i tre impianti incisivi di madreperla erano stati inseriti da vivo, e almeno due avevano funzionato egregiamente. Bobbio pubblicò nel 1972 sul Bulletin of the History of Dentistry, con un titolo che non lasciava margini di interpretazione: “Il primo impianto endosseo alloplastico nella storia dell’uomo.”

Alloplastico vuol dire fatto di materiale estraneo al corpo. Endosseo vuol dire dentro l’osso. Prima di quel 1970 la storia dell’implantologia partiva dal Novecento, dal cestello in iridio e platino di Greenfield nel 1913 e dalla camera ottica che, secondo il racconto ufficiale, nel 1952 Brånemark non riuscì più a estrarre da un femore di coniglio. Dopo, partiva da un fiume dell’Honduras dell’epoca dei Maya.

Perché l’osso ha integrato le conchiglie?

La madreperla è lo strato interno di certe conchiglie, aragonite in lamelle sottilissime impilate come mattoni, con una malta di proteine tra uno strato e l’altro. Bobbio la descrisse così, e la letteratura sui biomateriali la cita ancora come madreperla pura.

Cinque dischi levigati di madreperla, aragonite iridescente rosa e bianca

Madreperla levigata: aragonite in lamelle, lo strato interno di alcune conchiglie marine. È il materiale dei tre incisivi secondo Bobbio. Foto: James St. John, Wikimedia Commons, CC BY 2.0.

Nel 1992 Silve e colleghi a Parigi misero osteoblasti umani in coltura su frammenti di madreperla, e le cellule vi aderirono e cominciarono a depositare minerale. Nel 1997 Atlan riempì con polvere di madreperla difetti ossei del mascellare in pazienti veri, e l’istologia mostrò osso nuovo a contatto con le particelle. I maya non potevano saperlo, ancora. Ma il materiale che scelsero per intuito aveva ottime caratteristiche per l’osteointegrazione.

Per l’osso, comunque, contano, essenzialmente, tre cose. Che il corpo estraneo sia inerte, che stia fermo, e che tocchi la parete ossea dell’alveolo il più possibile. Un pezzo scolpito a mano e spinto a forza in un alveolo stretto rispetta tutte e tre le condizioni.

L’osso della mandibola risponde come a una frattura. Prima il coagulo, poi i macrofagi che puliscono il campo della ferita, poi gli osteoblasti che depositano matrice sulla superficie disponibile. Se il pezzo non si muove ed ha buone caratteristiche biologiche, la matrice arriva a contatto e mineralizza. Se si muove, al suo posto cresce tessuto fibroso e l’impianto è perso.

Brånemark diede un nome a questo processo nel 1965, con il titanio. Il titanio l’ha reso prevedibile perché la sua superficie ossidata (TiO2) attira le proteine del sangue nei primi minuti e non rilascia ioni che disturbino le cellule. La disponibilità dell’osso a inglobare un corpo fermo e inerte, però, esiste da sempre. Il terzo incisivo maya, quello senza osso attorno, ci parla con la stessa lingua. Con ogni probabilità si è mosso, e l’osso ha lasciato perdere.

I cugini europei degli antichi dentisti Maya

Chantambre, Essonne, a sud di Parigi. Una necropoli gallo-romana del I–II secolo. Nel 1998 Éric Crubézy e colleghi pubblicano su Nature un secondo premolare superiore destro in ferro battuto. L’impianto e l’alveolo combaciano alla perfezione e l’osteointegrazione, scrivono, appare vitale. Il ferro si corrode, il carbonato di calcio no. Anche lì l’osso aveva accettato.

Non tutti accettarono. Marshall Becker, l’archeologo delle protesi etrusche, rispose su Nature pochi mesi dopo e nel 1999 passò in rassegna tutte le pretese di impianti antichi sull’International Journal of Oral and Maxillofacial Implants. Verdetto secco: prodotti dell’immaginazione degli archeologi del Novecento. Per Chantambre ipotizzò un dente naturale colorato dagli ossidi di ferro. Crubézy replicò che l’analisi metallurgica era stata fatta.

