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Non esiste un design implantare universale

Dr. Ernesto Bruschi · · 5 min di lettura
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Tre profili implantari a confronto — cilindrico, conico e ibrido — con le rispettive indicazioni, e schema di come la forma della spira, a V o quadrata, trasmette il carico all'osso

In breve — Corpo conico, spire condensanti e diametro maggiore aumentano la stabilità primaria. E sono numeri misurabili. Heimes (2023) chiude senza favorire nessuna geometria. Si tratta di fattori che cambiano in base al sito ed al paziente.

«Quale impianto usi?»

Me lo chiedono di continuo, quando vedono i casi che faccio. Ovvio che uso il mio impianto preferito.

Heimes, Becker, Pabst e colleghi hanno passato in rassegna corpo, lunghezza, diametro e spire sull’International Journal of Implant Dentistry nel 2023. Chiudono elencando fattori locali e sistemici da cui la scelta dipende. Nessuna forma incoronata. Per un paper di design implantare è un finale raro.

Ho già scritto cosa fanno forma, lunghezza, diametro e spire sulla tenuta iniziale. Qui mi interessa il passo dopo: come usare quei numeri senza farne una fede di catalogo.

Cosa alza davvero la tenuta iniziale

La stabilità primaria è attrito. Compressione tra titanio e osso, o quantomeno quella che è in alcuni punti. Si legge sul cricchetto. La macrogeometria decide dove e quanto comprimi, e tiene il micromovimento sotto la soglia oltre la quale l’organismo rinuncia all’osteointegrazione e ti fabbrica una capsula fibrosa.

Partiamo dalla forma del corpo, perché lì la differenza si sente proprio durante l’inserimento. I conici si ancorano per compressione laterale e verticale; i cilindrici scaricano attrito statico lungo l’asse, nella direzione dell’apice. Nelle serie raccolte da Heimes l’ordine nella stabilità primaria è netto: prima ibridi, poi conici, poi cilindrici. Hsueh e colleghi lo hanno misurato su modelli in poliuretano: se il bone-level conico arriva ai 29 Ncm, nelle stesse condizioni il cilindrico standard si ferma a 8–9. La sola forma può triplicare il torque. Su un carico immediato quella differenza decide se procedi con il carico o sei costretto ad attendere.

La lunghezza aumenta la stabilità fino a circa 12 mm. Oltre, la tenuta non aumenta. D’altro canto, è anche vero che su dieci RCT del consensus ITI, gli impianti corti (≤ 6 mm) sopravvivono al 96% contro il 98% degli impianti “lunghi”, a uno-cinque anni. Gli impianti corti, quindi, rimangono una solida alternativa ad alcuni innesti.

Secondo molti studi, lo stress meccanico si concentra sul collo dell’impianto. Questo potrebbe contribuire ad alcuni riassorbimenti crestali? In che modo?

Nel posteriore due condizioni potenzialmente negative si sommano. Le forze masticatorie oltre il 300% più alte che negli altri settori, e qualità ossea spesso mediocre nel mascellare. Una volta che la lunghezza è sufficiente, il diametro diventa più importante. Heimes segnala che i diametri maggiori aumentano di molto la superficie di contatto, a parità di lunghezza. E c’è di più. Il disegno della spira può moltiplicarla fino a trecento volte.

E vediamo le caratteristiche delle spire. Profili a V e quadrati larghi scaricano meno stress sull’osso circostante rispetto ai quadrati sottili. E le spire molto profonde compromettono la vascolarizzazione dell’osso che arriva fino al fondo del filetto, e conviene maschiare per non schiacciare troppo il tessuto.

Quanto pesi la sola spira lo ha mostrato un RCT split-mouth del 2024. Barbosa e colleghi, su venti pazienti e a parità di superficie idrofila, hanno confrontato spire solo perforanti contro perforanti e condensanti. All’inserimento: ISQ 63,6 (perforanti e condensanti) contro 40,6 (solo perforanti), torque 36,9 contro 28 Ncm. E il vantaggio persiste a novanta giorni.

Il Consensus ITI 2018, riportato nella stessa review, registra a tre anni livelli ossei marginali soddisfacenti sia per i conici sia per i non conici. Il significato clinico della sola forma sul lungo termine rimane ancora poco chiaro. Potrebbe essere ininfluente.

Nel 2025 Marcantonio e colleghi hanno randomizzato, in split-mouth multicentrico, due macrostrutture diverse (cilindrica vs ibrida) in trenta pazienti con mandibola edentula, sotto protesi full-arch caricate entro ventiquattr’ore. A due anni: sopravvivenza 99,16% e 100%. Osso crestale e parametri clinici sovrapponibili. Due geometrie molto diverse, stesso esito.

In osso denso, riporta Heimes citando Staedt, lunghezze e diametri diversi producono stabilità primaria statisticamente indistinguibile. Dove l’osso già tiene, la geometria aggressiva ottiene poco o nulla in più. La vera differenza si misura in osso meno denso.

Il prezzo di una presa troppo forte

Più la macrogeometria morde, più sale il torque.

Dodo, Senna, Del Bel Cury e Meirelles hanno lavorato in vitro su blocchi di costola bovina: inserzioni ad alto torque scalfiscono le creste delle spire e liberano particelle di titanio proprio contro l’osso corticale crestale. Ne ho scritto discutendo benefici e rischi oltre i 50 Ncm. Personalmente, credo che molto dipenda, appunto, dalla macrogeometria implantare.

Riferimenti bibliografici

  1. Heimes D, Becker P, Pabst A, Smeets R, Kraus A, Hartmann A, et al. How does dental implant macrogeometry affect primary implant stability? A narrative review. Int J Implant Dent. 2023;9(1):20. doi:10.1186/s40729-023-00485-z. PMID: 37405709.
  2. Barbosa PP, Oliveira VXR, Goulart JV, Margonar R, Moura MB, Oliveira GJPL. Effect of different thread configurations on hydrophilic implant stability. A split-mouth RCT. Braz Dent J. 2024;35:e245632. doi:10.1590/0103-6440202405632. PMID: 38537016.
  3. Marcantonio ACM, de Oliveira GJPL, Tassi PA, Manfrinato JPL, Segnini B, de Souza Bezerra Araújo RF, et al. Full-arch prostheses supported by implants with different macrostructures: A multicenter randomized controlled trial. Clin Implant Dent Relat Res. 2025;27(1):e13392. doi:10.1111/cid.13392. PMID: 39360638.
  4. Dodo C, Senna PM, Del Bel Cury AA, Meirelles L. Impact of high insertion torque on implant surface integrity. Clin Implant Dent Relat Res. 2025;27(2):e70030. doi:10.1111/cid.70030. PMID: 40200410.
  5. Hsueh PY, Yamaguchi Y, Yajima Y. Effect of insertion load on insertion torque value. J Dent Sci. 2025;20(3):1861-1868. doi:10.1016/j.jds.2025.03.029. PMID: 40654426.

Domande frequenti

I conici danno più stabilità primaria. Perché allora il consenso ITI dice che vanno bene entrambi?
Perché rispondono a due domande diverse. All'avvitamento il conico comprime di più, e questo si misura. Sul livello osseo marginale a tre anni il Consensus ITI 2018 riporta performance soddisfacenti per entrambe le forme, e lascia la scelta alla preferenza dell'operatore. Il conico resta utile quando devi evitare strutture anatomiche o ti serve più torque. Il cilindrico resta legittimo dove l'osso già tiene.
Allungare l'impianto aumenta sempre la tenuta iniziale?
Fino a un certo punto, letteralmente. La relazione tra lunghezza e stabilità primaria è lineare, e quella linearità finisce intorno ai 12 mm: oltre, i guadagni si assottigliano. Sopra quella soglia allunghi per altri motivi — ancoraggio, protesi estesa, anatomia — sapendo che la tenuta iniziale rimane dov'era.
Gli impianti corti reggono davvero quanto i lunghi?
Su dieci RCT raccolti dal consenso ITI, gli impianti ≤ 6 mm mostrano una sopravvivenza media del 96% contro il 98% dei più lunghi, a 1–5 anni. Due punti percentuali, da pesare contro il costo biologico di un innesto fatto solo per poter allungare la vite.
Le spire aggressive salvano l'osso di tipo IV?
Alzano contatto e compressione, quindi torque e ISQ — in osso soffice è proprio quello che cerchi. In un RCT split-mouth del 2024, a parità di superficie, le spire condensanti partivano con ISQ 63,6 contro 40,6. Restano indispensabili la sotto-preparazione del sito e il controllo del micromovimento: la spira lavora su un'osteotomia fatta bene.
Alto torque significa osteointegrazione più sicura?
Significa presa meccanica alta oggi. Uno studio in vitro del 2025 su costola bovina ha mostrato che inserzioni ad alto torque possono scalfire le creste delle spire e liberare particelle di titanio proprio contro l'osso corticale crestale. La geometria serve a ottenere stabilità rispettando il letto che la deve reggere.

Referenze

  1. https://doi.org/10.1186/s40729-023-00485-z
  2. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37405709/
  3. https://doi.org/10.1590/0103-6440202405632
  4. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38537016/
  5. https://doi.org/10.1111/cid.13392
  6. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39360638/
  7. https://doi.org/10.1111/cid.70030
  8. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40200410/
  9. https://doi.org/10.1016/j.jds.2025.03.029
  10. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40654426/

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