A Le Chêne, Champagne, in una tomba celtica del III secolo a.C. fu rinvenuto un perno di ferro nella posizione di un incisivo superiore. Guillaume Seguin e colleghi lo descrivono su Antiquity nel 2014, ma restano prudenti. Può essere un impianto, può essere il perno di una protesi, può essere stato messo dopo la morte.

I dati incerti e mancanti

Il 600 d.C. che leggi ovunque è la data che Bobbio attribuì al frammento. Il cimitero di Playa de los Muertos, per gli archeologi, è del Formativo Medio, tra il 900 e il 200 a.C., anche se il sito fu frequentato a lungo. O il pezzo viene da uno strato più tardo, o la data è convenzionale. Nessuno ha datato direttamente la mandibola.

La prova dell’osso cresciuto attorno è una radiografia di cinquant’anni fa. Nessuna micro-TC, nessuna istologia. La scheda del museo dice “frammento di mandibola umana con tre denti finti di conchiglia” e si ferma lì, con la fotografia ad accesso riservato. Il reperto si può vedere nell’articolo open access di Green e colleghi, figura 7, con le due radiografie di Bobbio, e a colori in quello di Marin, figura 5. Sesso ed età della persona non risultano determinati.

Mi piacerebbe che qualcuno a Harvard mettesse quel frammento in un micro-tomografo per un pomeriggio. Si vedrebbe la densità dell’osso attorno a ciascun pezzo, il contatto reale, forse il motivo per cui il terzo fallì. Per te che porti un impianto, o che stai decidendo se metterlo, il punto sta nelle due conchiglie che hanno tenuto. L’osso che le ha ancorate così efficacemente è lo stesso che integra un impianto in titanio oggi, e chiede le stesse tre cose. Un corpo inerte, stabile, a contatto il più possibile.

Cover: schema illustrativo della mandibola di Playa de los Muertos, generato con Nano Banana Pro per Bonebenders sulla base della fotografia del reperto.

Riferimenti bibliografici

  1. Bobbio A. The first endosseous alloplastic implant in the history of man. Bull Hist Dent. 1972;20(1):1-6. PMID: 4505221.
  2. Crubézy E, Murail P, Girard L, Bernadou JP. False teeth of the Roman world. Nature. 1998;391(6662):29. doi:10.1038/34067. PMID: 9422504.
  3. Becker MJ. A Roman “implant” reconsidered. Nature. 1998;394(6693):534. doi:10.1038/28980. PMID: 9707113.
  4. Becker MJ. Ancient “dental implants”: a recently proposed example from France evaluated with other spurious examples. Int J Oral Maxillofac Implants. 1999;14(1):19-29. PMID: 10074748.
  5. Seguin G, d’Incau E, Murail P, Maureille B. The earliest dental prosthesis in Celtic Gaul? The case of an Iron Age burial at Le Chêne, France. Antiquity. 2014;88(340):488-500. doi:10.1017/S0003598X00101139.
  6. Block MS. Dental implants: the last 100 years. J Oral Maxillofac Surg. 2018;76(1):11-26. doi:10.1016/j.joms.2017.08.045. PMID: 29079267.
  7. Green DW, Lai WF, Jung HS. Evolving marine biomimetics for regenerative dentistry. Mar Drugs. 2014;12(5):2877-2912. doi:10.3390/md12052877. PMID: 24828293.
  8. Silve C, Lopez E, Vidal B, Smith DC, Camprasse S, Camprasse G, et al. Nacre initiates biomineralization by human osteoblasts maintained in vitro. Calcif Tissue Int. 1992;51(5):363-369. doi:10.1007/BF00316881. PMID: 1458341.
  9. Atlan G, Balmain N, Berland S, Vidal B, Lopez E. Reconstruction of human maxillary defects with nacre powder: histological evidence for bone regeneration. C R Acad Sci III. 1997;320(3):253-258. doi:10.1016/s0764-4469(97)86933-8. PMID: 9183443.
  10. Westbroek P, Marin F. A marriage of bone and nacre. Nature. 1998;392(6679):861-862. doi:10.1038/31798. PMID: 9582064.
  11. Peabody Museum of Archaeology and Ethnology. Fragment of lower human jaw with 3 false teeth of shell, oggetto 2004.24.14072 [Internet]. Cambridge (MA): Harvard University; 1935 [citato 2026 set 19; immagine ad accesso riservato]. Disponibile su: collections.peabody.harvard.edu/objects/details/550405

Domande frequenti

Non potevano aver messo i denti di conchiglia dopo la morte, come facevano gli Egizi?
È la lettura che ha retto per quarant'anni. La radiografia di Amadeo Bobbio del 1970 la smentisce per due dei tre pezzi: attorno a loro c'è osso compatto, e l'osso cresce solo attorno a un corpo che sta fermo in una persona viva. Sulle superfici c'era anche tartaro, che si forma solo in bocca. Il terzo pezzo, senza osso attorno, resta compatibile con entrambe le ipotesi.
Di che conchiglia erano fatti i tre denti?
Di madreperla, lo strato interno iridescente di alcune conchiglie marine, secondo la descrizione di Bobbio ripresa dalla letteratura sui biomateriali. È aragonite disposta in lamelle sottili, tenute insieme da una piccola quota di proteine. Dal 1992 sappiamo che la madreperla stimola gli osteoblasti umani a formare osso, in coltura e in difetti mascellari trattati con polvere di madreperla. La scelta del materiale, quindi, potrebbe non essere stata casuale.
Se la conchiglia funzionava, perché oggi usiamo il titanio?
Perché il titanio rende l'osteointegrazione prevedibile su migliaia di pazienti, mentre la madreperla ha funzionato in due casi su tre, e in un solo reperto. La superficie ossidata del titanio attira le proteine del sangue nei primi minuti, resiste alla corrosione e permette di fabbricare forme filettate che restano ferme fin dal primo giorno. La disponibilità dell'osso a inglobare un corpo inerte e stabile è la stessa; il titanio la sfrutta meglio.
Dove si trova oggi la mandibola e si può vedere?
Nelle collezioni osteologiche del Peabody Museum of Archaeology and Ethnology di Harvard, catalogo 33-19-20/254. La scheda online riporta la fotografia scattata da Frederick P. Orchard nel 1935, ma l'immagine è a accesso riservato e il reperto fa parte delle collezioni di resti umani, quindi non è esposto.
Quanto è affidabile la data del 600 d.C.?
È la data che Bobbio attribuì al frammento nel 1970 e che la letteratura ripete da allora. Nessuno ha datato direttamente il pezzo. Il cimitero di Playa de los Muertos, per gli archeologi, appartiene al Formativo Medio, tra il 900 e il 200 a.C., anche se il sito fu frequentato a lungo. O il frammento viene da uno strato più tardo, o la data è convenzionale. Una revisione del 2020 sul Journal of the History of Dentistry conferma che mancano i registri di scavo e le foto in situ, e conclude che resta comunque il più antico impianto dentale non ambiguo che conosciamo.

Referenze

  1. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/4505221/
  2. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10074748/
  3. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24828293/
  4. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/1458341/
  5. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9183443/
  6. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9422504/
  7. https://doi.org/10.1017/S0003598X00101139
  8. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29079267/

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Bruschi E. Il primo impianto osteointegrato ha 1.400 anni. La mandibola Maya. [Internet]. Frosinone: Bonebenders; 2026 [citato 2026 set 20]. Disponibile su: https://bonebenders.com/blog/mandibola-maya-primo-impianto-dentale-osteointegrato/

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